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LISTA AGGIORNATA A FEBBRAIO 2010
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CHITARRE BASSI ALTRO PARTI AMPLIFICATORI COLLEZIONE ARCHIVIO
ultimi arrivi: On line una bella Gretsch White Falcon anni '70. In rete anche la Stratocaster '64-65 con 82 immagini. Tante parti originali vintage! Gibson ES 335 sunburst 1968, Fender Telecaster Candy Apple Red '66, Fender Telecaster Thinline 1968, Gibson SG Les Paul Junior '62, Gibson Dove '74, Gibson ES 125 '61. in arrivo: Fender Precision Bass 1965 ... aggiornamento del 28.01.2010: Gretsch White Falcon '77, Fender Stratocaster '64/'65. Tante parti originali vintage: una brown case Fender, selettori, manopole anni '60, ecc...! In rete una bellissima e originalissima ES-335 del '68 e una spettacolare Telecaster del '66 Candy Apple Red. In rete 85 foto della Telecaster Thinline '68, da vedere! Inserite le foto di una bella SG Les Paul Jr del '62...Torno da un viaggio in giro per l'Italia con un bel po' di chitarre: già in rete la Dove e la ES-125.
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Se
avete delle chitarre che ritenete possano essere di nostro
interesse non esitate a contattarci, perchè siamo seriamente
interessati all'acquisto di strumenti americani d'annata, e vi
faremo volentieri un'offerta o valuteremo la vostra richiesta. Ma
ricordate, chiamateci SOLO se ciò che avete da proporre è originale
al 100%!!!
NON
INVIATECI FOTO, per favore, se non dopo averci
contattato e avere ricevuto il nostro OK! Grazie per la
collaborazione e per l'entusiasmo col quale ci seguite.
Tutte le chitarre e i bassi Real Vintage sono
accompagnati da un certificato di autenticità e valutazione.
GUILD
| GUILD
CE 100-D, 1964
sunburst. Prestigiosa archtop elettrica con una spalla mancante. Condizioni eccezionalmente buone per uno strumento di oltre 40 anni fa, "near mint". Unico segno del tempo lo scrostamento "da stress" della finitura nella zona dell'attacco del manico, peraltro assolutamente stabile e solido strutturalmente. Non vi sono ritocchi, 'botte' o altri segni pesanti, nè checking della vernice. Corpo in acero laminato, tastiera in palissandro con intarsi a blocchi in madreperla, ponte in palissandro, meccaniche Grover Sta-Tites, intarsio stile chesterfield sulla paletta. Lo strumento era stato concepito come risposta alla ES 175, ma grazie ai particolari humbuckers della Guild nella loro prima versione era dotata di una propria identità ben distinta. Grande chitarra da jazz o blues, tutta assolutamente originale (anche i tasti!). La chitarra è accompagnata da una buona custodia rigida non originale. front - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - neck joint - tuners |
2.700 |
FENDER
| FENDER
STRATOCASTER, 1955. In certi casi non ha senso spendere troppe parole. Se siete su questa pagina sapete già di cosa si tratta. Lasceremo parlare le immagini, e ce ne sono 116 in rete. Numero di serie 8123. Data manico 8/55. Data corpo 7/55. Date potenziometri 17ma settimana 55. Circuito elettrico mai toccato, saldature originali e perfette. Suona in modo eccezionale. note: |
hold
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| FENDER
STRATOCASTER, 1963. Sunburst. Rientra nel nostro inventario uno straordinario strumento che avevamo già avuto diversi anni fa.... Un'altra Stratocaster pre-CBS assolutamente originale in ogni dettaglio. Paletta piccola, spaghetti logo, splendido green-guard assolutamente intatto, clay-dots, pickup col fondo nero, selettore a tre vie, numero di serie 95xxx (ancora prima della serie L), data del manico Giugno 1963. Lo strumento rappresenta un perfetto esempio di Stratocaster della metà del '63: rispetto all'altra di qualche mese più antica, che vedete in lista, ha la vite centrale del battipenna non più in mezzo ai due pickup ma già a ridosso di quello centrale ed è priva di data sul body. Due potenziometri sono siglati 304 6320 (maggio '63) mentre il terzo - identico - è privo di marchi. Ponte originale con sellette "Fender Pat. Pend.", meccaniche Kluson Deluxe single-line, presa jack della Switchcraft. Il corpo è leggero, in ontano e con il profondo contour tipico del '63. Le condizioni di usura sono abbastanza buone, a parte un'area piuttosto estesa sul top in cui il contatto col braccio destro ha scoperto il giallo del sunburst e in parte il legno, e varie altre tracce che come di consueto abbiamo documentato in foto al meglio delle nostre possibilità. Normale usura sui margini del corpo, mentre il fondo è estremamente ben conservato e quasi privo di tracce da cintura. Ruggine sulle sellette del ponte, e alcune parti della scritta Stratocaster del logo sono andate via, pur mantenendo nitido e 'pulito' il Fender stile spaghetti. Il manico dal mitico profilo '63, con normale usura da suono sul retro, ha la tastiera professionalmente ritastata e veramente bella e scorrevole, con evidenti tracce di usura "scavate" nel palissandro brasiliano che però non ne intaccano minimamente il 'feel', dato che non si avvertono sotto le dita e la chitarra è 'facilissima' al tocco. Come sapete, da qui non passano chitarre che suonano così così, e anche questa non fa eccezione: davvero bella, bilanciata e aggressiva in tutte le posizioni del selettore. La chitarra è completa di tutto, dalla leva tremolo originale al copri-ponte, alla copertura delle molle del vibrato (un po' rotta ma presente all'appello). Lo strumento è accompagnato dalla custodia rigida originale in black tolex, una delle prime, in discrete condizioni a parte qualche rivetto mancante in una delle tre cerniere e il rivestimento della maniglia molto usurato. E' sempre più difficile riuscire a trovare queste chitarre, almeno nelle condizioni di perfetta originalità da noi richieste. In rete 62 immagini di ogni dettaglio. |
18.500 |
| FENDER
STRATOCASTER, 1963. La più classica delle Fender pre-CBS. Paletta piccola, Spaghetti logo, "green guard" (battipenna a tre strati che ha assunto la classica tinta verdastra), "clay-dots" (segnatasti in plastica opaca), numero di serie "L". Sunburst, con segni di usura sotto il braccio destro, e sul fondo in corrispondenza della cinghia della cintura, completa di copri-ponte, leva tremolo, coperchio della cavità delle molle del vibrato. Chitarra completamente originale: la data del manico è Dicembre 1963, i pickup hanno ancora il fondo nero ed è già comparso il timbro giallo con la data (Marzo 64), tutti i potenziometri sono datati inizio 64, le meccaniche sono le Kluson Deluxe single-line. Quindi, pure se la datazione unanimemente accettata va riferita alla data del manico, lo strumento ha lasciato la fabbrica nei primissimi mesi del 1964. Circuiti, fili, selettore a tre posizioni, potenziometri, finitura, manopole, ponte con sellette Fender Pat-Pend, tutto è completamente originale e in perfetto stato di funzionalità. Il manico è sanamente vissuto sul retro, con la vernice ben levigata dall'uso costante, e il suo profilo è assolutamente confortevole. Tasti in ottime condizioni (se sono stati sostituiti, il lavoro è davvero impeccabile). Il battipenna ha qualche spaccatura in corrispondenza delle viti, e la punta sulla spalla mancante di destra è spezzata. Custodia rigida originale in black-tolex, molto ben conservata, in dotazione. Nota |
17.500 |
| FENDER
STRATOCASTER, 1964.
Sunburst. Questa chitarra torna nella nostra collezione, che aveva lasciato nel 2003. Abbiamo messo in rete più di 50 nuove immagini, ma trovate QUI anche le foto del 2003. Un'altra
meravigliosa Strato Pre-CBS, con un incredibile manico in acero
fiammato e tastiera in palissandro brasiliano con clay-dots!
Spaghetti logo perfettamente conservato, paletta piccola con intensa
figurazione del legno, meccaniche Kluson "double line",
numero di serie "L". |
18.500 |
| FENDER
STRATOCASTER, 1964-65. Una Stratocaster eccezionale, dal grande suono e originale al 100%, assemblata e uscita dalla fabbrica nei primi mesi del 1965 con tutte le caratteristiche dell'ultimo periodo pre-CBS: logo transizionale, serie L, battipenna bianco e tastiera in palissandro brasiliano con dot in madreperla. La data del manico è Marzo '65 mentre tutti gli altri elementi portano date del 1964: in particolare i potenziometri sono marchiati 22ma settimana del '64 mentre i pickup dal fondo grigio hanno data 17 e 18 Settembre 1964. La chitarra appartiene al periodo di transizione tra la datazione col timbro giallo e quella a matita e infatti entrambi i tipi sono qui rappresentati, un po' come nei pickup dell'altra '64 che vedete qui in lista, datati Ottobre '64. In sostanza, quando la chitarra ha lasciato la fabbrica nei primi mesi del '65 la CBS aveva già acquistato la Fender, ma non era ancora minimamente intervenuta nei processi produttivi. Corpo in ontano con bellissima finitura sunburst tre-toni, generalmente ben conservata e non sbiadita, con tracce normali di usura lungo i margini del body - in particolare sotto il braccio destro e sul punto di attrito del plettro sul cutaway - qualche graffio e sbucciatura, lieve checking e niente più. Il manico in acero con tastiera in palissandro ha una splendida usura "da suono" che lo rende piacevolissimo al tatto, anche grazie ad un profilo davvero eccezionale. La prima sensazione che si prova imbracciando questa Strato è quella di uno strumento "da musicista", nato per essere suonato. Ma non manca nessun requisito per farne anche una chitarra "da collezione": assoluta originalità di ogni componente, dalle meccaniche Kluson Deluxe "double-line" al ponte con sellette Pat. Pend, ad ogni elemento del circuito elettrico (cavi, selettore, pickup, potenziometri, condensatore, jack), al logo transizionale un po' graffiato, alle parti in plastica (manopole, battipenna, copri-pickup). Tutto assolutamente in ordine. La chitarra suona benissimo, è davvero difficile metterla giù. L'action è perfetta e si suona senza sforzo. E' dotata della sua leva tremolo ma mancano il copri-ponte e lo sportellino posteriore che copre le molle. La custodia originale in black-tolex è una delle primissime con il logo Fender non sottolineato e a parte una chiusura non funzionante è in ottime condizioni tanto estetiche quanto funzionali. 82 immagini in rete per voi! |
16.000 |
| FENDER
TELECASTER, 1966. Blond. Ecco un'altra perfetta Tele della metà degli anni '60: le caratteristiche "estetiche" più appariscenti sono la finitura in condizioni eccellenti, la minima ossidazione delle parti metalliche, e soprattutto una spettacolare tastiera in palissandro brasiliano figurato. Logo transizionale in parte usurato, ma ben chiaro e leggibile. Meccaniche originali Kluson Deluxe "double-line". Segnatasti in madreperla. Il manico è datato Luglio 1966, e i due potenziometri sono della 42ma settimana del 1965. Il pickup al ponte, che potete vedere disassemblato in varie immagini, è del vecchio tipo con la protezione dell'avvolgimento in corda, e presenta il solito nastro tra la base e la piastra metallica (si vedano anche le altre Tele qui in lista e nell'archivio) che qui impedisce di leggere un'eventuale data scritta a matita, anche se dei segni illeggibili di matita sono visibili già così. Il circuito è già quello tipico della seconda metà degli anni '60, con i due pickup selezionabili individualmente o in coppia e sempre con controllo di tono e volume, e infatti è presente il secondo piccolo condensatore da .001 MFD al potenziometro del volume. Tutto assolutamente originale: potenziometri, pickups, selettore, circuiti elettrici e cavetti, viti, ponte e sellette, presa del jack, manopole, meccaniche, capotasto. Battipenna in plastica bianca integro e con un minimo allargamento dell'accesso al truss-rod. La finitura blond mostra minime tracce di checking, nessuna usura da cintura, qualche traccia più chiara nei punti di attrito col braccio destro, pochi normali segni di urti, e normale usura lungo i margini del corpo, più accentuata sulla spalla superiore nel punto di contatto col petto del musicista. Per fortuna della chitarra - e vostra - un altro Telecasteriano Seduto. Il manico ha un'usura normale, non particolarmente accentuata, e la paletta ha sul retro un checking finissimo ma evidente. Unico neo: era stato aggiunto un secondo abbassacorde sulla paletta, che però è stato rimosso: è quindi visibile il piccolo forellino richiuso e ritoccato. Non è un dramma, lo so, ma c'è e va detto. C'è anche una macchiolina sul palissandro della splendida tastiera, che peraltro rappresenta davvero la maggiore attrattiva visuale della chitarra. Questa Tele suona benissimo in tutte e tre le posizioni del selettore e non ha problemi di tasti o di action: è esattamente quello che sembra, cioè un inno alla semplicità e all'efficienza di un mito degli anni '50 e '60, con quella punta di cattiveria nel suono che ci fa amare tanto le Telecaster, e in condizioni di conservazione eccezionali. La custodia rigida è anch'essa originale e in condizioni più che eccellenti, con il logo Fender "non sottolineato" tipico del 1966. |
9.000 |
| FENDER
TELECASTER, 1966, CANDY APPLE RED. Alla bellezza del manico, perfettamente integro e dritto, si aggiunge un corpo in ontano, leggero e arricchito da uno dei più amati custom-color: il rosso metallizzato "mela candita", in condizioni assolutamente eccezionali e totalmente originale. La finitura presenta solo qualche screpolatura in corrispondenza delle bussole di ancoraggio delle corde, una lieve usura sul margine in corrispondenza del braccio destro del musicista e qualche altro segno di urti e piccole "sbucciature" sul margine inferiore del body fino all'area del jack. Davvero piccola cosa, rispetto all'integrità di un colore che ritroviamo spesso "massacrato" su strumenti della stessa epoca. Rimovendo il battipenna originale a tre strati, notiamo che il colore del body ha subìto solo una lieve scoloritura per l'esposizione alla luce. In corrispondenza del "corno" è presente l'unico piccolo difetto dello strumento: un secondo forellino per la vite del battipenna, a pochi millimetri da quello effettivamente utilizzato, segno della temporanea installazione di un diverso tipo di pickguard da parte del vecchio proprietario, forse alla ricerca di una soluzione più appariscente.... per fortuna il pezzo originale è stato conservato, non si era defornato ed è stato reinstallato al suo posto. Ovviamente, reinstallando il battipenna, di tale piccola imperfezione non resta alcuna traccia visibile. Il circuito elettrico non ha subìto alcuna modifica nel corso dei decenni ed è in perfette condizioni funzionali. Il pickup al ponte rivela una data leggibile per intero (7 Novembre 1966) scritta a matita. I potenziometri sono invece datati 31ma settimana del 1966. Selettore, presa jack, cablaggio, condensatori, sono tutti originali. Tutto originale anche l'hardware, incluso il ponte, le sellette, le manopole di volume e tono e la manopolina del selettore. Zero problemi per una chitarra davvero rara e affascinante, completa di ogni dettaglio, incluso il coperchio metallico del ponte. La custodia è quella "italiana" marca Poleverini. |
25.000
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| FENDER
TELECASTER THINLINE, 1968, natural/maple-cap. Che chitarra spettacolare! Una Telecaster Thinline del primo anno di produzione, 1968, in condizioni eccezionali e originale al 100%. Tra gli strumenti concepiti nell'era CBS della Fender, la Thinline rappresenta il momento più felice ed è oggi una delle pochissime chitarre CBS considerate un vero classico. Il corpo, con finitura natural, è realizzato in frassino figurato dalle bellissime venature, il cui effetto è accentuato dall'incollaggio "bookmatched" del fondo e dall'utilizzo di una tavola particolarmente figurata per il top. Il manico in acero è anch'esso notevolmente figurato ed è dotato della tastiera incollata nella stessa essenza, la ricercatissima "maple-cap" che sulle Thinline rappresentava la scelta più frequente. Anche l'altra '68 che abbiamo avuto tempo fa adottava questa soluzione. Sarà anche interessante approfondire il confronto tra i due strumenti, che presentano analogie e differenze tipiche di un periodo transizionale. Il manico è datato Ottobre 1968 (l'altra era datata Novembre), la paletta porta il classico logo nero CBS e non vi sono mai state installate altre meccaniche oltre alle originalissime unità "F", perfettamente funzionanti. Nessuna modifica di nessun tipo, nessun abbassacorde aggiunto e praticamente zero usura. Rimuovendo il manico dal corpo e sollevando il battipenna notiamo un particolare interessante: naturalmete è ancora presente la scanalatura diagonale che fino alla fine degli anni '60 alloggiava i fili della connessione tra il pickup al manico e i potenziometri, ma al suo interno non è perforata e i fili non vi passano! Passano invece attraverso un canale realizzato attraverso il body introducendo il trapano dalla zona dell'incavo per il manico fino a raggiungere il vano potenziometri: cioè è uno dei primissimi esempi della soluzione adottata alla fine degli anni '60 ma concepita già nel 1967, anno a cui risale il progetto di tale nuovo schema che illustriamo in una foto. In questo caso, quindi, coesistono la nuova soluzione e il vecchio tipo di body, uscito ancora scanalato dal reparto liuteria ma utilizzato secondo il nuovo schema operativo. Il battipenna originale è a tre strati, con quello superiore in plastica madreperlata. E' lievemente deformato per il naturale "ritiro" della plastica e ha una piccola spaccatura in corrispondenza di una delle viti. L'elettronica su questa prima versione della Thinline è quella classica e amatissima delle Telecaster solid-body, con i due single-coil e la tipica piastra dei comandi. I potenziometri sono datati 12ma settimana del '66. Le saldature sono tutte originali, così come i condensatori, il selettore, il jack e non vi è traccia della minima modifica. Il pickup al ponte, disassemblato, non rivela una data leggibile a causa del tipico nastro crespato posto tra la base e la piastra metallica, che ne lascia intravedere solo una cifra (un 6 o un 9) apposta col timbro caratteristico di quel periodo. L'hardware è tutto originale: il ponte con le sellette scanalate, le manopole zigrinate (una lieve differenza tra le due è tipica del periodo, in cui si trovano spesso accoppiate manopole metà e fine anni '60), la manopolina "top-hat" dello switch marchiata Daka-Ware, ecc. ecc. Anche il corpo è in condizioni eccellenti, sono presenti piccole zone usurate sul retro in corrispondenza della cintura e dei punti di contatto col corpo del musicista, e qualche piccola traccia di urti evidenziata in foto. Questa Thinline suona davvero bene, con tutta la cattiveria di una Telecaster "giusta" e un buon bilanciamento tra i due pickup. E' davvero un piacere e il manico è scorrevole e dritto. Zero problemi per una grande chitarra degli anni '60, dall'estetica e dal suono mozzafiato e assolutamente pronta per il palco! E' accompagnata dalla sua custodia rigida originale in black tolex con logo Fender, in condizioni altrettanto eccellenti. |
6.700 |
| FENDER
TELECASTER, 1968, Blond,
maple-cap neck. Chitarra originale al 100%, estremamente
leggera, in condizioni eccellenti. Il corpo in frassino ha ancora le caratteristiche '67, con il canale diagonale per il passaggio dei cavi, la finitura blond trasparente che lascia vedere le venature del legno e un peso particolarmente contenuto. Il manico in acero, verniciato in nitrocellulosa, ha la tastiera anch'essa in acero, caratteristica che rende la chitarra ancor più rara e desiderabile. Tutto, assolutamente tutto è originale e non ha subìto nessun tipo di modifica. La paletta ha il logo nero e le meccaniche Fender; sono originali sia il capotasto che i tasti, rifilati più volte ma ancora in condizioni di buona funzionalità. Sia tastiera che manico mostrano segni evidenti di usura, con un look tipicamente vintage. Il body ha la finitura blond piuttosto ingiallita nelle aree esposte e segni di usura che solo lungo i margini arrivano fino al legno, più un paio di piccole 'sbucciature' sul top, una dietro al ponte e una accanto al battipenna. Hardware cromato con segni di ruggine specie sulle manopole di tono e volume. Il ponte ha le sellette scanalate originali. Il circuito elettrico è tutto originale e comprende due potenziometri della 17ma settimana del '66, il selettore a tre vie, i due pickup le cui saldature non sono mai state toccate. Il pickup al ponte reca la data dell'agosto '68. La stessa data è riportata sulla base del manico. La chitarra ha un manico dritto e dal profilo molto 'comodo', e grazie ad un'action bassa risulta particolarmente facile da suonare. Il suono è tipico delle Tele della metà degli anni '60, tagliente ma non sottile, aggressivo, preciso e potente. In definitiva si tratta di uno strumento vintage in ottime condizioni funzionali ed estetiche, pronto per suonare, al quale la leggerezza e il look donano quel pizzico di fascino mid-60s in più che manca alle chitarre fine anni 60. In sostanza l'unica differenza rispetto ad una '65-'66 è costituita dal logo, dalle meccaniche e dalle sellette del ponte... e naturalmente dal prezzo! Ma se in una chitarra vintage cercate la sostanza, cioè l'originalità, il look e il suono, beh, qui di sostanza ce n'è quanta ne volete. Questa Telecaster è accompagnata dalla sua custodia originale in black tolex con logo Fender in ottime condizioni. front - flashlight - in case - body1 - body2 - body3 - body4 - back - body back - body back 2 - detail - headstock - logo - knobs - bridge - fretboard - no guard - pickup1 - pickup2 - pickup3 - selector - pots1 - pots2 - pots3 - neck date - neck pocket - neck plate - tuners1 - tuners2 - wear1 - wear2 - neckwear1 - neckwear2 - case |
7.800
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| FENDER
JAZZMASTER, 1965. Sunburst, bellissima Jazzmaster transizionale del primo periodo CBS della Fender, prodotta verso la fine del '65: come tutte le Jazzmaster e le Jaguar realizzate in quei mesi, la tastiera presenta sia i dot in madreperla che il binding (filettatura). Si tratta di una chitarra originale al 100%. Il manico ha la data del Novembre 1965 mentre i potenziometri sono datati 30ma settimana dello stesso anno. Il circuito elettrico è quello classico del modello, in cui uno switch serve ad attivare i comandi posti sulla parte inferiore del body (volume, tono, selettore dei pickup), oppure un seconda coppia di controlli con potenziometri a rotellina per un timbro più morbido concepito per l'accompagnamento. I pickup sono i larghi e piatti single-coil che da sempre contraddistinguono questo modello. Tutto è perfettamente originale, sia nell'hardware che nella parte elettrica, in cui neppure una saldatura è stata modificata. L'hardware comprende il ponte con sellette filettate, tipico di Jaguar e Jazzmaster, la piastra del "floating tremolo", e le meccaniche Kluson Deluxe "double-line" originali e ben funzionanti. Non vi sono grandi segni di ossidazione e tutto funziona ancora molto bene. Il corpo asimmetrico è in ontano, piuttosto leggero. Il manico è in acero con una bella tastiera in palissandro brasiliano con dots in perla. Sia la tastiera che il retro del manico mostrano tracce di usura, ma la suonabilità è davvero eccellente grazie ad un'ottima action e a tasti in condizioni ancora buone. La bella finitura sunburst si è conservata molto bene, con una modesta scoloritura del rosso nelle parti esposte alla luce, evidenziata solo dal confronto con le parti nascoste dal battipenna. Sia sul fondo che lungo i margini del body sono presenti tracce di normale usura, che, così come il leggero e uniforme checking, non compromettono minimamente il fascino e la bellezza di questo vero gioiello degli anni '60. I pickup dal fondo grigio suonano molto bene in tutte le combinazioni attivate dal selettore. Uno di essi reca ancora la data del 28 Dicembre 1965 scritta a matita sulla base dell'avvolgimento. La custodia rigida originale americana in black tolex appare in ottime condizioni, anche se è priva dello scomparto interno, perduto chissà quando, e ha una chiusura rotta e la maniglia riparata alla meno peggio. Mancano la leva tremolo originale e il copri ponte metallico. In definitiva si tratta di una chitarra davvero bella, tenuta ottimamente, leggera e pronta per suonare, e ovviamente originale in tutte le sue parti. |
4.400 |
| FENDER
JAZZMASTER, 1965. Sunburst, tipica Jazzmaster del periodo transizionale che va dalla fine del '65 alla prima parte del 1966: la caratteristica di queste chitarre, così come pure delle Jaguar dello stesso periodo, è quella di avere la tastiera con i dot in madreperla e il binding (filettatura). Come saprete già, fino alla prima metà del '65 i manici erano privi di binding, e dopo la metà del '66 i dot vennero sostituiti dai segnatasti a blocchi rettangolari. La chitarra è originale al 100%. Il manico riporta la data dell'Ottobre 1965 e i potenziometri sono datati '64 e '65. Il numero di serie sulla placchetta con la F potrebbe indicare già le prime settimane del 1966 come periodo di uscita dalla fabbrica, ma tutti gli elementi (datati e non) la classificano come una fine '65. Il circuito elettrico è quello classico di questo modello: lo switch sul "corno" superiore può attivare i comandi posti sulla parte inferiore del body (volume, tono, selettore dei pickup), o un seconda coppia di controlli con potenziometri a rotellina per un timbro più morbido pensato per l'accompagnamento. I pickup sono i classici single-coil larghi e piatti da sempre associati a questo modello. Neppure una saldatura è mai stata rifatta o alterata: perfetta originalità nella parte elettrica, come in tutto il resto della chitarra. L'hardware cromato comprende il ponte con sellette filettate, tipico di Jaguar e Jazzmaster e completo del coperchio metallico originale, la piastra del "floating tremolo" completa di leva originale, e le meccaniche Kluson Deluxe "double-line". Nessuna traccia di modifiche, nessun foro aggiuntivo, nessun'altra meccanica mai installata. Il corpo dalla sagoma asimmetrica è in ontano, il manico in acero ha una bella tastiera in palissandro brasiliano con dots in perla, il battipenna è in plastica tartarugata. La bella finitura sunburst si è conservata piuttosto bene, con la tipica scoloritura del rosso nelle parti esposte alla luce, evidente dal confronto con le parti nascoste dal battipenna e con un'area del top in cui era applicato un adesivo, ora rimosso, la cui sagoma si intravede ancora proprio per la mancata scoloritura del rosso in quella zona. Sul fondo, l'immancabile usura da cintura.... ma tutto sommato la chitarra si presenta in condizioni estetiche veramente eccellenti. La tastiera è una delle ultime col palissandro brasiliano, le cui venature sono particolarmente gradevoli alla vista, ed è in ottime condizioni. Ottima action, angolo del manico perfetto, anche grazie ai due "spessori" di carta inseriti nell'incastro col body - anche questi, manco a dirlo, originali e tipicamente Fender! I pickup suonano molto bene, e in particolare il circuito "principale" (quello con le manopole bianche) ne esalta l'inconfondibile timbro. La custodia è quella originale americana in black tolex, ancora in pieno stile '65 e quindi senza il logo Fender, non priva di segni del tempo ma in ottime condizioni e ancora molto robusta. |
4.500 |
| FENDER
MUSTANG Dakota Red, 1965. Chitarra tutta originale
e in ottime condizioni. La bella finitura Dakota Red non deve però
essere considerata come "custom color" sulle Mustang,
perchè tale modello nella prima fase della sua produzione veniva
realizzato solo con tre tinte: il rosso, appunto, il
Daphne Blue
e l'Olympic White. Tre colori
che sulle Stratocaster rappresenterebbero una rarità assoluta ma che
sulla Mustang sono da considerare di serie. La fine del '65 è da
considerarsi un periodo particolarmente felice per il modello, data
l'adozione fino alla fine del '66 della tastiera "slab" in
palissandro brasiliano. Lo strumento suona bene, ha un'ottima action e
offre la possibilità di entrare nel mondo del vintage senza
rovinarsi. I pickup sono originali e uno è datato ottobre 1965. La
data del manico è Novembre 65, e i potenziometri sono della 43ma
settimana dello stesso anno. La chitarra presenta normali tracce di
usura, specie lungo i margini del body in cui sotto il Dakota Red
emerge il fondo bianco - e, sul fondo, anche il legno. Questi dettagli
sono illustrati nelle foto, così come i minuscoli forellini visibili
disassemblando le meccaniche, provenienti da diverse chiavette
installate per qualche periodo. Le meccaniche sono le originali con la
F e il bottone in plastica. La finitura presenta un colore acceso e
lievi tracce di checking, a parte l'uura di cui si è detto. Checking
abbastanza evidente sul retro del manico, con normali segni di uso.
Tasti in buone condizioni e tastiera brazilian scura e dalle belle
venature. La custodia rigida è quella originale, in buone condizioni generali ma con due delle tre chiusure rotte. Una chitarra molto bella, semplice, originale, economica e che suona davvero bene. in case - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - neckdate - neck pocket - fretboard 1 - bridge - pickups - pots - knobs - fretboard 2 - tuners - tuners2 - pickguard - checking - wear1 - wear2 - case |
1.800 |
vedi anche la sezione bassi
GIBSON
| GIBSON
LES PAUL JUNIOR, 1958. Originale al 100%, la più spartana e cattiva delle Les Paul. Stavo per dire la più economica, ma questo poteva dirsi di tanti anni fa viste le quotazioni da capogiro oggi raggiunte dal modello. Introdotta come Les Paul "entry-level", la Junior era caratterizzata dall'estrema semplicità costruttiva, che unita alle elettroniche altrettanto essenziali ne aveva fatto immediatamente uno strumento enormemente diffuso tra i giovani musicisti che non potevano avventurarsi su scelte più costose, ma non volevano rinunciare alla qualità Gibson. Il corpo a singola spalla mancante è in un unico pezzo in mogano, senza bombatura e col top verniciato in un bel colore sunburst, leggermente sbiadito dal tempo (vedi la foto con battipenna e coperchio del pickup smontati). Il '58 è proprio l'ultimo anno della versione single-cutaway, la più amata e ricercata dai collezionisti di tutto il mondo. Il manico, saldamente incollato al body, è anch'esso costituito da un unico pezzo di mogano, con tastiera in palissandro brasiliano annerito dal tempo e dall'uso e segnatasti dot. Il profilo del manico è eccezionalmente confortevole, un classico '58 "robusto" e rotondo senza essere eccessivo. La paletta presenta il logo Gibson e il nome del modello in decalcomania, ed è equipaggiata con le originali meccaniche Kluson Deluxe single-line, che hanno anche i bottoni ovali in plastica originali. Il top ospita un semplice battipenna nero fissato con appena 3 viti, integro, le due manopole originali di tono e volume e il singolo P-90 con coperchio in plastica. Il pickup originale è potente e aggressivo, e unito al calore del mogano rende unica la timbrica di queste chitarre! Il ponte è in realtà una combinazione ponte-attaccacorde del tipo wrap-around, in cui le corde sono avvolte attorno alla barra in alluminio saldamente avvitata al top con un'inclinazione già impostata in fabbrica, ulteriormente regolabile grazie a due piccole viti esagonali. Anche questo semplice ma efficace elemento di hardware arricchisce di colore e sustain il suono delle Junior. Il fondo è in mogano naturale dalle belle venature e ospita lo sportellino di accesso ai potenziometri, le cui saldature sono originali e ai quali è connesso l'originale condensatore "bumble-bee" prodotto dalla Sprague. La chitarra mostra uniformi tracce di checking (a dire il vero, bellissime), usura lungo i margini e qualche graffio più accentuato sul fondo. In generale comunque si tratta di uno strumento molto ben tenuto, robustissimo e tutto originale, con un suono eccezionale e un manico da sogno, e l'aria di guerriero della strada che tanta parte ha nel fascino delle Jr. Unico neo, se così si può considerare, una bella custodia rigida nuova SKB perfettamente calzante sulla chitarra e molto robusta. Avremmo preferito trovare la sua vecchia "gator-case" ma ... va bene lo stesso! |
7.500 |
| GIBSON
ES 125 TCD, 1961. L'hardware originale comprende l'attaccacorde a trapezio, il ponte, le manopole "reflector" dorate, il battipenna in semplice plastica tartarugata. Per un breve periodo è stato installato un vibrato Bigsby, che però non ha lasciato nessuna traccia visibile, ma solo i forellini totalmente nascosti dalla piastra di fissaggio del trapezio originale, ora reinstallato. Le meccaniche sono le Kluson Deluxe 3x3 tipiche del modello: quelle che sono installate, tuttavia, appartengono al periodo 1964-68 come si evince dalla scritta Kluson Deluxe su due linee verticali separate. Le originali del '61 erano invece le "single-line" con la stessa scritta inserita in un'unica linea centrale. Altre tracce nascoste sotto la piastra delle Kluson rivelano l'installazione per qualche tempo di meccaniche Grover. Il soli indizi visibili sono alla base delle due piastre e sul fronte della paletta, dove le rondelle delle Grover hanno lasciato la tipica impronta. La manopola del selettore dei pickup non è originale. I pickup sono perfettamente originali in ogni parte, sono ben bilanciati e hanno un gran suono. Il legno della tastiera ha un'usura abbastanza accentuata nelle prime posizioni, ma i tasti sono in ottimo stato e la sensazione al tocco è di grande scorrevolezza, anche grazie ad un'ottima action e ad un manico dritto e privo di problemi. La finitura è totalmente originale e presenta normali segni di usura, con un bel checking diffuso e senza aree particolarmente deteriorate. Strutturalmente solidi sia l'incastro corpo-manico che la paletta. La chitarra è accompagnata da una buona custodia rigida non originale, ben adattata allo spessore e alle dimensioni dello strumento. |
2.900
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| GIBSON
SG LES PAUL JUNIOR, 1962. Corpo e manico in mogano, tastiera in palissandro con intarsi "dot" in madreperla, logo Gibson dorato in decalcomania. Lo strumento è in condizioni molto buone ed è dotato di tutte le parti originali, con l'unica eccezione del condensatore nel vano dei potenziometri. Questi ultimi sono entrambi datati 32ma settimana del 1962. Tutte le parti in plastica sono in buono stato (manopole, battipenna). Nel corso degli anni lo strumento aveva subìto alcune modifiche, ma le parti originali un tempo rimosse sono state fortunatamente conservate e successivamente reinstallate. In particolare, erano state installate delle meccaniche individuali tipo Kluson al posto delle Kluson single-line 3x3. Il ripristino delle meccaniche originali ha coperto ogni traccia delle altre, a meno di un piccolissimo segno visibile sotto la parte inferiore delle due piastre di fissaggio, ben illustrato nelle immagini sotto. Sul fronte della paletta vi è qualche piccolo ritocco attorno ad una delle bussole delle meccaniche. La seconda modifica che la chitarra aveva subìto è rappresentata dal pickup. Smontando l'originale P90, infatti, è visibile un piccolo allargamento dello scasso che è stato anche reso leggermente più profondo, per il temporaneo alloggiamento di un humbucker. Tale allargamento è reso completamente invisibile dal coperchio del P90, che è stato reinstallato riportando la chitarra alle sue condizioni originali. L'unica traccia visibile è rappresentata da due forellini del ring dell'humbucker appena visibili tra il P90 e il ponte. Le immagini illustrano chiaramente questi dettagli. Questa SG Les Paul è straordinariamente leggera, perfettamente in ordine dal punto di vista della liuteria e dell'elettronica, con un pickup dal suono eccezionale. L'incastro corpo-manico, che in genere rappresenta il punto debole di questo modello, è perfettamente solido e stabile. L'action è perfetta e la chitarra si suona senza fatica. La tastiera in palissandro mostra evidenti tracce di usura, che peraltro non si avvertono sotto la mano grazie a tasti in ottime condizioni. La finitura è in buone condizioni, col rosso ancora molto acceso e un po' sbiadito solo sul manico, ma non vi sono aree sverniciate dall'usura. Qualche normale traccia di urti, la più pesante delle quali, accanto al vano dei potenziometri, è illustrata in una delle ultime foto. Come si intuisce dalle immagini e dalla storia dello strumento che queste ci raccontano, questa chitarra è appartenuta ad un musicista "vero", per il quale la ricerca del suono era prioritaria rispetto alla conservazione maniacale delle condizioni originali. Ciò nondimeno, è stata gestita con accortezza e lungimiranza non comuni negli anni in cui il "vintage" non esisteva ancora e spesso le parti smontate sparivano nel nulla. Questa attenzione ha consentito di ripristinare tutti gli elementi originali. Ogni centimetro di questa chitarra esprime la vocazione per la musica live: compratela per suonarla e non per appenderla al muro, ma con la serenità di portare a casa uno strumento "giusto", sano e originale, spendendo il 30% in meno di una chitarra identica ma "immacolata"... che però, statene certi, non suonerebbe come questa. Manca la custodia, ma sarà spedita dentro una buona gig-bag Gibson e scrupolosamente imballata. |
4.500
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| GIBSON
ES 330 TD, 1965. Ice-Tea Sunburst. Dall'era McCarty, l'età d'oro della Gibson, proviene questa bellissima thinline, il cui top ha la tipica finitura Ice-Tea popolare nella metà degli anni '60, un sunburst più chiaro che passa dal giallo ad un bruno-rossastro, diverso sia dal classico sunburst che dal cherry-sunburst. Le caratteristiche del modello vi sono probabilmente già note: la cassa in acero laminato, di uguale dimensione e spessore delle 335, è interamente vuota, priva del blocco in acero all'interno. Lo strumento è quindi a tutti gli effetti una hollow-body, e risulta molto più leggero rispetto alle altre thinline semi-solide. Oltre al colore, questa chitarra si differenzia dall'altra 330 in lista per le caratteristiche proprie della prima versione del modello: il manico in mogano si unisce al body all'altezza del 16mo tasto (e non al 19mo), la paletta è ancora angolata di 17° rispetto alla linea del manico, invece che di 14°, il ponte tune-o-matic nichelato ha ancora le sellette metalliche e il marchio ABR-1, le manopole sono del tipo "reflector knob". Per il resto i dettagli sono molto simili: due pickup P90 con coperchio metallico, meccaniche Kluson Deluxe double-line con bottone ovale in plastica, tastiera in palissandro brasiliano con intarsi a blocchi, logo in perla, attaccacorde a trapezio. Come ampiamente documentato dalle immagini, si tratta di una chitarra originale al 100% e in condizioni eccellenti. La bella finitura è in ottime condizioni, con il naturale checking superficiale e un po' di tracce da cintura sul fondo. Action e tastiera sono in ottime condizioni, la suonabilità è eccellente e la è voce aggressiva on l'inconfondibile attacco dei P90. Uno strumento veramente interessante, costruito con cura e conservato meravigliosamente. La custodia è un'originale Gibson degli anni '70, perfettamente calzante sullo strumento e in condizioni ottime. |
3.700 |
| GIBSON
ES-330 TD, 1968. Sunburst. E' la seconda
versione della 330, con l'incollaggio tra corpo e manico all'altezza
del 19mo tasto come nelle 335. Questo contribuisce a dare a queste
chitarre un look più familiare e una suonabilità molto migliore con
pieno accesso a tutta la tastiera, a differenza delle prime 330 che
avevano il manico più "corto" e i pickup posizionati
conseguentemente più al centro del body. Nella versione della fine degli
anni '60 che qui vediamo, l'aspetto esteriore è molto più simile ad
una 335 ma restano le caratteristiche di fondo e cioè il corpo
sottile ma completamente vuoto, senza il blocco interno di acero delle
altre thinline, e i pickup che sono P90 e non humbuckers. I coperchi
dei P90 sono cromati in questo periodo, e se in alcune immagini
sembrano neri è solo un riflesso. Corpo in acero, manico in mogano in
unico pezzo, tastiera in palissandro con binding e segnaposizione a
blocchi, paletta senza intarsio decorativo e col vecchio tipo di logo
in madreperla pre-pantograph in pieno stile anni '60. Tutte le parti
sono originali: pickups, manopole, attaccacorde a trapezio, ponte
tune-o-matic ABR-1 con sellette in nylon, meccaniche Kluson
double-line con bottone ovale. La finitura è un sunburst molto ben
eseguito sul top, mentre come per tutte le 330 il fondo è tutto in
colore più scuro (cioè la tonalità più scura del sunburst). La chitarra è in eccellenti condizioni e tutta originale, la tastiera è in ordine e l'action è perfetta, il suono è molto aggressivo e i pickup ben bilanciati. L'unico difetto è un forellino di una vite, professionalmente richiuso, per un bottone della tracolla che qualche stratocasteriano ha dovuto piazzare sul corno superiore... piccola, piccolissima cosa, comunque. In dotazione c'è una buona custodia rigida, non originale ma ben calzante e di buona qualità. front - in case - body1 - body2 - body3 - body back - headstock - logo - bridge - pickups - knobs - neck wear - tuners |
3.400 |
| GIBSON
ES 335 TDC, 1966. La bellezza dei legni di questa 335 è sorprendente. Il top in acero rivela venature ad onda che attraversano trasversalmente il top con un effetto chiaro-scuro, esaltate dalla spettacolare finitura rosso ciliegia assolutamente non sbiadita e in condizioni eccellenti. Anche il palissandro brasiliano della tastiera con intarsi a blocchi e tasti in buone condizioni è figurato con venature scure. Il manico è in mogano, e rivela normali segni di usura. L'intarsio sulla paletta è ancora nella posizione più alta tipica dell'era McCarty della Gibson, e tutto l'hardware dello strumento ne fa un classico rappresentante delle semi-solide della metà degli anni '60. Manopole "reflector top" nere, ponte tune-o-matic con sellette in metallo e numero di brevetto sulla faccia inferiore, attaccacorde a trapezio. I pickup sono originali e mai riavvolti. Entrambi hanno la loro etichetta nera col patent-number e sono stati reinstallati sulla chitarra dopo una temporanea sostituzione con altri pickup. La chitarra è in condizioni eccellenti e con tutte le parti originali. E' stata sempre usata professionalmente e non tenuta sotto vetro, e di questo vissuto vi sono oggi alcune tracce: in particolare erano state cambiate le meccaniche, poi fortunatamente ripristinate con le originali Kluson Deluxe "double line- double ring". A fianco della piastra di fissaggio di ogni Kluson è appena visibile il forellino dell'altra meccanica - professionalmente richiuso e abilmente ritoccato al punto di essere quasi invisibile sotto la finitura. Nessuna modifica è presente sul fronte della paletta, dove attorno al perno delle Kluson è solo visibile la traccia della bussola più ampia delle altre meccaniche. Tutti questi dettagli sono ampliamente documentati dalle foto. La finitura presenta lieve checking diffuso. L'incollaggio del manico è molto solido e sicuro, il manico è dritto e stabile, presenta moderata usura e all'altezza dei primi due tasti mostra due lievi segni da stress, probabilmente dovuti ad un urto o a una caduta. Questi non ne intaccano minimamente la sicurezza strutturale, non vi sono aperture, fratture o scollature, manico e paletta sono assolutamente intatti e sostengono senza alcun problema la tensione delle corde. Nel nostro laboratorio di liuteria abbiamo verificato con estrema attenzione questo dettaglio e siamo in grado di offrirvi in merito le più ampie rassicurazioni. La chitarra suona in modo eccezionale, è leggera e il profilo del manico è fantastico. Aggiungete a questo un look da favola, e capirete perchè è diventata immediatamente la più ammirata del negozio. E' naturalmente accompagnata dalla sua custodia rigida originale nera con interno giallo. |
7.500 |
| GIBSON
ES 335 TDC, 1967. Una bellissima 335 cherry red della metà degli anni '60, originale al 100% e in condizioni eccellenti. Il numero di serie su paletta ed etichetta ovale, così come l'intarsio sulla paletta in posizione più bassa rispetto agli anni precedenti, non lasciano dubbi in merito all'anno di produzione, anche se la chitarra presenta ancora caratteristiche tipiche dei modelli '65-'66. Corpo in acero figurato che traspare attraverso la bella finitura rossa, accesa e brillante, manico in mogano e tastiera in palissandro brasiliano scuro con intarsi a blocchi. Tutto l'hardware è cromato, e notiamo in particolare che il ponte ha ancora le sellette in nylon e il marchio ABR-1 invece dell'incisione col numero di brevetto tipica della seconda metà degli anni '60. I pickup sono due "patent number", entrambi con l'etichetta nera integra e i coperchi mai dissaldati. Le meccaniche sono le originali Kluson Deluxe "double line-double ring". Come il ponte, anche le manopole di volume e tono sono del vecchio tipo utilizzato fino alla metà del '67. Ogni dettaglio, ogni elemento, ogni collegamento elettrico, tutto è perfettamente originale. Originale anche la finitura, che specie sul top, sulle fasce e sul manico (in particolare alle due estremità) presenta evidenti tracce di checking, quelle lievi crepe superficiali dovute al diverso coefficiente di dilatazione termica tra il legno e la vernice stessa. La chitarra è assolutamente priva di problemi strutturali, l'incollaggio del manico è solido e stabile, l'action è perfetta. Una grande, grande 335 nella sua finitura più amata (da me, almeno!). La parte elettrica funziona bene e il suono è forte, caldo e bilanciato, la grande voce del classico blues elettrico. Tastiera e tasti in buone condizioni. Questa splendida 335 è accompagnata dalla sua custodia rigida originale nera con interno giallo, in buone condizioni. |
7.500 |
| GIBSON
ES 335 TD, 1968. Sunburst. Un'altra
spettacolare 335, originale al 100% e in ottime condizioni.
Raro top in acero fiammato. Corpo thinline semi-hollowbody in
acero, manico in mogano in unico pezzo, tastiera in palissandro
brasiliano con intarsi a blocchi in madreperla. La chitarra presenta
caratteristiche tipiche della versione introdotta nel 1967, con
alcuni dettagli che la distinguono dalle chitarre prodotte fino
all'anno precedente: le manopole sono del tipo "top-hat"
simili a quelle usate sugli ampli Fender, comuni a tutte le Gibson del
periodo; il ponte tune-o-matic ha il numero di brevetto sulla faccia
inferiore e le sellette metalliche e non più in nylon; il battipenna
a cinque strati è in una plastica più leggera rispetto alla
precedente versione. L'hardware è tutto originale, cromato, in buone condizioni: attaccacorde a trapezio, meccaniche Kluson Deluxe double-line/double-ring, pickup humbucker Patent-Number mai toccati e con i coperchi mai rimossi. Per fotografare la faccia inferiore di uno dei due pickup abbiamo dovuto lievemente forzare l'anello in plastica, dato che una delle viti era particolarmente arrugginita e non ci ha consentito di rimuoverlo in modo sufficientemente agevole. Abbiamo preferito fotografare come meglio abbiamo potuto, piuttosto che forzare inutilmente e rischiare di rompere il ring in plastica. Su entrambi i pickup sono presenti le decal con il numero di brevetto (Patent Number, appunto). Le condizioni della finitura sono buone, anche se sono presenti segni di usura e un checking piuttosto evidente, che conferisce alla chitarra un aspetto sanamente vissuto. La bella finitura sunburst è tutta originale, e lascia trasparire sul top una fiammatura che negli anni '60 su questi strumenti rappresentava davvero una rarità. Il manico è dritto, la tastiera in buone condizioni con tasti un po' consumati ma non eccessivamente, l'action è bassa e agevole. Anche questa 335 ha un gran suono, aggressivo, potente e caldo, tipicamente blues. Lo strumento è accompagnato dall custodia semi-rigida originale (il tipo intermedio tra la soft e la hard usate a quel tempo), con targhetta Gibson in ottone, ed è in ottime condizioni. |
6.500 |
| GIBSON
ES 335 TD, 1968. Ancora una 335? Ebbene sì, come potevamo lasciare scappare una simile chitarra? La bellezza dei legni e della finitura sunburst, il calore del suono, il profilo magico del manico, la perfetta originalità di ogni dettaglio e le condizioni di conservazione eccezionali ci hanno immediatamente conquistato! La chitarra ha tutte le caratteristiche tipiche degli strumenti del 1967 - inizi '68, con il manico in pezzo unico di mogano, il ponte tune-o-matic con le sellette in nylon e il manico dal profilo ancora confortevolissimo con tastiera in palissandro brasiliano dalle belle venature. Il body è in acero mediamente figurato sul top e ancora più bello sul fondo, dove le lievi fiamme si alternano all'occhio di pernice. Da questo punto di vista il 1968 è un anno particolarmente felice, come vedete anche dai legni dell'altra 335 sunburst e dal basso EB-2 nella nostra lista. Come dicevamo, tutto originale al 100%: hardware cromato con attaccacorde a trapezio, ponte tune-o-matic e meccaniche Kluson "double line - double ring". Due pickup humbucker con etichetta col Patent Number, originalissimi e con la saldatura dei coperchi cromati ancora intatta. Manopole stile "witch-hat", segnaposizione a blocchi in pearloid sulla tastiera, logo e intarsio a corona in madreperla sulla paletta. Neppure una vite è mai stata cambiata. La chitarra è leggera, la tastiera e i tasti sono in ottime condizioni, e il suono è quello eccezionale delle Gibson 335 anni '60: il suono che avrete ascoltato mille volte sui vostri vecchi dischi di blues, ma anche il suono più versatile nel panorama della chitarra elettrica. Non c'è uno stile in cui le semi-hollowbody Gibson non possano trovare la propria voce, e questo strumento lo farà alla grande! La chitarra è pronta per suonare, non necessita di alcun tipo di intervento di regolazione ed è, semplicemente, bellissima. L'unica cosa non originale, per quanto Gibson anch'essa e di ottima qualità, è la custodia rigida marrone anni '80, in ottime condizioni, molto bella solida. |
7.000 |
| GIBSON
ES 345 TDC Stereo-Varitone, 1968 cherry red. Una delle
semi-solide che hanno fatto la storia del Blues. Nata come la versione
stereo della 335 nel 1959, se ne differenzia per alcuni dettagli nel
circuito elettrico e nell'allestimento estetico. Oltre al
funzionamento stereo, che consente il collegamento a due amplificatori
attraverso un cavetto Y, o ad un singolo ampli con un cavetto
stereo-mono, il circuito è caraterizzato dalla presenza del Varitone,
il selettore circolare che oltre al suono "base" consente di
accedere ad altre cinque voci, filtrando il segnale dapprima
attraverso un filtro ("choke", che è quella doppia
scatolina metallica visibile attraverso la cavità del pickup) e
quindi attraverso condensatori con vari valori, ognuno in grado di
tagliare determinate frequenze. Le differenze rispetto alla 335
includono l'hardware dorato, il triplice binding sul top e gli intarsi
a doppio parallelogramma sulla tastiera. Lo strumento che vedete qui illustrato è stato realizzato nel 1968. E' originale in ogni dettaglio e in condizioni spettacolari. La finitura rosso trasparente lascia ben visibili le bellissime venature dell'acero del corpo, ed è in condizioni più che eccellenti, con normali tracce di checking ma priva di urti, spaccature, pesante usura da cintura o altre cose da segnalare. Stessa cosa dicasi del manico in pezzo unico di mogano, con una bella tastiera in palissandro in ottime codizioni. Se non fosse per le dorature andate quasi del tutto via dai copri-pickup e deteriorate anche sulle altre parti metalliche (attaccacorde, ponte, e un po' sulle meccaniche), questa ES-345 sembrerebbe uscita dal negozio l'anno scorso. Ponte originale con sellette in nylon e numero di brevetto sulla faccia inferiore, pickups Patent Number originali e mai toccati, meccaniche Kluson Deluxe double-line originali. La chitarra ha le caratteristiche tipiche del modello nella seconda metà degli anni '60: attaccacorde a trapezio, logo Gibson vecchio stile non-pantografato, manopole stile 'top-hat'. Il colore rosso è più caldo del cherry red primi anni '60. Action perfetta, così come la funzionalità delle elettroniche. Il suono è l'amatissima voce del blues elettrico, con le lunghe e calde note ricche di corpo e sustain, con la dovuta dose di aggressività fornita dal pickup al ponte. Questa ES 345 è accompagnata da una custodia originale Gibson con logo che ritengo essere del 1970 o '71, e che non sono in grado di garantire sia stata venduta insieme allo strumento, per il quale è comunque perfettamente calzante e corretta. Dalle ... originali decorazioni sul top della custodia possiamo capire che James G., il vecchio proprietario, non fumava solo Nazionali. A corredo dello strumento è anche incluso il libretto originale Gibson per la manutenzione. front - body1 - body2 - body3 - in case - in case2 - back - body back - headstock - bridge - bridge&knobs - pickups - tuners - case - tag |
6.500 |
| GIBSON
DOVE CUSTOM, 1974. Lo strumento che vi presentiamo proviene dalla collezione di un musicista che l'ha regolarmente utilizzata per molti anni: non è mai stata considerata come un puro oggetto da collezione, ma come una chitarra da suonare! E' uno strumento in eccellenti condizioni e dal suono potente e ben definito, strutturalmente solidissimo e integro, ma non è stato tenuto appeso al muro: le tracce di una lunga vita di musica si intravedono qua e là con qualche traccia di urto sul top (illustrata nelle immagini), una piccola spaccatura nella parte inferiore delle fasce (consolidata e ritoccata, vedi foto) e una spaccatura in corrispondenza del bottone inferiore per la tracolla. Questo è rappresentato dalla presa jack del pickup piezoelettrico della B-Band Ltd, che il proprietario ha installato per utilizzare lo strumento dal vivo. Per il resto, la chitarra non presenta particolari tracce di usura, solo modesti segni di plettro e nessuna sverniciatura "da cintura". Al momento della nostra ispezione, la chitarra aveva installate altre meccaniche tipo Grover, e altre ancora doveva avere avuto in passato. Siamo riusciti a ritrovare e reinstallare le sue originali "Gibson Deluxe" ancora di fabbricazione Kluson, come si evince dal numero di brevetto, e se queste coprono interamente la traccia delle Grover, resta invece visibile per ognuna un forellino laterale delle altre meccaniche tipo Schaller, richiuso e ritoccato. Naturalmente anche sul fronte della paletta resta visibile l'impronta della larga rondella delle Grover, ma possiamo dire con soddisfazione di avere ridato alla chitarra tutte le sue parti originali. Tastiera in ottime condizioni, action eccellente, ponte molto stabile e top privo di deformazioni. Il manico in tre pezzi è molto dritto, ed è privo di crepe sia all'incastro col corpo che alla paletta, dotata della voluta anni 70. Uno strumento essenzialmente "live", originale e in ottime condizioni, con qualche segno di una vita vissuta.... ma chi di noi non ne ha? La chitarra è accompagnata da una bella custodia rigida TKL |
2.400
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| GIBSON LES PAUL CUSTOM, 1979
Wine Red. Tra il
1977 e il 1979 un ridottissimo numero di Custom lasciò la fabbrica
con la "storica" configurazione a tre humbucker: queste
chitarre oggi hanno un valore collezionistico superiore alla regolare
produzione (30% in più secondo la Vintage Guitar Price Guide)
e sono viste assai raramente nei negozi e nelle aste di strumenti
vintage. Siamo riusciti ad acquistare questo strumento in Croazia e ne
siamo davvero felici: al di là dell'aspetto collezionistico, si
tratta di una bellissima Les Paul originale al 100% in
condizioni eccellenti e che suona molto bene. Il top è in tre pezzi di acero fiammato, e la figurazione dei legni è esaltata dalla finitura "wine red", un rosso scuro trasparente. Il corpo è in un pezzo unico di mogano (anche questo dettaglio ha una certa rarità in anni di incollaggi e sandwich) mentre il manico è in tre pezzi sempre in mogano. Hardware e finiture sono tipiche delle Custom di quegli anni, con binding multiplo, tastiera in ebano e intarsi a blocchi in madreperla, ponte tune-o-matic stile Nashville, stop-bar, parti metalliche dorate, ecc. Vi sono segni di usura da cintura in un'area del fondo e la doratura è deteriorata sui coperchi dei pickup e sullo stop-bar, ma in generale le condizioni di conservazione sono eccellenti. Ogni dettaglio è assolutamente originale. I pickup sono i Patent Number col numero di brevetto impresso sulla piastra inferiore e suonano alla grande: due di essi recano i timbri con le date di Settembre 1978 e Febbraio 1979. I potenziometri sono tutti datati 1978. I tasti sono un po' consumati ma assolvono ancora bene al loro compito. Action perfetta. Custodia rigida originale in dotazione. front - body1 - body2 - body3 - body4 - in case - back - body back - headstock - wine red - knobs - pickups1 - pickups2 - pots - hardware - tuner - case |
3.200 |
| GIBSON LES PAUL HERITAGE 80 STANDARD,
1981. Che
chitarra meravigliosa! Tra le Les Paul dei primissimi anni '80 vi sono
alcune gemme che il mondo degli appassionati sta scoprendo e
valorizzando solo oggi, ma che i musicisti e collezionisti più
attenti alla qualità "vera" conoscono da tempo. Alcune
edizioni speciali come le Heritage 80 o la 30° Anniversario sono in
assoluto tra le Les Paul più riuscite di tutta la storia della Gibson.
Per me, che considero le varie riedizioni del Custom Shop come degli
strumenti ottimi ma estremamente sopravvalutati, "nati per essere
collezionati" e come tali privi di un vero valore collezionistico,
chitarre come quella che vedete qui rappresentano l'alternativa più
solida e concreta: offrono la bellezza e la funzionalità dei
classici, con in più un valore vintagistico già consolidato dalla
loro storia. E i pickup.... ma questo è un discorso che
approfondiremo più avanti. Nella storia della Les Paul, la Heritage 80 rappresenta una pietra miliare, la presa di coscienza da parte della Gibson della necessità di un ritorno alle caratteristiche che avevano fatto di questo modello una tra le chitarre più amate della storia. L'intenzione era quella di recuperare le caratteristiche costruttive, il suono e lo spirito delle vecchie Les Paul. Il tentativo di realizzare una riedizione filologicamente corretta certo non è paragonabile alle perfette riedizioni riproposte oggi a suon di migliaia di euro. Le differenze rispetto ai classici degli anni 50 erano evidenti (basti pensare al manico in tre pezzi, all'hardware, al logo, ecc.) ma il risultato era comunque affascinante. Un look finalmente "giusto", fatto di legni prestigiosi e finiture accurate, e i pickup straordinari studiati da Tim Shaw, riproponevano al pubblico degli appassionati una Les Paul vera per aspetto e suono. Il mondo del collezionismo oggi riconosce a queste chitarre un'importanza enorme, al tempo stesso storica e musicale. Abbiamo avuto la fortuna di trovare (... in Giappone!) una chitarra senza uguali. La bellezza del top fiammato di questa Heritage 80 Standard è unica. In genere i quilted-top più figurati venivano riservati per la versione Elite, mentre le Standard venivano dotate di top molto belli ma dalla figurazione meno ricca. In questo caso, invece, la fiammatura dell'acero è di un'intensità notevolissima e crea effetti visivi spettacolari. Date un'occhiata alle foto. Non ci dilungheremo quindi in inutili descrizioni, soffermandoci solo sui difetti, che sono i seguenti: il copri truss-rod è corretto ma non originale (manca la scritta col nome del modello); i bottoni della tracolla sono stati sostituiti con due "security lock" serrati con un po' troppa energia e conseguente crepatura della finitura attorno alla vite; la custodia è una Gibson recente ma non quella originale. Per il resto, tutto perfettamente originale e in condizioni assolutamente impeccabili. Qualche piccola traccia da cintura sul fondo, minimi segni di usura, cromature perfette. Tutto l'hardware è originale: meccaniche Grover Rotomatic, ponte stile Nashville, manopole, ecc. I potenziometri sono tutti datati 1980 e sono originali. I pickup sono due eccezionali Tim Shaw PAF con il timbro che ne definisce data e originalità: infatti, per quanto le aste internazionali e vari siti specializzati continuino a chiamare Shaw PAF tutti i pickup prodotti dalla Gibson nei primi anni '80, va chiarito che i veri Shaw - creati con l'intenzione di equipaggiare solo alcuni modelli selezionati con unità il più possibile simili agli originali PAF - sono solo quelli contraddistinti dai timbri che vedete qui: 137 181 per il manico e 138 181 per il ponte. Le prime tre cifre indicano la posizione del pickup, le ultime tre il mese e l'anno (in questo caso il Gennaio del 1981). Il suono di questa chitarra rende evidente il motivo per cui il binomio Les Paul / Tim Shaw sia diventato una delle leggende di Casa Gibson. La chitarra è in condizioni di perfetta suonabilità, con manico dritto, ottima action, tasti in buone condizioni. Il manico in mogano ha un profilo arrotondato particolarmente confortevole. Il numero di serie sul retro della paletta è seguito dal Made In USA e dal numero della serie limitata, in questo caso 1604. front - in case - body1 - body2 - body3 - body4 - back - body back - headstock - fretboard - switch - knobs - pots - pickup1 - pickup2 - hardware - number - logo - strap1 - strap2 - tuners - tuners2 - case |
5.500 |
GRETSCH
| GRETSCH
JET FIREBIRD 6131, 1964. Oriental Red. La versione a doppia spalla mancante del modello 6131, sorella rossa della Duo-Jet. Una piccola e deliziosa chitarra degli anni '60 contraddistinta dalla tipica esuberanza della Gretsch: il contrasto tra il nero del corpo in mogano con il rosso del top in acero, la doratura delle parti metalliche già di per sè particolarmente appariscenti, ne fanno uno strumento che fin dalla sua nascita era destinato a chi voleva stare fuori dal coro. Le caratteristiche sono quelle tipiche della versione anni '60 e comprendono i due pickup FilterTron nella rara versione col coperchio "aperto" (che poi è simile a quello degli Hi-Lo Tron, però dorato), il ponte "space-roller", l'attaccacorde con vibrato prodotto dalla Burns, le manopole G-arrow e le meccaniche Grover con bottone ovale, lo stesso modello adottato per le 6120. Oltre ai coperchi dei pickup, questa chitarra presenta l'altra particolarità di un battipenna anch'esso dorato (quello di serie era nero) e abbiamo avuto notizia di almeno un'altra Jet Firebird prodotta nello stesso "batch" di questa chitarra (n. di serie 74838, mentre la nostra è 74833), dotata dello stesso tipo di battipenna, dorato e privo di incavi per i pickup. Tutto appare perfettamente originale e ben funzionante. La chitarra è piuttosto leggera, specie se paragonata alle Les Paul, grazie alla costruzione che in realtà è quella di una falsa solid-body, visto che sotto il top in acero vi sono ampi spazi vuoti assimilabili a delle camere tonali. Il circuito elettrico è dotato dello stand-by-switch, di due manopole del volume più un volume master, di due selettori per pickup e toni. La tastiera in ebano presenta lo zero-fret e gli intarsi a mezzaluna (o "thumbprint"). La paletta dalla caratteristica forma assottigliata è adornata dal cosiddetto logo "T-roof". Nessuna traccia di intervento sulle parti elettriche. La finitura si presenta in condizioni più che eccellenti sia sul top che sul fondo, dove sono presenti modeste tracce di usura. Il binding, punto debole di molte Gretsch, in questo caso è perfettamente conservato. La doratura delle parti metalliche presenta normali segni di usura. La chitarra è accompagnata dalla sua custodia rigida originale, che al momento è consolidata alla meglio con del nastro, ma che per le condizioni estetiche altrimenti eccellenti merita un intervento di reincollaggio un po' più professionale che provvederemo a realizzare al più presto. Il manico ha un profilo rotondo molto confortevole, la tastiera è in ottimo stato e consente una agevole regolazione dell'action, il suono dei due FilterTron è l'inconfondibile voce di queste chitarre, così americane ma così diverse: quel grande look Gretsch, per quel "Great Gretsch Sound". |
4.300 |
| GRETSCH
6122 Chet Atkins COUNTRY GENTLEMAN, 1964.
Mentre sul
mercato del vintage abbondano, con prezzi in ascesa, le Country
Gentlemen fine e post-64, è sempre più raro riuscire
a scovare quelle ancora dotate di tutte le caratteristiche della
seconda Gent di George Harrison, forse la sua
chitarra più famosa e utilizzata in mille incisioni e show dei
Beatles, compresa la storica apparizione USA all'Ed Sullivan Show
del Febbraio '64. Dopo quelll'apparizione televisiva, la Gretsch fu
sommersa dalle richieste e incrementò enormemente la produzione di
Country Gentlemen, modificandone però le caratteristiche con
"innovazioni" che pur non impedendo il boom nelle vendite
del modello, trasformavano le chitarre in oggetti diversi
dall'originale imbracciato da George... Dopo una lunga attesa siamo
riusciti a tornare in possesso di questa splendida Gent
inizi '64 con tutte le caratteristiche giuste: i due pickup
FilterTron (e non un FilterTron e un SuperTron),
la doppia sordina con feltrini rossi sotto le leve di comando (poi la
sordina sarebbe diventata solo una), le meccaniche Grover Imperial
(e non "Kidney-Button"), il battipenna con il solo logo Gretsch
(e non il nome del modello), numero di serie sulla placchetta dorata
sul fronte della paletta (e non inciso nel legno sul retro). Tutte le parti sono originali, e la chitarra è in buone condizioni generali. Il manico è dritto e stabile e l'action è ottima. La finitura è anch'essa in buone condizioni, con qualche punto di maggiore usura dietro al manico e alcune crepe superficiali. La tipica reazione da contatto tra la plastica del back-pad che copre la placca di accesso ai circuiti e la sottostante finitura ha danneggiato quest'ultima ma solo nei punti coperti e nascosti totalmente dallo stesso cuscinetto protettivo. Le dorature sono piuttosto usurate, specie sui copri-pickup, sulle manopole, sulla leva del Bigsby, sul ponte straight-bar, sulle meccaniche e sulla piastra con la V del vibrato Gretsch-by-Bigsby. Gli switch sono piuttosto arrugginiti, ma funzionano correttamente. L'unico difetto vero e proprio, che avevamo già constatato la prima volta che avevamo visto la chitarra e che col tempo è andato peggiorando, è il deterioramento della plastica del binding, problema peraltro assai comune sulle Gretsch di questo periodo. In molti punti il binding era stato riparato, non sempre in modo esteticamente accettabile, e al momento in cui la chitarra è arrivata in negozio ampi tratti erano totalmente staccati. Con paziente lavoro del liutaio Salvatore Mancuso, tutte le parti già riparate o in procinto di distacco sono state consolidate con resine epossidiche, mentre le parti di binding mancanti o già distaccate sono state sostituite. E' stato scelto di mantenere le vecchie porzioni di binding già sostituite, in quanto ormai "parte della storia" dello strumento. La chitarra è in ordine dal punto di vista musicale (action, elettroniche, suono) ed è assolutamente spettacolare! Insieme alle 6120 e alle White Falcon, rappresenta quanto di più prezioso e raro la Gretsch possa offrire nel panorama delle archtop vintage. In dotazione c'è una cusatodia rigida di buona qualità, anch'essa d'annata ma NON originale. Molte altre immagini qui sotto, apritele una alla volta: front - body1 - body2 - body3 - body4 - back - body back - headstock - knobs - bridge - pickups1 - pickups2 - switch - tuners - backdoor - pickguard - mutes - bigsby - bind1 - bind2 - bind3 - bind4 - bind5 - bind6 - bind7 |
5.300 |
| GRETSCH
6193 COUNTRY CLUB, 1960,
Natural. Rarissimo
esempio del modello che ha segnato l'ingresso della Gretsch nel
mondo della chitarra elettrica. Oltra alle cratteristiche standard
tipiche della versione del '60 della 6193 (due Filtertrons, due volumi
+ master, switch toni e selettore pickup, meccaniche Grover Imperials,
ponte "space-roller", ecc.) questa chitarra presenta alcune
caratteristiche di grande rarità. Il top non è in acero, come il resto del corpo, ma è in abete laminato. Il manico è d'acero laminato con due strisce di legno diverso (forse mogano) esattamente come la 6120 dello stesso anno nella nostra collezione privata, che dista solo 110 numeri dal seriale di questa Country Club. Il corpo è in acero fiammatissimo, di bellezza unica. E soprattutto c'è un dettaglio mai incontrato sulle Country Club, cioè il "sound post" all'interno del corpo, quella struttura di irrigidimento tipica solo delle 6120 a singola spalla mancante, delle prime Tennessean e di poche Anniversary, tra cui quella del '59 che vedete qui sotto nella lista. Questa struttura serviva a connettere stabilmente il top con il fondo, per ottenere una rigidità tale da opporsi al feedback quando la chitarra veniva suonata ad alti volumi. Altra particolarità è la contemporanea presenza di un FilterTron con la scritta "Patent Applied For" (PAF) e di uno già col numero di brevetto impresso, ma tale compresenza va considerata non eccezionale per il 1960, anno in cui i due tipi di coperchio venivano usati indifferentemente. L'attaccacorde è il classico G-cutout, la tastiera "neo-classic" è in ebano con intarsi a mezzaluna, le manopole sono le G/arrow. Tutto originale al 100%, e tutto in ottime condizioni estetiche e funzionali. Non vi sono grandi tracce di urti o usura. I soli difetti estetici riguardano l'ossidazione dell' hardware dorato, con la doratura quasi scomparsa da manopole, switch, copri-pickup, e alcuni pezzettini di binding rotti sulla parte inferiore del corpo, che attualmente stiamo ri-sistemando in laboratorio. Una foto illustrerà sia la situazione attuale che quella dopo il piccolo intervento di restauro del binding da parte del liutaio Salvatore Mancuso. Altri rari dettagli impreziosiscono lo strumento, facendone anche un vero "pezzo da collezione": la custodia originale rigida, in ottimo stato, contiene anche la carta di garanzia originale e la "OK Card" di controllo della Gretsch, entrambe con il numero di serie della chitarra. Davvero un dettaglio interessante! In sostanza, una chitarra di eccezionale bellezza e rarità, col suono, le elettroniche e la costruzione delle 6120 ma con un look unico grazie alla finitura bionda e all'acero fiammato. front - in case - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - flame - side - knobs - bridge - pickup1 - pickup2 - soundpost - heel - selector - detail - tags - tuners - case Ecco le foto del binding dopo il restauro: binding1 - binding2 - binding3 - binding4 |
5.000 |
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| GRETSCH
6119 Chet Atkins TENNESSEAN, 1960.
Introdotta
nel 1958 come versione "base" della linea Chet Atkins, la
Tennessean mod. 6119 è una straordinaria macchina da rock & roll,
che unisce alla semplicità assoluta del circuito con singolo
FilterTron (in questo caso un Pat. App. For) il look aggraziato della
single-cutaway, al colore rosso acceso la funzionalità del Bigsby.
Poche chitarre hanno una personalità così forte. La versione che
l'ha sostituita, che vedete qui sotto in due esemplari, si è
allontanata in modo netto dal disegno originale. Dal punto di vista strutturale, una 6119 del '60 è assai vicina alla 6120 dello stesso periodo. La cassa è già piuttosto sottile, il body e il manico sono in acero, e all'interno della cassa è presente il "sound-post", una struttura che irrigidisce il corpo unendo top e back, rendendo lo strumento meno incline al feedback e quindi in grado di affrontare sul palco volumi più elevati. Altre caratteristiche comuni con la 6120 sono anche le meccaniche Grover con bottone ovale (però non dorate), il ponte straight-bar, lo zero.fret, la tastiera 'neoclassica' con intarsi 'thumbprint', il vibrato Gretsch By Bigsby, il battipenna con la firma di Atkins e il "signpost logo", che però è nero sulla Tennessean e dorato sulla 6120. Anche in virtù del singolo pickup, regolato da un volume e un selettore per i toni, la chitarra è molto leggera e risonante. La tastiera priva di binding è in palissandro. L'attacco del manico con il body è rinforzato dal neck-dowel, uno spinotto di legno coperto da un tappo circolare tra base del manico e cutaway. La chitarra è completamente originale. Il pickup e il circuito non sono mai stati toccati. Il coperchio cromato del FilterTron riporta ancora la dicitura Pat. Applied For (P.A.F.). Tutte le parti cromate sono in condizioni quasi perfette, mentre le meccaniche in ottone nichelato mostrano maggiore usura. La spettacolare finitura rossa è in ottimo stato, con lieve checking, e solo il manico presenta evidenti segni di usura, ampiamente documentati in foto. Il manico è stabile, con lievi fessurazioni della vernice alla base ma nessuna traccia di cedimento. Binding in buone condizioni. Il suono è molto bello, aggressivo e caldo, con l'inconfondibile attacco dei FilterTron. Action perfetta e tasti in buono stato. La chitarra è dotata della custodia rigida originale - come spesso accade per le Gretsch di questo periodo, un po' troppo profonda, ma molto bella e solida. front - body1 - body2 - body3 - in case - back - body back - headstock - knob - bridge - pickup1 - pickup2 - pickup3 - switch - tuners - soundpost1 - soundpost2 - pickguard - label - bigsby - neck1 - neck2 - logo - heel - dowel - action - case |
5.300 |
| GRETSCH
WHITE FALCON Mono, mod. 7594, 1977. Presenta due elementi non originali: il vibrato "Gretsch by Bigsby" è stato sostituito da un Bigsby B-12, che come l'omonima vitamina ha avuto sul suono di questa chitarra un impatto salutare, aumentando drasticamente la pressione delle corde sul ponte con notevole incremento del volume, della definizione e del sustain. L'installazione del nuovo Bigsby ha purtroppo lasciato visibili i fori del precedente, ritoccati in modo un po' grossolano, nella zona del bottone inferiore della tracolla. L'altro elemento non originale è rappresentato dal battipenna: smarrito l'originale col disegno del falcone in volo, è stato installato senza buchi aggiuntivi un altro battipenna Gretsch dello stesso periodo, nel quale è stato inserito "chirurgicamente" un logo Gretsch in rilievo, probabilmente prelevato da un terzo pickguard. A lavoro ultimato, la faccia inferiore del battipenna è stata rispruzzata con vernice dorata per uniformare cromaticamente il tutto, con risultati esteticamente accettabili ma non perfetti. Detto doverosamente dei difetti, passiamo agli altri aspetti. La finitura della chitarra è lievemente ingiallita ma è tutto sommato in ottime condizioni. Qualche crepa superficiale in corrispondenza delle linee di incollaggio tra i legni sul manico e sul retro della paletta, ma nulla di strutturale. La chitarra è molto solida e assolutamente integra. La tastiera in ebano con intarsi in madreperla è in buone condizioni, i tasti (certamente rifatti nel corso degli anni) hanno segni di usura ma consentono una perfetta suonabilità e un'action eccellente. Il manico è dritto e senza problemi. A parte il Bigsby, il resto dell'hardware è tutto originale. Il ponte è l'Adjustomatic dorato con base in ebano (fissata al top), le meccaniche originali sono Grover con meccanica Roto-Matic e bottone "kidney-button". Originali i bottoni per la tracolla, gli switch con le manopoline dorate, le manopole del volume individuale e master. Il circuito mono della 7594 prevede oltre a questi potenziometri due selettori: uno per i pickup e uno per il tono. La regolazione del manico è controllata dal cosiddetto Burns Gear-Box, al quale si accede rimuovendo il coperchio dorato sul retro del body in corrispondenza dell'incollaggio del manico. Le buche ad F sono bordate da binding multiplo e una filettatura ancora più elaborata, con vari strati bianco-neri e dorati, si ritrova lungo tutti i profili del body e del manico dello strumento. Sul fondo è presente il "back-pad", il cuscinetto posteriore protettivo, negli anni '60 utilizzato per coprire lo sportello di accesso alle elettroniche e rimasto poi solo come dotazione estetica. I pickup, senza dubbio originali, sono di un tipo assolutamente mai incontrato prima: il coperchio stile Hi-Lo Tron, utilizzato al tempo anche per i FilterTron, è posto su una unità i cui poli sono composti per metà dalle viti regolabili tipiche del Filter-Tron, e per l'altra metà dalla "lama" tipica del Super-Tron. Numerosi super-esperti della Grestch, da noi interpellati (incluso l'autore di un fantastico libro di prossima uscita e il produttore di uno dei più ricercati pickup ispirati ai classici FilterTron) hanno concordato nella definizione di questi pickup come frutto di un esperimento o di un custom-order, confermandone tanto l'originalità quanto l'assoluta unicità. E suonano benissimo! La custodia è quella originale USA con la targhetta metallica "Brooklyn-Chicago", in ottime condizioni a parte la maniglia rotta. In considerazione delle due parti non originali, siamo in grado di offrire questo bellissimo strumento vintage ad un prezzo eccezionale, inferiore a quello di una riedizione! |
3.100
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MARTIN
| MARTIN
D-18, 1971 uno tra i modelli
più popolari della Martin, caratterizzato dal corpo in
mogano. Suono potente e definito, bassi poderosi, grande
volume. Chitarra esteticamente pregevole per la
particolare figurazione dei legni di fasce e fondo, in
eccellenti condizioni. Le fasce presentano in un punto un
accenno di crepatura, perfettamente stabilizzato dall'interno con
l'applicazione di piccoli rinforzi romboidali in mogano (lavoro
realizzato con ogni probabilità dalla stessa Martin, vedi detail
4), mentre
sul top la vernice ha alcune linee di frattura superficiali
dovute all'assestamento dei legni (dettagli da 1 a 3). Il top ha la tipica lieve
deformazione ad S delle flat-top, leggermente sollevato dietro al
ponte e leggermente incavato tra ponte e buca, ed è strutturalmente
solio. Action perfetta, ottima intonazione.
Meccaniche Grover Rotomatic originali come in tutte le
Martin del periodo. Strumento semplice e pregevole al
tempo stesso, con custodia rigida originale. in case - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - detail 1 - detail 2 - detail 3 - detail 4 - tuners - case |
2.400 |
RICKENBACKER
| RICKENBACKER
330, 1966.
Finitura
Mapleglo (naturale). Chitarra con oltre 40 anni di vita ma in condizioni
eccezionali, near mint e originale al 100%. Tra le semiacustiche
Rickenbacker a scala lunga, la 330 rientrava nella fascia standard,
con tastiera in palissandro verniciato priva di
binding e con intarsi a dot, buca a scimitarra e corpo non
filettati. Come suggerito dallo 0 finale, la 330 era priva di
vibrato e l'attaccacorde è quello cromato a forma di R. La sagoma
stilizzata del corpo è quella classica a doppia spalla mancante a
mezzaluna, con gli spigoli squadrati. Lo strumento ha il fantastico look anni '60 con la buca "slash" e il battipenna bianco a due piani in plastica. I controlli della parte elettrica, secondo il classico schema Ric, contemplano il selettore dei due pickup stile tostapane ("toaster pickups"), volume e tono per ognuno dei due magneti e la manopola del "blender" di cui perfino i Beatles, tra i più noti utilizzatori delle Ric, hanno per anni ignorato la funzione. In effetti questa manopola interviene sottilmente mixando gradualmente il suono del pickup non selezionato a quello del pickup selezionato, attivato attraverso lo switch. La finitura trasparente del corpo rende evidente la bella figurazione dell'acero. Il manico è laminato in acero-mogano-acero, e altre due ali in mogano danno forma alla paletta. Questa è equipaggiata con meccaniche originali Kluson Deluxe double-line individuali. La spessa tastiera in palissandro ha un'area più scura intorno al 12mo tasto, ma dovuta alla naturale colorazione del legno e non all'usura, che si manifesta in un minimo consumo della vernice trasparente che copre la tastiera stessa. Tutto l'hardware e la parte elettrica sono originali. La data dei potenziometri è 33ma settimana del '66, mentre il numero di serie impresso sulla piastra del jack indica come mese di produzione il Settembre dello stesso anno. Le condizioni sono eccezionalmente buone, con qualche minuscolo segno sul fondo e sul manico visibile solo in controluce. E' davvero impossibile trovare chitarre degli anni '60 in condizioni simili, ed abbiamo avuto la fortuna di scovarne addirittura due in una prestigiosa collezione americana. Questa spettacolare 330 è accompagnata da un'ottima custodia rigida Rickenbacker, in tutto e per tutto simile a quelle vintage ma in realtà di produzione recente e destinata alle vintage reissue. |
3.500 |
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| RICKENBACKER
365, 1966.
Finitura
Mapleglo (naturale). Ancora chitarra in condizioni assolutamente perfette,
davvero incredibili, mint e originale al 100%. Ha oltre 40 anni di vita ma
sembra uscita dal negozio da pochi mesi. Tra le semiacustiche
Rickenbacker, la 365 si trovava nella "fascia alta", quella di
maggior prestigio, come testimoniato dalla tastiera in palissandro con
binding e intarsi triangolari, dal binding nella buca "a
scimitarra", dalla filettatura a scacchiera ("checkered
binding") che contorna la parte posteriore del body. La 365
costituisce la versione della 360 equipaggiata con il vibrato "Ac-cent". La forma
del corpo, straordinariamente aggraziata, venne modificata verso la
metà degli anni '60 con l'arrotondamento del bordo anteriore. Questa
nuova versione, che per alcuni anni continuò ad essere affiancata dalla
precedente, era quindi caratterizzata dalla mancanza di binding sul top,
perchè non vi era angolo tra lo stesso e le fasce, che nascevano invece
dalla curvatura del legno piuttosto che da uno spigolo. Tra le soluzioni estetiche più indovinate vanno certamente annoverate la buca dalla forma stilizzata e il battipenna a due livelli in plastica bianca. Nella parte più bassa, quest'ultimo ospita i controlli che, secondo il classico schema Ric, contemplano selettore, volume e tono per ognuno dei due pickup e la misteriosa quinta manopola che funziona da "blender", mixando gradualmente al segnale del pickup selezionato quello dell'altro, non attivato dal selettore. I pickup sono le classiche unità "toaster", indissolubilmente legate al look e al suono delle Rickenbacker anni '60. La piastra del jack ospita due prese, nella classica configurazione stereo Rick-O-Sound per l'eventuale collegamento a due amplificatori. La finitura del corpo lascia trasparire le bellissime venature dell'acero. Anche il manico è in acero, con una fascia centrale in mogano che nella paletta si arricchisce di altre due ali più scure. Le meccaniche sono le originali Kluson Deluxe double-line individuali. Tutto l'hardware è originale, così come la parte elettrica. I potenziometri sono tutti datati 40ma settimana del '66. Il numero di serie indica come data di produzione il Dicembre dello stesso anno. Le condizioni sono "da museo", assolutamente impeccabili, con qualche piccolo segno sul fondo visibile solo in controluce. Mai vista una così. E' accompagnata dalla sua custodia rigida originale in tolex argentato, in ottime condizioni. |
4.500 |
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(Per le lapsteel RIC vedi la sezione ALTRO)
NATIONAL
| NATIONAL
STYLE 0, 1933,
dalla mia collezione
personale.
Chitarra
pubblicata su Guitar Club di Giugno 2004, numero 6, pagine
76-77. Corpo
in ottone nichelato con disegni hawaiani sabbiati, manico da 12 tasti.
E' la versione più bella della Style 0, quella con le 'f' con i bordi
arrotondati e il corpo grande col manico in legno attaccato al 12mo
tasto e il coperchio del cono con le quattro costole che partono a
raggiera dal foro centrale. Lo strumento è in condizioni eccellenti
dal punto di vista funzionale ed estetico, strutturalmente solido e
integro, ed ha il tipico suono rotondo delle chitarre col body in
ottone. La tastiera in ebano ha segnatasti in madreperla e nuovi
tasti, ed è in perfetto stato. Logo originale molto ben conservato.
Cono originale. All'interno del copri-cono sono incise le lettere
"WS AUG 1934", probabilmente scritte dal primo proprietario. Nelle immagini abbiamo documentato la sua bellezza e originalità, ma anche i suoi difetti e in particolare: un'ammaccatura sulla fascia inferiore del corpo (dent); il copri-ponte risaldato al disco che copre il cono (cover); il binding della tastiera dal lato del mi cantino, sostituito (binding); il retro del manico ha avuto probabilmente una parziale rimozione della finitura ed overspray (neck)e presenta un bottone per tracolla non originale e un foro per un altro bottone ora rimosso (neckjoint). Infine, le meccaniche: sono Kluson con il rivetto al posto della vite e quindi fine anni '30 o primi anni '40, e quindi non sono quelle originariamente installate; probabilmente per un certo periodo la chitarra è stata utilizzata in stile hawaiano "puro", cioè tenuta orizzontalmente sulle ginocchia (come si intuisce anche da un segno dietro al capotasto lasciato da un distanziatore per sollevare le corde), e le meccaniche erano state rovesciate in modo da lasciare le manopole verso la faccia anteriore della paletta per essere più facilmente raggiungibili dal musicista: ora sono state riportate in posizione normale e quindi resta visibile, sopra la piastra di fissaggio, un forellino dov'era la vite nella posizione precedente (vedi tuners). Detto dei difetti, sui quali come al solito ci sembra giusto essere precisi, non ci resta che sottolineare il fatto che si tratta di uno strumento spettacolare, raro, dal grande suono e in condizioni eccellenti per i suoi 72 anni di età. Mi dispiace, ma non è accompagnato al momento da alcuna custodia, cercheremo di trovarne una al più presto. Altre foto e notizie storiche nella nostra sezione "playmate". body1 - body2 - body3 - back - body back - cone - well - cover - cover2 - headstock - dent - tuners - binding - neck - neckjoint |
4.500 |
| NATIONAL
WESTWOOD 75, 1964 Quando
si pensa alle chitarre "cool" degli anni '60, la mente corre
verso l'immagine di strumenti insuonalbili dall'aspetto stravagante e
'modernistico', alla pletora di pulsanti e gadget, ai colori
squillanti e all'hardware vistoso e poco funzionale. E non è che a
questa Westwood del '64 faccia difetto l'appariscenza: anche un
profano si accorgerà che non si tratta della "solita
chitarra". Il corpo dalla sagoma che ricorda i confini degli USA
(map-shaped), la paletta sovradimensionata, il battipenna
trasparente sopraelevato, tutto concorre nel creare un look davvero sixties.
Quello che però ci ha sorpreso, al ounto di non poter fare a meno di
portarla all'interno della famiglia di Real Vintage, sono la grande
suonabilità e il suono assolutamente personale. Il corpo è
interamente in mogano, a differenza delle simili chitarre in
Res-O-Glass, alleggerito da numerosi fori cilindrici sul fondo,
utilizzati anche per alloggiare le parti elettriche e nascosti da una
piastra in plastica avvitata. Il circuito elettrico merita qualche
parola in più. Due pickup, uno al manico e uno inserito nel ponte con
selletta sagomata in legno e base in plexiglass. Un selettore a tre
vie, un volume master e tre controlli: questi richiedono un po' di
studio per essere compresi, ma in sostanza con il solo humbucker
selezionato la prima manopolina funziona da tono, con le altre
posizioni del selettore le altre due manopoline fungono da volume
individuale dei pickup, con dei tagli prestabiliti sulle frequenze
ottenuti attraverso vari condensatori. La mia opinione è che mentre
le altre posizioni forniscono delle opzioni tonali utili in alcune
occasioni, la prima posizione che bypassa ogni condensatore e attiva
il solo pickup al manico libera un suono 'vero', pieno e caldo,
davvero notevole. Tutto il circuito è originale, presa jack
Switchcraft e potenziometri della 41ma settimana del '64. Le
meccaniche sono Kluson Deluxe single-line, e a parte la diversa
manopola sono le stesse usate dalla Gibson per moltissimi modeli (Les
Paul e SG Junior e Special, ES 330, ecc.). Grande il manico, perfetta
l'action, scorrevolissima la tastiera con intarsi rettangolari e
zero-fret. La custodia è semi-rigida, in condizioni così così e non
sono in grado di dire se sia originale o meno. ww75w case - front - body - back - body back - body back2 - headstock - knobs - bridge- pots - tuners |
1.300 |
ALTRE
| HOFNER
468 ARCHTOP MODEL, "Committee", 1963-65.
Il modello 468 era la gemella della Committee, nome con il quale era
distribuita dalla Selmer in Gran Bretagna. La 468, distribuita in
tutto il resto d'Europa, si differenziava dal modello per il mercato
inglese per gli intarsi sulla tastiera e sulla paletta. Dopo il
modello 470 (la Golden) rappresentava il punto più alto della
produzione chitarristica della Hofner. Il modello che vedete qui è stato prodotto tra il 1963 e il 1965, come testimoniato dai pickup "staple" con la cornice piccola e dal particolare schema dei controlli con 4 manopole e nessun selettore tipico dei primissimi anni '60, anche se caratteristico più dei modelli destinati al Regno Unito che della produzione per gli altri Paesi. Il top è in abete e le fasce e il fondo sono in acero birds-eye assolutamente spettacolare. Avesse avuto un altro nome sulla paletta (... per esempio uno che inizia con la G) una chitarra con questi legni sarebbe costata 15.000 euro! Il manico è in cinque pezzi, e la tastiera ha i tipici intarsi elaborati racchiusi in rettangoli di palissandro bordati di bianco. Bellissima la decorazione sul fondo, tipica dei modelli di fascia alta, così come l'elaborato binding in finta madreperla che arricchisce ed esalta la bellezza dei legni. Lo strumento è assolutamente in ordine dal punto di vista della liuteria, dell'action, della solidità strutturale, del funzionamento delle parti elettriche e meccaniche. E' una chitarra molto leggera e ben costruita. Manca il battipenna e probabilmente il ponte in palissandro non è quello originale, anche se su questo punto non possiamo essere certi. Le condizioni di conservazione sono ottime, con qualche piccolo urto e normali tracce di usura. |
venduta |
Ancora Chitarre: La Collezione di REAL VINTAGE
| D'Angelico Exel/Excel, 1934 ..................... | La Excel col numero piu' basso che si conosca ... unica! |
| D'Angelico Excel Cutaway, 1959 ............... | Modello Cutaway piu' tardo, DeArmond, fattura originale firmata da D'A! |
| Gibson Style U Harp-Guitar, 1916 .............. | La colossale chitarra-arpa dei primi anni del Novecento |
| Gibson L-5, Lloyd Loar, 1924 ..................... | Una delle prime 22 L-5, firmata e datata da Lloyd Loar il 1 - 12- 1924 |
| Gibson L-5, 1930 ..................................... | Bellissima chitarra, paletta a "testa di serpente", ultra-fiammata. |
| Gibson L-5 N (Natural), 1938 ..................... | La 'nuova' L-5 bionda, acero spettacolare, una delle primissime! |
| Gibson L-5 PN (Premier Natural), 1940 ...... | La prima Gibson a spalla mancante, bionda e con legni splendidi |
| Gibson L-5 CES (SEC), 1951 ...................... | Primo anno di produzione, la prima L-5 elettrica. |
| Gibson Super 400, 1934 ........................... | Primo anno di produzione, una spettacolare opera d'arte. |
| Gibson L-7 N, 1946 .................................. | La mia principale chitarra acustica 'live'... |
| Gibson ES 350 Premier, 1947 .................... | Primo anno di produzione, manopole senza numeri, hardware in ottone |
| Gibson ES 350 N, 1948 .............................. | Primo raro esempio di 350 a 2 pickup, logo anteguerra, Kluson aperte |
| Gibson ES 350 N, 1949 .............................. | Primo anno del doppio P90, ancora manopole senza numeri, blond! |
| Gibson ES 350 TDN, 1957 .......................... | La versione thinline a scala corta, primo anno dei PAF, Chuck Berry... |
| Gibson ES 5 (prototipo), Luglio 1949 .......... | Uno dei 12 prototipi realizzati dalla Gibson, davvero RARISSIMA!! |
| Gibson ES 5, Ottobre 1949 ........................ | Primo anno di produzione, buche a f senza binding. |
| Gibson ES 5 N, blond, Dicembre 1949 ......... | Spettacolare, fiammata e rara, una delle 22 natural del primo anno! |
| Gibson ES 5 N, blond, 1951 ...................... | Rara versione con finitura natural, fiammatissima, proprio come T-Bone! |
| Gibson ES 225 TDN, 1959 .......................... | Finitura naturale e due P90, grande chitarra blues. |
| Gibson ES 335 TDN, 1960 .......................... | Una delle 209 Dot-Neck con finitura Natural. RARA, e perfetta! |
| Gibson ES 345 TD, 1959 ............................ | Primo anno di produzione, PAF, stop-bar, e' la mia chitarra elettrica live! |
| Gibson ES 345 TDC, 1960 .......................... | Cherry Red, PAFs, stop-bar, battipenna lungo...come Freddie King! |
| Gibson ES 345 TD, 1961 .......................... | Birds-eye top, PAFs, stop-bar, and my same year of birth. |
| Gibson ES 355 TDC custom order, 1960 ...... | Cherry Red, PAFs, battipenna lungo. Una delle 4 con stop bar-originale! |
| Gibson Tal Farlow, 1963 ............................ | Una delle 215 realizzate tra '62 e '67. Un PAF e un Pat. #, ultra-fiammata. |
| Gretsch 6120 Chet Atkins Hollowbody, 1956 | G-Brand, DeArmonds, decorazioni western stile '55, cowboy case & strap. |
| Gretsch 6120 Chet Atkins Hollowbody, 1957 | Humptop inlays, DeArmonds, capotasto in metallo, cowboy case & strap. |
| Gretsch 6120 Chet Atkins Hollowbody, 1958 | Filtertron pre-PAF, palettona, capotasto in osso, cowboy case & strap! |
| Gretsch 6120 Chet Atkins Hollowbody, 1960 | Acero fiammato, FilterTrons, zero-fret, con custodia e tracolla western originali. |
| National Syle 0, 1933 ............................... | Una blues-machine degli anni '30, da vedere! |
| FENDER JAZZ BASS, 1964, sunburst, originale
al 100%. La bellezza di un Jazz pre-CBS in condizioni di perfetta
originalità rappresenta il massimo per chi ama i bassi vintage.
La data del manico è Maggio 64 con larghezza "A", le date dei pots sono 10ma e 20ma
settimana del 64, i pickup dal fondo grigio hanno varie sigle scritte a mano a matita,
non leggibilissime, e uno dei due è chiaramente datato '64 ma giorno ed
anno non sono chiari. Saldature mai toccate, tutto, proprio tutto è
originale e mai molestato. Lo strumento rappresenta la versione più classica e amata del JB, con corpo in ontano, tastiera in palissandro brasiliano priva di binding e con clay-dots, piastra del manico con quattro viti, numero di serie L, logo transizionale dorato, battipenna tartarugato, meccaniche con rotazione invertita. Le condizioni sono più che eccellenti, con finitura nitro quasi perfetta sul top, un'area con usura da cintura sul back, poche tracce sul manico, checking leggero e uniforme, poche tracce di usura sui margini del body. Il colore è ben conservato con una sbiaditura minima evidente solo a battipenna smontato, col rosso ancora molto acceso. Le parti in plastica sono in perfette condizioni e il battipenna è privo di spaccature e deformazioni. Le parti metalliche hanno qualche traccia di ossidazione ma sono in generale ben conservate. Lo strumento è completo di copri ponte e copri pick-up originali, e di una splendida custodia rigida originale in black tolex in ottime condizioni. Action eccellente, tasti in ottime condizioni, perfetta suonabilità. Il classico suono dei grandi Jazz dei primi anni '60, che ha definito lo standard in tanti generi della musica contemporanea. Per originalità, bellezza, condizioni, completezza e suono, uno degli strumenti più prestigiosi di questa Lista. Apri le immagini una alla volta: j-bass - body1 - body2 - body3 - back - back2 - body back - headstock - board - in case - body4 - neck date - neck pocket - bridge - pickup1 - pickup2 - pickup3 - pickup4 - knobs - tuners - logo - pots - pots2 - pots3 - pots4 - checking - wear1 - wear2 - wear3 - case |
13.500 |
| FENDER JAZZ BASS, 1971, sunburst, originale
al 100%. Un altro JB in condizioni incredibili, arrivatoci
attraverso la macchina del tempo. Siamo stati i primi a smontare il
manico per esaminarlo. Finitura sunburst in condizioni
praticamente perfette, quasi nuovo sul top, privo di segni da cintura
sul fondo, e con solo alcune piccole aree lungo i margini del body in cui vi sono tracce
di usura. Corpo in ontano, battipenna tartarugato integro, finger-rest
(poggia-dito) ancora nella posizione bassa, manico con piastra a
quattro viti, tastiera in palissandro con binding e segnatasti a
blocchi. Come per moltissimi strumenti del periodo '69-'71 il timbro
verde chiaro che sostituiva la data del manico non è più leggibile.
La datazione, tuttavia, è definita in modo inequivocabile dalla
concordanza di numero di serie, date dei potenziometri (16ma settimana
del '71), sigla dei pickup dal fondo grigio (2311 = 1971). Il manico
stesso, una volta smontato e ribaltato, rivela chiaramente l'impronta
speculare della vernice dell'incavo del body. Uno strumento
assolutamente integro, mai alterato in nessuna parte, e in condizioni
perfette. Dal punto di vista funzionale, tutto risponde alla grande: un basso leggero e dall'action molto facile, con un bel manico dritto, un suono eccezionale e due pickup potenti e caldi, immediatamente pronto a seguirvi sul palco. Dal punto di vista estetico è near-mint, il near-mint di Real Vintage che è il "mint" di molti altri venditori. La sua bellezza è completata dai coperchi cromati originali (quello del ponte ha ancora la sordina in gomma) e dalla bella custodia originale americana in black tolex con logo Fender. Altre immagini? Apritele una alla volta! j-bass - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - board - in case - body4 - neck date - neck pocket - bridge - pickup1 - pickup2 - pickup3 - pickup4 - knobs - tuners - logo - pots - pots2 - pots3 - jack - covers - wear - case |
venduto |
| GIBSON EB-2, 1968, sunburst, originale
al 100%. Davvero molto bello e tenuto benissimo. L'unica traccia di
usura è il segno accanto al pickup dovuto all'appoggio della mano del
musicista, un bassista italiano che lo ha comprato nuovo nel 1969,
usandolo con amore e rispetto e conservandolo con tutte le cure, per
poi cederlo alla persona che lo ha fatto arrivare a noi. Una
curiosità: nome e data di nascita del primo acquirente sono scritte
all'interno, insieme alla data del maggio '69 che immagino sia quella
dell'acquisto dello strumento. Purtroppo per "lasciare questo
segno" il vecchio bassista ha rimosso l'etichetta arancione
interna, ma il numero di serie è chiaramente leggibile sulla paletta
(rimuovendo una meccanica) e rimanda con certezza al 1968. Lo
strumento ha una particolarità che lo rende estremamente attraente:
un top in acero fiammatissimo, davvero notevole come vedrete
dalle immagini, assolutamente inusuale per questi strumenti in quel
periodo! L'EB-2 rappresentava il basso nella serie thinline che comprendeva 335, 345, 355, di cui condivideva il design a doppia spalla mancante simmetrica e la costruzione semi-solida, cioè un corpo sottile vuoto con un blocco centrale in acero all'interno per contrastare il feedback conservando le valenze acustiche della cassa vuota. Due controlli, un pickup humbucker con coperchio metallico, un "baritone switch" per tagliare determinate frequenze ed ottenere un suono più nasale. Il ponte ha le sellette in nylon tipiche del periodo, e ha conservato il suo coperchio cromato. E' ancora presente anche il battipenna originale, e tutte le parti sono corrette e ben funzionanti. Uno strumento eccellente, molto bello e in condizioni estetiche veramente ottime, con un suono che rappresenta una seria alternativa alle timbriche Fender grazie alla scala più corta e alla cassa acustica, in perfette condizioni di action e funzionalità. La custodia non originale è perfettamente calzante essendo stata realizzata professionalmente su misura per questo basso. eb2 - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - in case - flamed top - hardware - bridge - wear |
2.750 |
| HOFNER
500/1 'Cavern Bass', 1961, sunburst. Si tratta di un basso
davvero raro e di sicuro interesse per il collezionista Hofner. La
datazione più probabile è a nostro avviso la fine del 1961: infatti
come i bassi del '60-'61 e come il Cavern bass di Paul
McCartney ha i due pickup "lisci" senza poli visibili con il
rombo impresso e in posizione molto ravvicinata tra loro; tuttavia il
logo non è più verticale ma orizzontale sulla paletta ed un altro
logo in decalcomania è presente sul body, sempre orientato
orizzontalmente. Si tratta quindi di un modello transizionale che
precede la versione del '62-'63 con staple-pickups distanziati.
Purtroppo il suo vecchio proprietario, probabilmente desideroso di
avvicinarsi al suono e al look del più classico 'Beatle Bass', aveva
spostato il secondo pickup più vicino al ponte, con conseguente
creazione di un apposita nuova tacca nel battipenna. La modifica è
stata ripristinata e il pickup riportato nella sua posizione
originale, ma le tracce del lavoro sono oggi ancora visibili. Come
sapete i pickups Hofner non sono 'scavati' nel top ma appoggiati, e
quindi il legno non è stato bucato se non dalle viti della cornice
dei pickup e per il passaggio dei fili, e oltre a tali forellini si
nota lo tacca addizionale sul battipenna (però esistono in commercio
delle perfette riproduzioni del battipenna, e non è raro trovare
degli originali vintage in vendita su eBay) e altri due forellini di
vite vicino al ponte, forse per una sordina. Nonostante questi
elementi resta comunque un basso veramente raro e bello, con fondo in
acero fiammato bookmatched e con la sua custodia rigida originale.
Nota bene: questo strumento, come il Doppio Manico 191 del '61 che vedete sotto, NON è esposto nel Guitar Shop di Milazzo, in quanto lo stiamo offrendo su internet per conto di un caro amico e collaboratore, uno dei pochi veri genlemen di questo ambiente. Quindi se avete domande o curiosità (serie) scriveteci e vi risponderemo al più presto possibile. top1 - top2 - top3 - back1 - back2 - det - headstock - pickups |
4.500 |
|
|
| HOFNER
191 DOUBLE-NECK, 1962
Questo strumento è particolarmente raro. Infatti anche se siti
specializzati come www.vintagehofner.co.uk,
che vi invitiamo a visitare, riportano il periodo '63-'65 come anni di
produzione del modello, certamente questo esempio risale almeno al
1962, se non addirittura alla fine del '61. Infatti il pickup del
basso ha la copertura liscia con il rombo impresso come i bassi 500/1
"Cavern" del periodo '60-inizi '62, mentre i due pickup per
la chitarra hanno i poli a vite e il rombo decorativo. Abbiamo visto
davvero pochi altri esempi di questo modello, e tutti avevano i manici
avvitati. Questo strumento ha invece entrambi i manici incollati. Le
condizioni generali sono eccellenti, il corpo è in acero fiammato
molto bello e leggero. Le elettroniche sono da rivedere, funzionava
solo uno dei due pickup della chitarra ma anche l'altro dà qualche
problema (mal che vada i pickup andranno riavvolti, ma si tratta di un
lavoro da 70-100 euro). Un potenziometro risulta sostituito ma le
manopole sono originali, così come le piastre dei comandi, gli
attaccacorde, la verniciatura, le meccaniche. Tra i due manici sul
body è presente il logo Hofner in decalcomania. Questi double-neck
sono stati prodotti in numero assai ridotto, e questo rappresenta un
esempio particolarmente bello e antico del modello, in condizioni di
perfetta originalità. E' dotato di custodia rigida originale.
Nota bene: questo strumento, come il 500/1 del '61 che vedete sopra, NON è esposto nel Guitar Shop di Milazzo, in quanto lo stiamo offrendo su internet per conto di un caro amico e collaboratore, uno dei pochi veri genlemen di questo ambiente. Quindi se avete domande o curiosità (serie) scriveteci e vi risponderemo al più presto possibile. |
7.000 |
| RICKENBACKER Electro LAPSTEEL, 1946, corpo in Bakelite, pickup a ferro di cavallo, la più classica delle Lapsteels della prima generazione, un oggetto davvero particolare e soprattutto uno strumento dal suono incredibile, completo di slide e custodia rigida originale in tweed. Condizioni perfette! | venduta |
meccaniche
| MECCANICA KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING
DORATA rarissima
meccanica individuale utilizzata dalla Gibson nel periodo dal 1957 al
1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES
350T. ATTENZIONE, si tratta di una meccanica singola per una delle
tre corde basse, e non di un set completo. Tutta originale, incluso il
bottone ad anello singolo in plastica - assolutamente intatto. Il coperchio in metallo ha la
scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di
brevetto all'interno è D-169400. pic2 - pic3 |
175 |
| MECCANICA KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING
DORATA rarissima
meccanica individuale utilizzata dalla Gibson nel periodo dal 1957 al
1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES
350T. ATTENZIONE, si tratta di una meccanica singola per una delle
tre corde basse, e non di un set completo. Tutta originale, incluso il
bottone ad anello singolo, la cui plastica ha i tipici segni di
deterioramento ma è solida e intatta. Il coperchio in metallo ha la
scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di
brevetto all'interno è D-169400. pic2 - pic3 - pic4 |
150 |
| MECCANICA KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING
DORATA rarissima
meccanica individuale utilizzata dalla Gibson nel periodo dal 1957 al
1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES
350T. ATTENZIONE, si tratta di una meccanica singola per una delle
tre corde acute, e non di un set completo. Tutta originale, incluso il
bottone ad anello singolo, la cui plastica ha i tipici segni di
deterioramento ma è solida e intatta, anche se visivamente ha un
aspetto peggiore rispetto a quella che vedete sopra. Il coperchio in metallo ha la
scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di
brevetto all'interno è D-169400. pic2 - pic3 |
140 |
| MECCANICHE KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING
DORATE due rarissime
meccaniche individuali utilizzate dalla Gibson nel periodo dal 1957 al
1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES
350T. ATTENZIONE, si tratta di DUE meccaniche singole per le corde basse, e non di un set completo.
Sono originali e con ingranaggi in ottime condizioni di funzionamento
ma i bottoni ad anello singolo sono totalmente deteriorati e
distrutti, e debbono pertanto essere sostituiti (vi sono ottime
riproduzioni disponibili). Il coperchio in metallo ha la
scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di
brevetto all'interno è D-169400. Altra immagine: pic2 |
80 l'una |
| BUSSOLE per KLUSON DELUXE DORATE anni '50 - '60. Quattro
bussole originali per meccaniche Kluson, perfetti per tutte le Kluson
anni '50 e '60. Dorate, anche se sull'anello superiore la
doratura è scomparsa. Sono vendibili separatamente. Altra immagine: pic2 |
15 l'una |
| MECCANICHE KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE/DOUBLE RING" per GIBSON, 1964-69. SET COMPLETO di meccaniche Kluson Deluxe originali con la scritta su due linee parallele sulla copertura e bottone a tulipano con doppio anello alla base, utilizzate su moltissimi modelli Gibson negli anni '60 (SG, ES 335, ES 175 ecc. ecc.). Numero di brevetto sulla faccia inferiore D-169400. Mancano bussole e viti originali, ma il set è in condizioni estetiche e funzionali eccellenti. Le meccaniche NON sono vendibili separatamente ma solo come set completo. | € 380 set |
| KLUSON
DELUXE "NO-LINE" per GIBSON LES PAUL JUNIOR etc, 1953-57. Set
completo di rarissime No-Line Klusons originali, del tipo privo del
nome del modello e di numeri di brevetto, prodotto tra il 1953 e la
fine del '56. Totalmente originali e ben funzionanti. Sono molto
ossidate all'esterno hanno i bottoni originali in plastica
deteriorati, ma ancora solidi. Non vi sono le bussole. E' il modello usato su molti modelli
del periodo, tra cui le Les Paul Junior. pic2 - pic3 |
120 |
| BOTTONE "DOUBLE
RING" per KLUSON
DELUXE e GIBSON/KLUSON, anni '60 e primi anni '70 Bottone
in plastica col doppio anello alla base, originale e in ottime
condizioni, ideale per ripristinare una meccanica Kluson anni '60 (dal
1960 al 1969) oppure una delle prime Gibson Deluxe (ancora fabbricate
da Kluson a partire dal '69). Il foro per il montaggio non ha
deformazioni. pic2 - pic3 |
30 |
| MECCANICHE KLUSON DELUXE "SINGLE-LINE" per FENDER, pre-CBS, 1957-64. Non un set completo, ma TRE meccaniche originali (mancano Mi basso e Mi cantino), brevetto D-169400. Queste meccaniche sono vendibili INDIVIDUALMENTE, quindi anche se ve ne serve solo una... eccola qua. | 90 l'una |
| MECCANICHE KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE" per FENDER, 1964-67. SET COMPLETO di meccaniche Kluson Deluxe originali con la scritta su due linee parallele sulla copertura, utilizzate su Stratocaster, Telecaster, ecc. ecc., nella metà degli anni '60, tra il periodo delle "single-line" e quello delle nuove meccaniche CBS con la F. Numero di brevetto sulla faccia inferiore D-169400. Oltre alle sei meccaniche, sono presenti tutte le sei bussole originali e le sette viti originali. Le meccaniche NON sono vendibili separatamente ma solo come set completo. | 400 set |
| MECCANICHE
KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE" per FENDER, 1964-67. Altro SET COMPLETO
di meccaniche Kluson Deluxe originali con la scritta
su due linee parallele sulla copertura, utilizzate su
Stratocaster, Telecaster, ecc. ecc., nella metà degli
anni '60, tra il periodo delle "single-line" e
quello delle nuove meccaniche CBS con la F. Numero di
brevetto sulla faccia inferiore D-169400. Oltre alle sei
meccaniche, sono presenti tutte le sei bussole originali e le sette viti
originali. Le meccaniche
NON sono vendibili separatamente ma solo come set
completo. pic2 - pic3 |
400 set |
| MECCANICHE KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE" per FENDER, 1964-67. Per Stratocaster, Telecaster, Jaguar, Jazzmaster. Brevetto n. D-169400. Disponiamo di 5 meccaniche singole per le corde intermedie, le meccaniche sono cinque ma mancano i due Mi. In buone condizioni di funzionamento ed estetiche. Altra foto: pic2 | € 70 l'una |
| MECCANICHE
GROVER IMPERIAL, cromate, anni '50-60, per GRETSCH, GIBSON, D'ANGELICO
etc . Rarissimo
set completo interamente originale di meccaniche Imperial con
bottone 'stair-step' art-déco. Le Imperials erano il modello
utilizzato da tutte le archtop acustiche ed elettriche di alto
livello, dotate di un funzionamento perfetto e di un look mozzafiato.
Questo set include la scatola originale, tutte le 12 viti e le sei
bussole originali, composte da un doppio guscio disassemblabile per la
completa compatibilità con tutti i diametri dei fori. Le meccaniche
sono del vecchio tipo che nulla ha a che vedere con quelle
commercializzate oggi o negli anni '70: infatti queste hanno
l'alloggiamento per l'ingranaggio più grande e totalmente smontabile,
in modo che ogni singola meccanica possa essere indifferentemente
utilizzata come destra o sinistra. L'immagine della Imperial
sull'etichetta della scatola originale riproduce invece il nuovo
modello, il che fa pensare che questo set abbia lasciato la fabbrica
nella seconda metà degli anni '60, pur essendo assolutamente identico
in tutto ad un set degli anni '50. Condizioni perfette. Davvero rare e
spettacolari. pic2 - pic3 - pic4 - pic5 |
400 set |
| MECCANICHE
GROVER IMPERIAL, cromate, anni '50-60, per GRETSCH, GIBSON, D'ANGELICO
etc . Un
altro rarissimo set completo interamente originale di meccaniche Imperial con
bottone 'stair-step' art-déco, utilizzate sui più prestigiosi
modelli di archtop. Il set include parte della scatola originale, tutte le 12 viti e le sei
bussole originali. Le meccaniche
sono del vecchio tipo precedente a quello introdotto negli anni '70,
con l'alloggiamento per l'ingranaggio più grande e totalmente smontabile,
in modo che ogni singola meccanica possa essere indifferentemente
utilizzata come destra o sinistra. Condizioni eccellenti e
completamente originali. pic2 - pic3 |
380 set |
| MECCANICHE
GROVER IMPERIAL, cromate, anni '50-60, per GRETSCH, GIBSON, D'ANGELICO
etc
. Ancora
un altro set completo interamente originale di meccaniche Imperial con
bottone 'stair-step' art-déco. La descrizione e le caratteristiche
del modello le trovate già sopra, in questo caso aggiungeremo solo
che si tratta di sei meccaniche con le bussole originali, in
condizioni assolutamente impeccabili. Da grandi appassionati di
archtop non ce le lasciamo sfuggire, non appena ne troviamo un set
disponibile! pic2 - pic3 - pic4 |
400 set |
| MECCANICA KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE", 1964-69. Doppia linea, perno non scanalato, bottone ovale in plastica. Simile ad una meccanica per Mustang ma senza il perno scanalato. Sinceramente non so a quale chitarra si adatti. Mi basso. Altra foto: pic2 | € 15 |
| MECCANICHE KLUSON DELUXE "SINGLE-LINE" per BASSO, 1957-65. SET COMPLETO di meccaniche Kluson Deluxe originali con la scritta su singola linea verticale, e contrassegnate all'interno dallo stesso numero di brevetto delle Kluson per chitarra, D-169400. Il set rappresenta davvero una rarità, ideale per ripristinare il vostro strumento d'annata, ed è completo delle 4 bussole originali. L'aspetto è quello di un normale set di Kluson Deluxe però "anabolizzato", con i bottoni sovradimensionati. Una delle meccaniche è leggermente piegata, ma tutte sono in condizioni di perfetta funzionalità. Le meccaniche NON sono vendibili separatamente ma solo come set completo. | 150 set |
| MECCANICHE GROVER STA-TITES, ANNI '50, due meccaniche dorate originali, da installare sul lato dei bassi della paletta. Una delle due ha avuto tagliate le punte estreme della piastra di fissaggio, per assomigliare di più alle Sta-Tites anni '30. Il modello veniva impiegato da numerose Case diverse, soprattutto Gretsch e Guild, ma anche Martin e Gibson. Sono in eccellenti condizioni sia estetiche che funzionali. Non vendibili separatamente. | 40 due |
| GROVER, bottoni per meccaniche 'KIDNEY-BUTTON' per GRETSCH, '60s, dorati. Sono disponibili SETTE bottoni, NON le meccaniche complete ma solo le parti che vedete nell'immagine. Doratura consumata su sei bottoni, in eccellente stato sul settimo, in buone condizioni sui sette anelli. Possono essere ceduti singolarmente a 12 cadauno, o in blocco a 60. | |
SOLO per le parti accettiamo
![]() |
custodie
| FENDER
BROWN TOLEX, custodia rigida per Stratocaster o Telecaster, 1959-61. Una rarissima custodia rigida originale in brown tolex per Fender Stratocaster e Telecaster. E' la prima versione della brown, quella immediatamente successiva alla custodia in tweed, ed è stata utilizzata nel periodo tra il 1959 e il 1961. Si distingue dalla brown utilizzata tra il '61 e il '63 per la posizione della chiusura centrale che qui è posta tra i due piedini della maniglia, e per l'interno di colore giallo-arancio. La brown utilizzata tra il '61 e il '63 ha invece la chiusura centrale "fuori" dalla maniglia e l'interno del colore colore rosso dell'interno. La custodia è completamente originale e in condizioni eccezionali. Tutte le cerniere e le chiusure funzionano bene, la maniglia è integra, le tracce di usura sono modeste. Un perfetto completamento per la vostra Fender vintage! |
€ 1800 |
ponti e attaccacorde
| PONTI
GIBSON in palissandro per ARCHTOP ELETTRICHE E ACUSTICHE, 1937-1952. Il
modello è quello a base singola (non quello più recente con i due "piedini") e
con la selletta precompensata, tutto realizzato in palissandro
brasiliano. Sono completi dell'hardware in ottone, e sono in
condizioni perfette. Utilizzati fin dalla metà degli anni '30 fino ai
primi anni '50 su
tutte le archtop acustiche ed elettriche della Gibson (L-5, L-7, L-12,
ES-300, ES-350, ES-5, ES-175, ecc. ecc.). UNO SOLO DISPONIBILE. pic2 - pic3 - pic4 |
200 l'uno |
| solo uno disponibile |
| PONTE
FENDER JAGUAR o JAZZMASTER, anni '60
cromato,
originale vintage. Completo di tutte le sei sellette con le viti
originali di regolazione. Altre foto qui sotto: pic2 - pic3 |
150 |
| VIBRATO
per
FENDER JAGUAR o JAZZMASTER, anni '60
cromato,
originale vintage. Completo del meccanismo a molla e di cinque delle
sei viti di fissaggio al body. La leva illustrata nelle immagini non
è originale e non è inclusa. Altre foto qui sotto: pic2 - pic3 |
160 |
| PONTE
GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60
cromato,
originale vintage, in ottime condizioni estetiche e funzionali,
completo di viti di regolazione e sellette in metallo trattenute dal
filo metallico. Può essere utilizzato sia con i perni fissati sul top
di solid-body o thinline, che sulla base in palissandro per le archtop.
E' completo dei perni filettati e delle rondelle per la regolazione
dell'altezza. Altre foto qui sotto: pic2 - pic3 - pic4 |
300 |
| PONTE
GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60
cromato,
originale vintage, in ottime condizioni estetiche e funzionali,
completo di viti di regolazione e sellette in metallo trattenute dal
filo metallico. Può essere utilizzato sia con i perni fissati sul top
di solid-body o thinline, che sulla base in palissandro per le archtop.
Altre foto qui sotto: pic2 - pic3 - pic4 |
280 |
| PONTE
GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60
cromato,
originale vintage, in buone condizioni estetiche e funzionali,
completo di viti di regolazione e sellette in metallo. Manca ill
filo metallico che trattiene le sellette. Può essere utilizzato sia con i perni fissati sul top
di solid-body o thinline, che sulla base in palissandro per le archtop.
Altre foto qui sotto: pic2 - pic3 |
250 |
| PONTE
GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60
cromato,
originale vintage. Mancano 5 delle 6 sellette e il filo metallico che
le tratteneva in sede. Altre foto qui sotto: pic2 |
130 |
| PONTE
GIBSON per ARCHTOP ELETTRICA O ACUSTICA, anni '50-'60,
classico
ponte in palissandro con selletta precompensata, utilizzato su
moltissime archtop elettriche e acustiche tra le quali ES-175, ES-125,
ES-350, ecc. ecc. Ottime condizioni. pic2 - pic3 |
185 |
| PONTE/ATTACCACORDE
GIBSON PER SG - LES PAUl JUNIOR
anni '60, stile "wrap around" con sella compensata,
la
versione presente sulle Les Paul/SG Junior e Special a partire dal
1961 e poi ancora sulle SG Jr e Special e sulle Melody Maker per tutti
gli anni 60. Altre immagini sotto: pic2 - pic3 |
100 |
| BIGSBY Pre-compensated BRIDGE in alluminio. Originale, è il tipo di ponte spesso associato al celebre vibrato Bigsby, e frequentemente utilizzato da numerose Case americane (due disponibili). | 50 |
| PONTE
GRETSCH PER ARCHTOP IN EBANO pregevole
ponte vintage per archtop con sella precompensata in ebano, corretto
per diversi modelli acustici ed elettrici della Gretsch ma ideale
anche per qualsiasi altra archtop. Anni '50-'60. pic2 |
80 |
| PONTE GRETSCH SPACE-ROLLER, FOGLIETTO ILLUSTRATIVO (tag) originale, anni '60 Si tratta di una 'tag' originale che accompagnava le chitarre Gretsch equipaggiate con il ponte Space-Roller, utilizzato su tantissimi modelli (Anniversary, DuoJet, Jet Firebird, e mille altri ancora). Disponibile solo la tag, NON il ponte! | 50 |
| PONTE GRETSCH "BAR BRIDGE" DORATO, REISSUE Perfetta riproduzione del classico ponte Gretsch, completo di base in palissandro. | 50 |
| PONTE stile NASHVILLE TUNE-O-MATIC per archtop, dorato Ponte di ottima qualità, Made In Germany, completo di base in palissadro | 30 |
manopole e altro hardware (switch tips, neckplates, bottoni tracolla, ecc.)
| FENDER
TELECASTER "Top Hat" switch tips, Daka-Ware, 1956-70s. Siamo riusciti a trovare un piccolo stock di 4 manopole originali "top-hat" per il selettore delle Fender Telecaster, marca Daka-Ware, mai usate. Le condizioni sono quelle che vengono definite "NOS", cioè "new old stock". Assolutamente perfette. Il modello è quello utilizzato a partire dal 1956 per tutti gli anni '60 e fino ai '70. E' marchiato Daka-Ware col numero di brevetto. Il set è di 4 manopole originali, le vendiamo singolarmente a 40 euro l'una, o in blocco a 140 euro. |
€ 40 l'una |
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oppure tutto il set di 4 manopole a € 140.00 |
| FENDER
STRAP KNOB, '60s
bottone
tracolla originale Fender vintage, completo di vite. Per
Stratocaster, Telecaster, Jaguar, Jazzmaster e tutti gli altri modelli
Fender degli anni '50 e '60: pic2 |
20 |
| FENDER
NECK-PLATE, serie L, 1965
originale
vintage, in ottime condizioni. Numero di serie L riferibile al 1965.
E' completo delle quattro viti originali. Altre foto sotto: pic2 - pic3 |
240 |
| MANOPOLE FENDER per JAGUAR,
MUSTANG o JAZZ BASS, anni '60
originali
e in ottimo stato, complete delle viti laterali per il serraggio al
potenziometro. Vendute solamente in coppia, non singolarmente. pic2 |
60 la coppia |
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| MANOPOLE GIBSON "REFLECTOR"
KNOBS, 1959-1970,
dorate, tre manopole vendute singolarmente. Due con la scritta
"volume" nell'inserto argentato sul top, una con la scritta
"tono". Come vedete dalle immagini, uno dei due 'volumi' ha
un margine danneggiato, pur restando perfettamente funzionale (quello
a sinistra nelle foto). Queste manopole sono una pietra miliare della dotazione Gibson anni '60, utilizzate su moltissimi strumenti: ES 335, L-5 e Super 400 CES, Les Paul, ES 5 Switchmaster, ES 175, e molti altri modelli, anche Epiphone. Su alcune chitarre come le Les Paul Deluxe sono state usate fino ai primi anni '70, mentre in genere sugli altri modelli sono state presenti fino al 1967. Aggiornamento Novembre 2007, ne restano disponibili solo due (scrivi per maggiori dettagli). pic2 |
75 l'una |
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quella danneggiata costa 50 euro |
| MANOPOLE GRETSCH, G-Arrow knobs. Reissue delle manopole Gretsch degli anni '50 e '60, perfette riproduzioni in ottone cromato, davvero molto, molto accurate. Sono disponibili due, e sono vendibili separatamente. Nuove, mai installate. Attenzione: solo UNA disponibile! | 20 cad. |
| GRETSCH,
BOTTONI TRACOLLA originali anni '50-'60
Tre bottoni per tracolla originali vintage, il classico bottone
Gretsch col bordo zigrinato e la filettatura. Due sono dorati (A-B) e uno è
cromato (C). I due bottoni dorati hanno segni di ossidazione. pic2 |
35 cad. |
| HOLLYWOOD
MEAZZI
Logo su placchetta metallica per chitarra italiana vintage anni '60. |
35 |
battipenna
| STAFFA
DI FISSAGGIO (BRACKET) PER BATTIPENNA ARCHTOP GIBSON,
nickel. Staffa di fissaggio per battipenna, originale vintage,
completa di vite e di asta filettata. La finitura in nickel la rendono
perfetta per tutte le archtop Gibson pre-66. Nota bene: non idonea per
le thinline stile ES 335, che hanno una staffa più piccola. Altre due immagini qui: pic2 - pic3 |
170 |
pickups, elettroniche e potenziometri
| FENDER
STRATOCASTER, SELETTORE CRL a 5 POSIZIONI, 1976-82. Selettore CRL a cinque posizioni originale, utilizzato sulle Fender Stratocaster nella seconda metà degli anni '70 e fino ai primi anni '80. Ottime condizioni e ben funzionante. |
€ 50 |
| PICKUP
DeARMOND 1100 "SUPER CHIEF", anni '50-'60, dorato
, il modello di pickup sospeso ("floating") usato per
amplificare le più prestigiose archtop senza modificarne la
struttura. In particolare proprio la versione dorata rappresentava la
prima scelta per le D'Angelico, per le Guild e per tutte le chitarre
da jazz realizzate dalle migliori case e dai più famosi liutai. A
differenza del modello 1000 Rhythm Chief, il modello 1100 ha i poli
regolabili individualmente per bilanciare l'output delle singole
corde. Il pickup è perfettamente funzionante, particolarmente potente (la lettura del tester dà un valore intorno a 15 khom) e musicale, ed è completo della rarissima staffa corta, anch'essa dorata, per il fissaggio al prolungamento della tastiera, soluzione ben più elegante dell'asta lunga che doveva essere attaccata sotto l'attaccacorde. Il cavetto, una volta disteso, è lungo circa 20 centimetri. Le condizioni estetiche sono buone, la doratura mostra la normale usura e la plastica che riveste il cavetto è un po' deteriorata. Altre immagini qui: pic2 - pic3 - pic4 - pic5 - pic6 |
1000 |
| PICKUP
GRETSCH FILTERTRON, anni '50-'60, dorato
Rarissimo pickup vintage originale Filter-Tron, il classico humbucker
realizzato dalla Gretsch alla fine degli anni '50. Questo modello con
poli e coperchio dorati equipaggiava modelli leggendari come la 6120
(e poi la Nashville), la Country Gentleman, la Country Club, la White
Falcon, la Jet Firebird, ecc. ecc. Tutto originale, mai riavvolto, mai
modificato. Al momento sotto il magnete si trovano inseriti dei
pezzettini di legno, utilizzati per la regolazione dell'altezza nella
chitarra in cui era installato, ma possono essere facilmente rimossi.
Completo delle viti di fissaggio originali. Funziona perfettamente e
suona alla grande. La doratura del coperchio è un po' usurata. Altre immagini qui: pic2 - pic3 |
600 |
| COPERCHI DORATI per PICKUP FILTERTRON GRETSCH, REISSUE. Perfette riproduzioni dei coperchi originali dei più famosi pickup Gretsch. Nuovi, mai utilizzati, completi del numero di brevetto. Due disponibili. Nella foto vedete il confronto con gli originali vintage. | 25 cad. |
| FENDER JAGUAR
BRIDGE PICKUP, 1964-65
Pickup
originale e in ottime condizioni, completo di viti di fissaggio e
coperchio in plastica originale. Ottime condizioni, avvolgimento e
cavetti originali. 6,10 kOhm. Altre foto qui sotto: pic2 - pic3 |
250 |
| FENDER JAGUAR
NECK PICKUP, 1964-65
Pickup
originale e in ottime condizioni, completo di viti di fissaggio e
coperchio in plastica originale. Ottime condizioni, avvolgimento e
cavetti originali. 6,40 kOhm. Altre foto qui sotto: pic2 - pic3 |
250 |
| POTENZIOMETRO CTS per
FENDER
JAGUAR, TELECASTER, 1965
Potenziometro originale prodotto dalla CTS nella 19ma settimana del
1965, col valore di 1 MEG, per Fender Jaguar e Fender Telecaster. Le
sue caratteristiche (valore 1 MEG con asta 'solida' e non sezionata)
lo rendono non adatto per le Stratocaster e per le Telecaster pre-67. Altre immagini qui: pic2 - pic3 |
60 |
| FENDER JAGUAR
SWITCH PLATE, anni '60
piastra
esagonale originale (circa 1964-65) in metallo con i tre switch per la
selezione dei pickup e altre opzioni tonali. Completa degli
switch originali, del condensatore originale e delle due viti di
fissaggio. Altre foto qui sotto: pic2 - pic3 |
75 |
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FENDER JAGUAR RHYTHM PLATE, anni '60
piastra
metallica originale (circa 1964-65) con il selettore del circuito
"rhythm" e le manopole a ruota per la regolazione di volume
e tono, completa di tutte le parti in plastica, dei potenziometri e
condensatori originali, delle tre viti di fissaggio e dei cavetti
originali. Altre foto qui sotto: pic2 - pic3 |
130 |
SOLO per le parti accettiamo
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pubblicità e foto vintage
| Pubblicità FENDER, "Skydiver Ad", 1964 Rara inserzione pubblicitaria in bianco e nero del 1964, originale e in ottimo stato, dalla campagna "You won't part with yours either" lanciata dalla Fender nei primi anni '60. L'immagine del paracadutista con la Jazzmaster pre CBS a tracolla è incredibile e attualissima! Sul retro, pubblicità della Gibson che raffigura Tony Mottola con una ES-355 Stereo. Originale, non una riproduzione. Il retro è visibile qui: pic2 | 40 |
| Pubblicità FENDER, "Drive-In Ad", 1963, Rara inserzione pubblicitaria in bianco e nero da un "Down Beat" del 1963, originale e in ottimo stato, dalla campagna "You won't part with yours either" lanciata dalla Fender nei primi anni '60. L'immagine rappresenta una coppia di fronte allo schermo di un drive-in, e tra loro - allora come oggi - la sagoma di una Strato! Originale pre CBS, non una riproduzione. | 40 |
| Pubblicità FENDER, Jaguar, Jazzmaster, Jazz Bass, Stratocaster, 1963, Rara inserzione pubblicitaria in bianco e nero da un "Down Beat" del Novembre 1963, originale e in ottimo stato. Tra le pubblicità Fender è una delle più rare e ricercate. A fianco dell'immagine principale sono illustrate alcune caratteristiche tecniche e i principali brevetti. Originale, non una riproduzione. |
40 |
| Foto CLARENCE GATEMOUTH BROWN, 1948 b/n, riproduzione, Si tratta di una ristampa digitale di buona qualità di un'immagine in bianco e nero che rappresenta il famoso chitarrista recentemente scomparso, mentre suona una Gibson ES-350 Premier come la mia al teatro Apollo di Harlem, NY, nel 1948. | 15 |
Questa sezione non è aggiornata al 100% e come sapete ampli ed effetti non sono al centro dei nostri interessi. Però ci capita spesso di avere tra le mani cose che potrebbero interessarvi, più o meno vintage... ma per informazioni più dettagliate solo sugli amplificatori ed effetti disponibili, tel. 090.9223030 o scrivete all'indirizzo email guitarshop@infinito.it, grazie.
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Questa sezione raccoglie alcune tra le chitarre più belle che hanno fatto parte della collezione di Real Vintage in passato: ogni link conduce ad una pagina in cui troverete le immagini dello strumento. Le chitarre in questa sezione non sono più disponibili, ma abbiamo deciso di mantenere visibili tutte le foto dettagliate perchè possano servire da utile strumento per tutta la comunità di appassionati del vintage. Potete scaricarle nei vostri archivi personali, ma non utilizzarle per altri siti, commerciali o meno, senza la nostra autorizzazione.
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