home - intro - dove - servizi - lista - links - mail

LISTA AGGIORNATA A FEBBRAIO 2012

 apri una foto alla volta cliccando sul nome - i nuovi arrivi sono in rosso

CHITARRE  BASSI  ALTRO  PARTI  ARCHIVIO

ultimi arrivi: custodia originale Gretsch anni '60 nella sezione parti - tornano nella lista dopo il restauro al binding la Gretsch Country Gentleman del '64 e la Country Club del '60 con nuove immagini. Gibson Les Paul Standard 1959 & Gibson Les Paul Standard 1960

in arrivo: Fender Precision Bass '63 Blond custom color - Fender Stratocaster slab-board, 1959, 100% originale ...

aggiornamento del 03.02.2012: In arrivo una bellissima e super-originale Stratocaster '59 slab-board e un Precision Bass pre-CBS custom color. Torna in lista la rara Gretsch Country Gentleman del '64, con caratteristiche "100% Harrison". Una rara e originale custodia Gretsch anni '60 per archtop nella sezione parti . Le nuove foto della Gretsch Country Club del '60. Due Gibson Les Paul Standard degli anni d'oro, 1959 e 1960 - da vedere assolutamente. 

 

CHITARRE

GUILD

GUILD CE 100-D, 1964 sunburst. 
Prestigiosa archtop elettrica con una spalla mancante. Condizioni eccezionalmente buone per uno strumento di oltre 40 anni fa, "near mint". Unico segno del tempo lo scrostamento "da stress" della finitura nella zona dell'attacco del manico, peraltro assolutamente stabile e solido strutturalmente. Non vi sono ritocchi, 'botte' o altri segni pesanti, nè checking della vernice. Corpo in acero laminato, tastiera in palissandro con intarsi a blocchi in madreperla, ponte in palissandro, meccaniche Grover Sta-Tites, intarsio stile chesterfield sulla paletta. Lo strumento era stato concepito come risposta alla ES 175, ma grazie ai particolari humbuckers della Guild nella loro prima versione era dotata di una propria identità ben distinta. Grande chitarra da jazz o blues, tutta assolutamente originale (anche i tasti!). 
La chitarra è accompagnata da una buona custodia rigida non originale.
front - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - neck joint - tuners

2.700 

 

FENDER

FENDER STRATOCASTER, 1964. Sunburst. 
Questa chitarra torna nella nostra collezione, che aveva lasciato nel 2003. Abbiamo messo in rete più di 50 nuove immagini, ma trovate QUI anche le foto del 2003.

Un'altra meravigliosa Strato Pre-CBS, con un incredibile manico in acero fiammato e tastiera in palissandro brasiliano con clay-dots! Spaghetti logo perfettamente conservato, paletta piccola con intensa figurazione del legno, meccaniche Kluson "double line", numero di serie "L".
La data del manico è Settembre 1964, quelle dei tre potenziometri sono 28ma settimana del '64. Lo strumento, oltre alla bellezza dell'aspetto e del suono, ha alcune interessanti particolarità: tra queste spicca la presenza di tre pickup con la stessa data, 15 Ottobre '64, ma il primo è del vecchio tipo col fondo nero e il timbro giallo, quello centrale ha lo stesso timbro giallo con la data ma il fondo grigio (ed è la prima volta che vedo un grey-bottom pickup con la data timbrata), il terzo infine ha il fondo grigio e la stessa data scritta a mano... come dire, una panoramica completa della transizione tra black-bottom e grey.
Altra caratteristica transizionale è il battipenna, assolutamente originale, un po' "imbarcato" e con le tipiche spaccature accanto al pickup al manico, ma già del tipo in plastica bianca e non in celluloide. Anche in questo caso, si tratta di uno dei primissimi white guards, introdotti proprio sul finire del '64.  Tutte le altre parti in plastica sono originali. Finitura sunburst conservata molto bene, solo una piccola traccia da cintura sul fondo che arriva fino al legno e un lieve sbiadimento del rosso sotto il braccio destro, e qualche piccola area lungo i margini esterni, documentata dalle immagini, in cui la vernice lascia trasparire il legno. Ma in generale, definirei lo strumento in condizioni Excellent+, tanto per fare "l'americano" anch'io.
Tutto l'hardware è originale e in buone condizioni, con tracce di ruggine sul ponte: Le meccaniche Kluson Double-Line sono originali, ben funzionanti e non vi sono tracce (nè visibili nè invisibili) di altre meccaniche mai installate. Probabilmente ritastata con tasti di dimensione corretta e nuovo capotasto.
Il selettore a tre posizioni attualmente installato è nuovo (ma con la vecchia manopolina originale), ma l'originale è in dotazione... sinceramente non so se e come possa essere riparato, ma non credo sia impossibile. Per il resto, tutto è al 100% originale, compresi i potenziometri, le manopole, la leva tremolo, il ponte e le sellette, il copri-molle sul fondo.
Questa spettacolare Stratocaster trova nel manico fiammato il suo vero punto di forza. Non solo per la bellezza, ma anche per il profilo confortevole e l'action perfetta. Il corpo è in leggero ontano, con un profondo contour. I pickup suonano tutti senza problemi, e la chitarra ha il classico pre-CBS sound che rende questi strumenti una vera leggenda.
E' dotata di una bella custodia originale Fender in tolex nero, corretta per l'anno, ma probabilmente destinata ad una Jazzmaster, data la forma della tasca interna più squadrata e le dimensioni leggermente più grandi.

foto 2008 - foto 2003

18.500

 
FENDER STRATOCASTER, 1964-65
Una Stratocaster eccezionale, dal grande suono e originale al 100%, assemblata e uscita dalla fabbrica nei primi mesi del 1965 con tutte le caratteristiche dell'ultimo periodo pre-CBS: logo transizionale, serie L,  battipenna bianco e tastiera in palissandro brasiliano con dot in madreperla. La data del manico è Marzo '65 mentre tutti gli altri elementi portano date del 1964: in particolare i potenziometri sono marchiati 22ma settimana del '64 mentre i pickup dal fondo grigio hanno data 17 e 18 Settembre 1964. La chitarra appartiene al periodo di transizione tra la datazione col timbro giallo e quella a matita e infatti entrambi i tipi sono qui rappresentati, un po' come nei pickup dell'altra '64 che vedete qui in lista, datati  Ottobre '64. In sostanza, quando la chitarra ha lasciato la fabbrica nei primi mesi del '65 la CBS aveva già acquistato la Fender, ma non era ancora minimamente intervenuta nei processi produttivi.
Corpo in ontano con bellissima finitura sunburst tre-toni, generalmente ben conservata e non sbiadita, con tracce normali di usura lungo i margini del body - in particolare sotto il braccio destro e sul punto di attrito del plettro sul cutaway - qualche graffio e sbucciatura, lieve checking e niente più. Il manico in acero con tastiera in palissandro ha una splendida usura "da suono" che lo rende piacevolissimo al tatto, anche grazie ad un profilo davvero eccezionale. La prima sensazione che si prova imbracciando questa Strato è quella di uno strumento "da musicista", nato per essere suonato. Ma non manca nessun requisito per farne anche una chitarra "da collezione": assoluta originalità di ogni componente, dalle meccaniche Kluson Deluxe "double-line" al ponte con sellette Pat. Pend, ad ogni elemento del circuito elettrico (cavi, selettore, pickup, potenziometri, condensatore, jack), al logo transizionale un po' graffiato, alle parti in plastica (manopole, battipenna, copri-pickup). Tutto assolutamente in ordine.
La chitarra suona benissimo, è davvero difficile metterla giù. L'action è perfetta e si suona senza sforzo. E' dotata della sua leva tremolo ma mancano il copri-ponte e lo sportellino posteriore che copre le molle. La custodia originale in black-tolex è una delle primissime con il logo Fender non sottolineato e a parte una chiusura non funzionante è in ottime condizioni tanto estetiche quanto funzionali. 82 immagini in rete per voi!

foto

16.000

 
FENDER TELECASTER, 1966
Blond. Ecco un'altra perfetta Tele della metà degli anni '60: le caratteristiche "estetiche" più appariscenti sono la finitura in condizioni eccellenti, la minima ossidazione delle parti metalliche, e soprattutto una spettacolare tastiera in palissandro brasiliano figurato. Logo transizionale in parte usurato, ma ben chiaro e leggibile. Meccaniche originali Kluson Deluxe "double-line". Segnatasti in madreperla.
Il manico è datato Luglio 1966, e i due potenziometri sono della 42ma settimana del 1965. Il pickup al ponte, che potete vedere disassemblato in varie immagini, è del vecchio tipo con la protezione dell'avvolgimento in corda, e presenta il solito nastro tra la base e la piastra metallica (si vedano anche le altre Tele qui in lista e nell'archivio) che qui impedisce di leggere un'eventuale data scritta a matita, anche se dei segni illeggibili di matita sono visibili già così. Il circuito è già quello tipico della seconda metà degli anni '60, con i due pickup selezionabili individualmente o in coppia e sempre con controllo di tono e volume, e infatti è presente il secondo piccolo condensatore da .001 MFD al potenziometro del volume.
Tutto assolutamente originale: potenziometri, pickups, selettore, circuiti elettrici e cavetti, viti, ponte e sellette, presa del jack, manopole, meccaniche, capotasto. Battipenna in plastica bianca integro e con un minimo allargamento dell'accesso al truss-rod. La finitura blond mostra minime tracce di checking, nessuna usura da cintura, qualche traccia più chiara nei punti di attrito col braccio destro, pochi normali segni di urti, e normale usura lungo i margini del corpo, più accentuata sulla spalla superiore nel punto di contatto col petto del musicista. Per fortuna della chitarra - e vostra - un altro Telecasteriano Seduto. 
Il manico ha un'usura normale, non particolarmente accentuata, e la paletta ha sul retro un checking finissimo ma evidente. Unico neo: era stato aggiunto un secondo abbassacorde sulla paletta, che però è stato rimosso: è quindi visibile il piccolo forellino richiuso e ritoccato. Non è un dramma, lo so, ma c'è e va detto. C'è anche una macchiolina sul palissandro della splendida tastiera, che peraltro rappresenta davvero la maggiore attrattiva visuale della chitarra. 
Questa Tele suona benissimo in tutte e tre le posizioni del selettore e non ha problemi di tasti o di action: è esattamente quello che sembra, cioè un inno alla semplicità e all'efficienza di un mito degli anni '50 e '60, con quella punta di cattiveria nel suono che ci fa amare tanto le Telecaster, e in condizioni di conservazione eccezionali. La custodia rigida è anch'essa originale e in condizioni più che eccellenti, con il logo Fender "non sottolineato" tipico del 1966.

foto

  9.000

 
FENDER TELECASTER THINLINE, 1968, natural/maple-cap
Che chitarra spettacolare! Una Telecaster Thinline del primo anno di produzione, 1968, in condizioni eccezionali e originale al 100%. Tra gli strumenti concepiti nell'era CBS della Fender, la Thinline rappresenta il momento più felice ed è oggi una delle pochissime chitarre CBS considerate un vero classico.
Il corpo, con finitura natural, è realizzato in frassino figurato dalle bellissime venature, il cui effetto è accentuato dall'incollaggio "bookmatched" del fondo e dall'utilizzo di una tavola particolarmente figurata per il top. Il manico in acero è anch'esso notevolmente figurato ed è dotato della tastiera incollata nella stessa essenza, la ricercatissima "maple-cap" che sulle Thinline rappresentava la scelta più frequente. Anche l'altra '68 che abbiamo avuto tempo fa adottava questa soluzione. Sarà anche interessante approfondire il confronto tra i due strumenti, che presentano analogie e differenze tipiche di un periodo transizionale.
Il manico è datato Ottobre 1968 (l'altra era datata Novembre), la paletta porta il classico logo nero CBS e non vi sono mai state installate altre meccaniche oltre alle originalissime unità "F", perfettamente funzionanti. Nessuna modifica di nessun tipo, nessun abbassacorde aggiunto e praticamente zero usura. Rimuovendo il manico dal corpo e sollevando il battipenna notiamo un particolare interessante: naturalmete è ancora presente la scanalatura diagonale che fino alla fine degli anni '60 alloggiava i fili della connessione tra il pickup al manico e i potenziometri, ma al suo interno non è perforata e i fili non vi passano! Passano invece attraverso un canale realizzato attraverso il body introducendo il trapano dalla zona dell'incavo per il manico fino a raggiungere il vano potenziometri: cioè è uno dei primissimi esempi della soluzione adottata alla fine degli anni '60 ma concepita già nel 1967, anno a cui risale il progetto di tale nuovo schema che illustriamo in una foto. In questo caso, quindi, coesistono la nuova soluzione e il vecchio tipo di body, uscito ancora scanalato dal reparto liuteria ma utilizzato secondo il nuovo schema operativo.
Il battipenna originale è a tre strati, con quello superiore in plastica madreperlata. E' lievemente deformato per il naturale "ritiro" della plastica e ha una piccola spaccatura in corrispondenza di una delle viti. L'elettronica su questa prima versione della Thinline è quella classica e amatissima delle Telecaster solid-body, con i due single-coil e la tipica piastra dei comandi. I potenziometri sono datati 12ma settimana del '66. Le saldature sono tutte originali, così come i condensatori, il selettore, il jack e non vi è traccia della minima modifica. Il pickup al ponte, disassemblato, non rivela una data leggibile a causa del tipico nastro crespato posto tra la base e la piastra metallica, che ne lascia intravedere solo una cifra (un 6 o un 9) apposta col timbro caratteristico di quel periodo.
L'hardware è tutto originale: il ponte con le sellette scanalate, le manopole zigrinate (una lieve differenza tra le due è tipica del periodo, in cui si trovano spesso accoppiate manopole metà e fine anni '60), la manopolina "top-hat" dello switch marchiata Daka-Ware, ecc. ecc.
Anche il corpo è in condizioni eccellenti, sono presenti piccole zone usurate sul retro in corrispondenza della cintura e dei punti di contatto col corpo del musicista, e qualche piccola traccia di urti evidenziata in foto.
Questa Thinline suona davvero bene, con tutta la cattiveria di una Telecaster "giusta" e un buon bilanciamento tra i due pickup. E' davvero un piacere e il manico è scorrevole e dritto. Zero problemi per una grande chitarra degli anni '60, dall'estetica e dal suono mozzafiato e assolutamente pronta per il palco!
E' accompagnata dalla sua custodia rigida originale in black tolex con logo Fender, in condizioni altrettanto eccellenti.

foto

  6.700

 
FENDER TELECASTER, 1968, Blond, maple-cap neck. Chitarra originale al 100%, estremamente leggera, in condizioni eccellenti.
Il corpo in frassino ha ancora le caratteristiche '67, con il canale diagonale per il passaggio dei cavi, la finitura blond trasparente che lascia vedere le venature del legno e un peso particolarmente contenuto. Il manico in acero, verniciato in nitrocellulosa, ha la tastiera anch'essa in acero, caratteristica che rende la chitarra ancor più rara e desiderabile. Tutto, assolutamente tutto è originale e non ha subìto nessun tipo di modifica. La paletta ha il logo nero e le meccaniche Fender; sono originali sia il capotasto che i tasti, rifilati più volte ma ancora in condizioni di buona funzionalità. Sia tastiera che manico mostrano segni evidenti di usura, con un look tipicamente vintage. Il body ha la finitura blond piuttosto ingiallita nelle aree esposte e segni di usura che solo lungo i margini arrivano fino al legno, più un paio di piccole 'sbucciature' sul top, una dietro al ponte e una accanto al battipenna. Hardware cromato con segni di ruggine specie sulle manopole di tono e volume.  Il ponte ha le sellette scanalate originali. Il circuito elettrico è tutto originale e comprende due potenziometri della 17ma settimana del '66, il selettore a tre vie, i due pickup le cui saldature non sono mai state toccate. Il pickup al ponte reca la data dell'agosto '68. La stessa data è riportata sulla base del manico.
La chitarra ha un manico dritto e dal profilo molto 'comodo', e grazie ad un'action bassa risulta particolarmente facile da suonare. Il suono è tipico delle Tele della metà degli anni '60, tagliente ma non sottile, aggressivo, preciso e potente.
In definitiva si tratta di uno strumento vintage in ottime condizioni funzionali ed estetiche, pronto per suonare, al quale la leggerezza e il look donano quel pizzico di fascino mid-60s in più che manca alle chitarre fine anni 60. In sostanza l'unica differenza rispetto ad una '65-'66 è costituita dal logo, dalle meccaniche e dalle sellette del ponte... e naturalmente dal prezzo! Ma se in una chitarra vintage cercate la sostanza, cioè l'originalità, il look e il suono, beh, qui di sostanza ce n'è quanta ne volete.
Questa Telecaster è accompagnata dalla sua custodia originale in black tolex con logo Fender in ottime condizioni. 
front - flashlight - in case - body1 - body2 - body3 - body4 - back - body back - body back 2 - detail - headstock - logo - knobs - bridge - fretboard - no guard - pickup1 - pickup2 - pickup3 - selector - pots1 - pots2 - pots3 - neck date - neck pocket - neck plate - tuners1 - tuners2 - wear1 - wear2 - neckwear1 - neckwear2 - case

  7.800

 

FENDER JAZZMASTER, 1965
Sunburst, bellissima Jazzmaster transizionale del primo periodo CBS della Fender, prodotta verso la fine del '65: come tutte le Jazzmaster e le Jaguar realizzate in quei mesi, la tastiera presenta sia i dot in madreperla che il binding (filettatura).
Si tratta di una chitarra originale al 100%. Il manico ha la data del Novembre 1965 mentre i potenziometri sono datati 30ma settimana dello stesso anno.
Il circuito elettrico è quello classico del modello, in cui uno switch serve ad attivare i comandi posti sulla parte inferiore del body (volume, tono, selettore dei pickup), oppure un seconda coppia di controlli con potenziometri a rotellina per un timbro più morbido concepito per l'accompagnamento. I pickup sono i larghi e piatti single-coil che da sempre contraddistinguono questo modello. Tutto è perfettamente originale, sia nell'hardware che nella parte elettrica, in cui neppure una saldatura è stata modificata.
L'hardware comprende il ponte con sellette filettate, tipico di Jaguar e Jazzmaster, la piastra del "floating tremolo", e le meccaniche Kluson Deluxe "double-line" originali e ben funzionanti. Non vi sono grandi segni di ossidazione e tutto funziona ancora molto bene.
Il corpo asimmetrico è in ontano, piuttosto leggero. Il manico è in acero con una bella tastiera in palissandro brasiliano con dots in perla. Sia la tastiera che il retro del manico mostrano tracce di usura, ma la suonabilità è davvero eccellente grazie ad un'ottima action e a tasti in condizioni ancora buone. La bella finitura sunburst si è conservata molto bene, con una modesta scoloritura del rosso nelle parti esposte alla luce, evidenziata solo dal confronto con le parti nascoste dal battipenna. Sia sul fondo che lungo i margini del body sono presenti tracce di normale usura, che, così come il leggero e uniforme checking, non compromettono minimamente il fascino e la bellezza di questo vero gioiello degli anni '60.
I pickup dal fondo grigio suonano molto bene in tutte le combinazioni attivate dal selettore. Uno di essi reca ancora la data del 28 Dicembre 1965 scritta a matita sulla base dell'avvolgimento.
La custodia rigida originale americana in black tolex appare in ottime condizioni, anche se è priva dello scomparto interno, perduto chissà quando, e ha una chiusura rotta e la maniglia riparata alla meno peggio. Mancano la leva tremolo originale e il copri ponte metallico. In definitiva si tratta di una chitarra davvero bella, tenuta ottimamente, leggera e pronta per suonare, e ovviamente originale in tutte le sue parti.

foto

4.400

 
FENDER JAZZMASTER, 1965
Sunburst, tipica Jazzmaster del periodo transizionale che va dalla fine del '65 alla prima parte del 1966: la caratteristica di queste chitarre, così come pure delle Jaguar dello stesso periodo, è quella di avere la tastiera con i dot in madreperla e il binding (filettatura). Come saprete già, fino alla prima metà del '65 i manici erano privi di binding, e dopo la metà del '66 i dot vennero sostituiti dai segnatasti a blocchi rettangolari.
La chitarra è originale al 100%. Il manico riporta la data dell'Ottobre 1965 e i potenziometri sono datati '64 e '65. Il numero di serie sulla placchetta con la F potrebbe indicare già le prime settimane del 1966 come periodo di uscita dalla fabbrica, ma tutti gli elementi (datati e non) la classificano come una fine '65.
Il circuito elettrico è quello classico di questo modello: lo switch sul "corno" superiore può attivare i comandi posti sulla parte inferiore del body (volume, tono, selettore dei pickup), o un seconda coppia di controlli con potenziometri a rotellina per un timbro più morbido pensato per l'accompagnamento. I pickup sono i classici single-coil larghi e piatti da sempre associati a questo modello. Neppure una saldatura è mai stata rifatta o alterata: perfetta originalità nella parte elettrica, come in tutto il resto della chitarra.
L'hardware cromato comprende il ponte con sellette filettate, tipico di Jaguar e Jazzmaster e completo del coperchio metallico originale, la piastra del "floating tremolo" completa di leva originale, e le meccaniche Kluson Deluxe "double-line". Nessuna traccia di modifiche, nessun foro aggiuntivo, nessun'altra meccanica mai installata.
Il corpo dalla sagoma asimmetrica è in ontano, il manico in acero ha una bella tastiera in palissandro brasiliano con dots in perla, il battipenna è in plastica tartarugata. La bella finitura sunburst si è conservata piuttosto bene, con la tipica scoloritura del rosso nelle parti esposte alla luce, evidente dal confronto con le parti nascoste dal battipenna e con un'area del top in cui era applicato un adesivo, ora rimosso, la cui sagoma si intravede ancora proprio per la mancata scoloritura del rosso in quella zona. Sul fondo, l'immancabile usura da cintura.... ma tutto sommato la chitarra si presenta in condizioni estetiche veramente eccellenti.
La tastiera è una delle ultime col palissandro brasiliano, le cui venature sono particolarmente gradevoli alla vista, ed è in ottime condizioni. Ottima action, angolo del manico perfetto, anche grazie ai due "spessori" di carta inseriti nell'incastro col body - anche questi, manco a dirlo, originali e tipicamente Fender! I pickup suonano molto bene, e in particolare il circuito "principale" (quello con le manopole bianche) ne esalta l'inconfondibile timbro.
La custodia è quella originale americana in black tolex, ancora in pieno stile '65 e quindi senza il logo Fender, non priva di segni del tempo ma in ottime condizioni e ancora molto robusta.

foto

4.500

 

vedi anche la sezione bassi

GIBSON

GIBSON LES PAUL STANDARD, 1959
Faded Ice-Tea sunburst, plain-top. Chitarra strutturalmente integra e originale, con l'eccezione dei pickup-rings e della custodia.
Una tipica "Burst" dell'anno più desiderato, il 1959, reso leggendario dall'ineguagliabile profilo del manico. La finitura originale è in ottime condizioni, il colore del sunburst del top si è sbiadito nel corso degli anni schiarendosi fino ad assumere la tonalità tipica dell'Ice-Tea Burst e presenta modeste tracce di usura; quello che in apparenza sembra un forellino sul top è in effetti una piccola porzione circolare di vernice lucida "saltata" (questo dettaglio è illustrato in due immagini dedicate). Vi è invece qualche segno di cintura sul fondo oltre ad un'area in cui la vernice è usurata fino al legno, in corrispondenza del punto di contatto col corpo del musicista.
I pickup sono i Patent Applied For (PAF) con coperchio nichelato ri-saldato dopo temporanea rimozione; quello al ponte è ancora rimovibile e rivela le bobine "double-white" del PAF. Purtroppo gli anelli in plastica non sono gli M-69 originali ma modelli successivi. Originali invece tutte le altre parti in plastica: il battipenna, i coperchi posteriori, la piastra del jack, l'anello e la manopola dello switch, le manopole "bell" dorate. Tutto l'hardware è originale: ponte tune-o-matic ABR-1 privo del filo che trattiene le sellette metalliche, attaccacorde "stop-bar" in alluminio nichelato, meccaniche Kluson Deluxe single-line/single-ring i cui bottoni a tuilpano sono originali (uno solo mostra segni di ritiro). Il circuito elettrico è tutto originale, inclusi i condensatori Sprague "Bumble Bee", i potenziometri e i cavetti.
Purtroppo la custodia "California Girl" originale è andata perduta e lo strumento è accompagnato da una normale custodia rigida.
Uno splendido e integro esempio di "Burst" con le normali tracce di una vita di musica, un grande look e un grande suono.

Questo strumento NON si trova nel negozio di Milazzo. Saremo comunque lieti di rispondere a consapevoli richieste di informazioni provenienti da collezionisti che dimostrino una serietà commisurata al valore eccezionale dello strumento. Un'eventuale ispezione "dal vivo" potrà essere concordata a determinate condizioni solo a fronte di un reale e concreto interesse verso l'acquisto. Grazie.

foto

 

email: realvintage@realvintage.it 

 

GIBSON LES PAUL STANDARD, 1960
Cherry sunburst, "pinstripe" flamed-top. Chitarra completamente originale con le seguenti annotazioni: coperchi dei pickup rimossi e reinstallati, meccaniche Kluson originali reinstallate dopo la temporanea installazione di Grover, custodia rigida originale.
Una bellissima "Burst" dell'ultimo periodo, col caratteristico colore cherry-sunburst ancora molto acceso, in ottime condizioni e con tutte le parti originali, caratterizzata da un top fiammato in modo spettacolare con le sottili venature trasversali che contraddistinguono la figurazione definita "pinstripe". Lo strumento è strutturalmente integro. Modeste tracce di usura, qualche segno di cintura sul fondo, qualche screpolatura nella vernice alla base del manico; sul fronte della paletta si vedono le tracce delle rondelle delle Grover, mentre sul retro l'impronta delle Grover è coperta dalla piastra delle meccaniche originali reinstallate e se ne intravede solo il margine inferiore (a questo dettaglio sono dedicate le ultime due foto). Per il resto uno strumento veramente perfetto.
Pickup Patent Applied For (PAF) con coperchio nichelato ri-saldato dopo temporanea rimozione e anelli in plastica M-69 originali, come le altre parti in plastica: battipenna, coperchi posteriori, piastra del jack, anello e manopola dello switch, manopole "metal-cap" tipiche delle Burst del 1960. Hardware originale: ponte tune-o-matic ABR-1 privo del filo che trattiene le sellette metalliche, attaccacorde "stop-bar" in alluminio nichelato, meccaniche Kluson Deluxe single-line/double-ring con bottoni originali con evidenti segni di ritiro. Anche il circuito elettrico è tutto originale, inclusi i condensatori Sprague "Black Beauty", i potenziometri e i cavetti.
La custodia rigida brown è in condizioni eccezionali e totalmente originale - è il modello con top quasi piatto e chiusura a 4 punti, associato generalmente alle Les Paul del periodo ancora precedente.
Una chitarra davvero incredibile per bellezza, rarità, originalità e suono.

Questo strumento NON si trova nel negozio di Milazzo. Saremo comunque lieti di rispondere a consapevoli richieste di informazioni provenienti da collezionisti che dimostrino una serietà commisurata al valore eccezionale dello strumento. Un'eventuale ispezione "dal vivo" potrà essere concordata a determinate condizioni solo a fronte di un reale e concreto interesse verso l'acquisto. Grazie.

foto

email: realvintage@realvintage.it 

 

GIBSON L-4, 1923
Sunburst. Una archtop in condizioni stellari nonostante i quasi 90 anni di vita, realizzata nella cosiddetta "Era Loar" della Gibson, gli anni in cui la Casa di Kalamazoo era affidata alla guida tecnica di Lloyd Loar, una delle figure più importanti nella storia della chitarra americana. Proprio Loar in quegli stessi anni progettava e realizzava la prima archtop moderna, quella L-5 di cui potete vedere nella nostra
collezione privata uno dei 24 esemplari che portano la firma del loro autore.
A differenza della L-5, la L-4 era ancorata saldamente alla tradizione di fine Ottocento. Non essendo ancora state introdotte le innovazioni tecniche che avrebbero caratterizzato il nuovo modello (le buche ad f, la tastiera sopraelevata rispetto alla cassa armonica, ecc.), la L-4 che pure rappresentava la punta di diamante della produzione Gibson, aveva una buca ovale e il manico con 12 tasti liberi dal body, la cui tastiera era incollata alla tavola armonica per tutta la parte terminale, dal 13mo tasto in poi. Lo strumento che vedete qui illustrato è un esempio impeccabile di questo modello.
Il corpo ha la tavola armonica in abete e fasce e fondo in betulla (come le prime L-5) invece che in acero. Il manico, corposo e dalla pronunciata sagoma a V, è in mogano in due pezzi. La paletta presenta il logo in madreperla "The Gibson" in corsivo, e meccaniche intarsiate di grande precisione e ottimamente funzionanti, dello stesso tipo installato sulle L-5 a parte il materiale dei bottoni, che qui sono in materiale simil-avorio, mentre sono in vera madreperla sulla L-5. Identico alla L-5 anche l'attaccacorde a trapezio nichelato con identica data di brevetto (19.07.1910), e il ponte in ebano anch'esso stampato con la data del brevetto (18.01.1921). Diverso è invece il battipenna in celluloide: infatti la staffa di fissaggio è ancora realizzata col sistema a morsa tipico dei primi anni del Novecento e che ritroviamo sulla Harp Guitar Style U sempre visibile nella nostra
collezione privata, e tanto la parte in plastica quanto quella in metallo riportano le rispettive date di brevetto (rispettivamente 30.03.1909 e 04.07.1911). 
La buca ovale è finemente decorata da una rosetta intarsiata con motivi romboidali ed è chiusa dal binding color avorio che borda tutto lo strumento. La tastiera è in ebano e ha la terminazione appuntita come nella L-5. Uno dei bottoni delle meccaniche era stato sostituito, ma siamo stati in grado di ricostruirlo fedelmente con un'ottima riproduzione (vedete le foto col confronto tra nuovo e originale)... un dettaglio del quale probabilmente non vi sareste accorti se non ve lo avessimo segnalato... ma sapete come funzionano le cose da Real Vintage!
La chitarra è in condizioni assolutamente eccezionali. Non vi sono cracks, lesioni di nessun tipo, il truss rod funziona correttamente ma non vi è alcun bisogno di interventi sull'action. La suonabilità è eccellente, così come il suono - "antico", come l'odore di resina che emana dallo strumento e che affascina dal primo momento in cui si apre la custodia. I tasti, piccoli come nella tradizione del tempo, sono ancora quelli originali. Lo strumento è stato accudito con grande cura da una famiglia di musicisti che hanno saputo conservarlo come meritava.
La custodia, in ottimo stato a parte la maniglia mancante, è di per sè un oggetto di grande valore, essendo lo stesso modello usato per le L-5 e quindi molto ricercato dai collezionisti. Abbiamo però preferito non intaccare l'integrità dello strumento privandolo della protezione che l'ha conservato così bene per quasi un secolo. Una chitarra eccezionale, una pagina di storia della Gibson e della musica americana.

foto

HOLD

 
GIBSON L-5, 1947
Sunburst. Un impeccabile esempio della più classica tra le archtop acustiche. Il modello introdotto nel 1922 da Lloyd Loar e del quale trovate nella mia
collezione personale tutti i principali "passi" evolutivi, è qui rappresentato in una delle sue forme più amate: la versione della metà degli anni quaranta, con body da 17 pollici e incatenatura parallela del top in abete. Manico, fasce e fondo sono in acero figurato. Tastiera in ebano con intarsi in madreperla, ponte in palissandro. Binding multiplo su paletta, corpo e battipenna in plastica tartarugata. L'hardware, tutto originale, comprende le meccaniche originali Kluson Seal-Fast (quella del sol è leggermente piegata) e l'attaccacorde a trapezio col regolatore di tensione vari-tone.
Lo strumento appartiene alla prima generazione di chitarre realizzate dopo la guerra ed è ancora caratterizzato dal logo pre-war in corsivo. Si tratta di una chitarra eccezionalmente bella e ben tenuta, dai legni splendidi - in particolare l'acero marezzato del fondo - e totalmente originale (unica eccezione il bottone per la tracolla). La curvatura del top non ha segni di cedimento, il ponte ha la base perfettamente sagomata sul profilo del top e l'angolo del manico con il corpo è assolutamente impeccabile, per un'action agevole anche con le corde .013 che sono al momento installate.
La finitura sunburst è originale e in ottimo stato. Nessuna traccia di perdita di colore o di usura particolarmente evidente, solo il normale checking e qualche piccolo graffio superficiale. In un punto, documentato dalle immagini, il binding si è leggermente staccato dal legno.
La custodia è quella originale nera con la linea rossa che corre lungo il margine, un modello particolarmente prestigioso e ricercato, utilizzato fin dagli anni '30 per i modelli di punta della linea Gibson, probabilmente una delle ultime di questo tipo.
Uno strumento eccezionale, una chitarra dal suono poderoso e definito, perfettamente in ordine come liuteria e tutta originale, per il musicista e il collezionista più esigente.

foto

HOLD

 
GIBSON LES PAUL JUNIOR, 1957
Una Junior del '57 non ha rivali. Il manico, la semplicità ed eleganza dell'allestimento e del look, la grinta del suono, la leggerezza... che magica combinazione! La chitarra che vedete in queste foto è eccezionalmente sana e integra - e originale al 100%.
Corpo e manico interamente in mogano con tastiera in palissandro brasiliano dalle belle venature. Singolo pickup P-90 originale e integro dal suono eccezionale. Meccaniche Kluson Deluxe "no-line", tipica combinazione ponte/attaccacorde stile "stud", battipenna in plastica nera. Nessuna alterazione al circuito elettrico, completo dei potenziometri originali e del condensatore stile "bumble-bee". Saldature mai toccate. Logo dorato in decalcomania. Manopole dei potenziometri stile "bell-knob" dorate. Ogni elemento è assolutamente originale e in ottime condizioni.
I segni del tempo si identificano in uno splendido "checking" della bella finitura sunburst, in qualche urto qua e là, in qualche evidente traccia di usura sul manico. Nel corso degli anni era stato aggiunto un bottone di tracolla sul retro del body, oggi rimosso, e le meccaniche Kluson 3x3 erano state sostituite da Kluson individuali. Di tale modifica non è rimasta alcuna traccia visibile: infatti le originali Kluson "no-line" ancora stile '56 sono state reinstallate sulla chitarra e sono perfettamente funzionanti
anche se i bottoni in plastica sono un po' deformati dal tempo, e l'impronta delle altre meccaniche è totalmente nascosta dalla loro piastra di fissaggio. Un piccolo "2" impresso sul retro della paletta sopra il numero di serie e appena visibile rivela che questo strumento era classificato come "factory second", per qualche piccola lacuna estetica (una scheggiatura nei legni, una sbavatura della vernice) oggi non identificabile e certamente abbondantemente superata dagli onesti segni del tempo.
La chitarra è accompagnata da una custodia rigida non originale TKL di ottima fattura e perfettamente calzante sullo strumento. Uno strumento davvero notevole per valore collezionistico e musicale, assolutamente privo di problemi e in ottime condizioni!

foto

7.000

 
GIBSON LES PAUL JUNIOR, 1958
Originale al 100%, la più spartana e cattiva delle Les Paul. Stavo per dire la più economica, ma questo poteva dirsi di tanti anni fa viste le quotazioni da capogiro oggi raggiunte dal modello. Introdotta come Les Paul "entry-level", la Junior era caratterizzata dall'estrema semplicità costruttiva, che unita alle elettroniche altrettanto essenziali ne aveva fatto immediatamente uno strumento enormemente diffuso tra i giovani musicisti che non potevano avventurarsi su scelte più costose, ma non volevano rinunciare alla qualità Gibson.
Il corpo a singola spalla mancante è in un unico pezzo in mogano, senza bombatura e col top verniciato in un bel colore sunburst, leggermente sbiadito dal tempo (vedi la foto con battipenna e coperchio del pickup smontati). Il '58 è proprio l'ultimo anno della versione single-cutaway, la più amata e ricercata dai collezionisti di tutto il mondo. Il manico, saldamente incollato al body, è anch'esso costituito da un unico pezzo di mogano, con tastiera in palissandro brasiliano annerito dal tempo e dall'uso e segnatasti dot. Il profilo del manico è eccezionalmente confortevole, un classico '58 "robusto" e rotondo senza essere eccessivo. La paletta presenta il logo Gibson e il nome del modello in decalcomania, ed è equipaggiata con le originali meccaniche Kluson Deluxe single-line, che hanno anche i bottoni ovali in plastica originali.
Il top ospita un semplice battipenna nero fissato con appena 3 viti, integro, le due manopole originali di tono e volume e il singolo P-90 con coperchio in plastica. Il pickup originale è potente e aggressivo, e unito al calore del mogano rende unica la timbrica di queste chitarre! Il ponte è in realtà una combinazione ponte-attaccacorde del tipo wrap-around, in cui le corde sono avvolte attorno alla barra in alluminio saldamente avvitata al top con un'inclinazione già impostata in fabbrica, ulteriormente regolabile grazie a due piccole viti esagonali. Anche questo semplice ma efficace elemento di hardware arricchisce di colore e sustain il suono delle Junior.
Il fondo è in mogano naturale dalle belle venature e ospita lo sportellino di accesso ai potenziometri, le cui saldature sono originali e ai quali è connesso l'originale condensatore "bumble-bee" prodotto dalla Sprague.
La chitarra mostra uniformi tracce di checking (a dire il vero, bellissime), usura lungo i margini e qualche graffio più accentuato sul fondo. In generale comunque si tratta di uno strumento molto ben tenuto, robustissimo e tutto originale, con un suono eccezionale e un manico da sogno, e l'aria di guerriero della strada che tanta parte ha nel fascino delle Jr.
Unico neo, se così si può considerare, una bella custodia rigida nuova SKB perfettamente calzante sulla chitarra e molto robusta. Avremmo preferito trovare la sua vecchia "gator-case" ma ... va bene lo stesso!

foto

7.500

 
GIBSON ES 125 TCD, 1961
Leggera, semplice, aggraziata e con due cattivissimi P90. La ES-125 è da sempre una delle thinline più amate. Lo strumento che vedete qui è stato realizzato nel 1961 e presenta tutte le specifiche tecniche tipiche del modello: corpo a cassa sottile in acero, manico in mogano, tastiera e ponte in palissandro. La finitura è cherry su corpo e manico, e cherry sunburst sul top. Qui il rosso è sbiadito rispetto al colore originale, come si nota rimovendo battipenna e pickup, assumendo una gradevole colorazione rosso-ambrata.
L'hardware originale comprende l'attaccacorde a trapezio, il ponte, le manopole "reflector" dorate, il battipenna in semplice plastica tartarugata. Per un breve periodo è stato installato un vibrato Bigsby, che però non ha lasciato nessuna traccia visibile, ma solo i forellini totalmente nascosti dalla piastra di fissaggio del trapezio originale, ora reinstallato. Le meccaniche sono le Kluson Deluxe 3x3 tipiche del modello: quelle che sono installate, tuttavia, appartengono al periodo 1964-68 come si evince dalla scritta Kluson Deluxe su due linee verticali separate. Le originali del '61 erano invece le "single-line" con la stessa scritta inserita in un'unica linea centrale. Altre tracce nascoste sotto la piastra delle Kluson rivelano l'installazione per qualche tempo di meccaniche Grover. Il soli indizi visibili sono alla base delle due piastre e sul fronte della paletta, dove le rondelle delle Grover hanno lasciato la tipica impronta. La manopola del selettore dei pickup non è originale.
I pickup sono perfettamente originali in ogni parte, sono ben bilanciati e hanno un gran suono. Il legno della tastiera ha un'usura abbastanza accentuata nelle prime posizioni, ma i tasti sono in ottimo stato e la sensazione al tocco è di grande scorrevolezza, anche grazie ad un'ottima action e ad un manico dritto e privo di problemi.
La finitura è totalmente originale e presenta normali segni di usura, con un bel checking diffuso e senza aree particolarmente deteriorate. Strutturalmente solidi sia l'incastro corpo-manico che la paletta.
La chitarra è accompagnata da una buona custodia rigida non originale, ben adattata allo spessore e alle dimensioni dello strumento.

foto

2.900

 

GIBSON SG LES PAUL JUNIOR, 1962
La versione SG della Les Paul Junior, contraddistinta dall'attaccacorde "wrap-around" con selletta pre-compensata e dal P90 con coperchio nero dog-ear. La firma di Les Paul è ancora ben presente sulla paletta, da dove scomparirà qualche tempo dopo lasciando alla chitarra il solo nome di SG.
Corpo e manico in mogano, tastiera in palissandro con intarsi "dot" in madreperla, logo Gibson dorato in decalcomania.
Lo strumento è in condizioni molto buone ed è dotato di tutte le parti originali, con l'unica eccezione del condensatore nel vano dei potenziometri. Questi ultimi sono entrambi datati 32ma settimana del 1962. Tutte le parti in plastica sono in buono stato (manopole, battipenna). Nel corso degli anni lo strumento aveva subìto alcune modifiche, ma le parti originali un tempo rimosse sono state fortunatamente conservate e successivamente reinstallate. In particolare, erano state installate delle meccaniche individuali tipo Kluson al posto delle Kluson single-line 3x3. Il ripristino delle meccaniche originali ha coperto ogni traccia delle altre, a meno di un piccolissimo segno visibile sotto la parte inferiore delle due piastre di fissaggio, ben illustrato nelle immagini sotto. Sul fronte della paletta vi è qualche piccolo ritocco attorno ad una delle bussole delle meccaniche.
La seconda modifica che la chitarra aveva subìto è rappresentata dal pickup. Smontando l'originale P90, infatti, è visibile un piccolo allargamento dello scasso che è stato anche reso leggermente più profondo, per il temporaneo alloggiamento di un humbucker. Tale allargamento è reso completamente invisibile dal coperchio del P90, che è stato reinstallato riportando la chitarra alle sue condizioni originali. L'unica traccia visibile è rappresentata da due forellini del ring dell'humbucker appena visibili tra il P90 e il ponte. Le immagini illustrano chiaramente questi dettagli.
Questa SG Les Paul è straordinariamente leggera, perfettamente in ordine dal punto di vista della liuteria e dell'elettronica, con un pickup dal suono eccezionale. L'incastro corpo-manico, che in genere rappresenta il punto debole di questo modello, è perfettamente solido e stabile. L'action è perfetta e la chitarra si suona senza fatica. La tastiera in palissandro mostra evidenti tracce di usura, che peraltro non si avvertono sotto la mano grazie a tasti in ottime condizioni. La finitura è in buone condizioni, col rosso ancora molto acceso e un po' sbiadito solo sul manico, ma non vi sono aree sverniciate dall'usura. Qualche normale traccia di urti, la più pesante delle quali, accanto al vano dei potenziometri, è illustrata in una delle ultime foto.
Come si intuisce dalle immagini e dalla storia dello strumento che queste ci raccontano, questa chitarra è appartenuta ad un musicista "vero", per il quale la ricerca del suono era prioritaria rispetto alla conservazione maniacale delle condizioni originali. Ciò nondimeno, è stata gestita con accortezza e lungimiranza non comuni negli anni in cui il "vintage" non esisteva ancora e spesso le parti smontate sparivano nel nulla. Questa attenzione ha consentito di ripristinare tutti gli elementi originali. Ogni centimetro di questa chitarra esprime la vocazione per la musica live: compratela per suonarla e non per appenderla al muro, ma con la serenità di portare a casa uno strumento "giusto", sano e originale, spendendo il 30% in meno di una chitarra identica ma "immacolata"... che però, statene certi, non suonerebbe come questa.
Manca la custodia, ma sarà spedita dentro una buona gig-bag Gibson e scrupolosamente imballata. 

foto

4.500

 

GIBSON SG DELUXE, 1972
Questa versione della SG Standard venne prodotta per soli due anni e commercializzata col nome di SG Deluxe, per mantenere un parallelismo con la linea delle contemporanee Les Paul. Si tratta comunque di un design atipico, che della vecchia Standard mantiene i legni e la configurazione a doppio humbucker (qui nella versione di quegli anni, caratterizzata dal logo impresso nel coperchio) oltre al circuito, che qui però viene alloggiato con tutti i controlli su una vistosa piastra in plastica laminata semicircolare. Il ponte è il moderno Tune-O-Matic "Nashville" e le meccaniche sono le Grover con doppio marchio Grover/Gibson. Il marchio Gibson compare anche sul vibrato di concezione Bigsby e, naturalmente, sulla paletta nella versione "pantografata". Come nella tradizione SG, sia il corpo che il manico in tre pezzi sono interamente in mogano, mentre la tastiera con intarsi rettangolari è in palissandro. 
Questo strumento è in eccellenti condizioni e interamente originale. I potenziometri sono datati Marzo '72. Vi sono modeste tracce di usura su body e manico, qualche traccia di saldatura ripristinata nei coperchi dei pickup, un refret eseguito con tasti jumbo un po' più grandi degli originali, uno spessore in gommapiuma inserito sotto il pickup al ponte. Nel complesso la chitarra è strutturalmente solida, integra e ben regolata, suona molto bene ed è stata sempre suonata e conservata con cura. Un eccellente esempio di questo modello non comunissimo, accompagnato da una custodia rigida non originale.

foto

2.700

 

GIBSON ES 330 TD, 1965
Ice-Tea Sunburst. Dall'era McCarty, l'età d'oro della Gibson, proviene questa bellissima thinline, il cui top ha la tipica finitura Ice-Tea popolare nella metà degli anni '60, un sunburst più chiaro che passa dal giallo ad un bruno-rossastro, diverso sia dal classico sunburst che dal cherry-sunburst.
Le caratteristiche del modello vi sono probabilmente già note: la cassa in acero laminato, di uguale dimensione e spessore delle 335, è interamente vuota, priva del blocco in acero all'interno. Lo strumento è quindi a tutti gli effetti una hollow-body, e risulta molto più leggero rispetto alle altre thinline semi-solide. Oltre al colore, questa chitarra si differenzia dall'altra 330 in lista per le caratteristiche proprie della prima versione del modello: il manico in mogano si unisce al body all'altezza del 16mo tasto (e non al 19mo), la paletta è ancora angolata di 17° rispetto alla linea del manico, invece che di 14°, il ponte tune-o-matic nichelato ha ancora le sellette metalliche e il marchio ABR-1, le manopole sono del tipo "reflector knob". Per il resto i dettagli sono molto simili: due pickup P90 con coperchio metallico, meccaniche Kluson Deluxe double-line con bottone ovale in plastica, tastiera in palissandro brasiliano con intarsi a blocchi, logo in perla, attaccacorde a trapezio.
Come ampiamente documentato dalle immagini, si tratta di una chitarra originale al 100% e in condizioni eccellenti. La bella finitura è in ottime condizioni, con il naturale checking superficiale e un po' di tracce da cintura sul fondo. Action e tastiera sono in ottime condizioni, la suonabilità è eccellente e la è voce aggressiva on l'inconfondibile attacco dei P90. Uno strumento veramente interessante, costruito con cura e conservato meravigliosamente.
La custodia è un'originale Gibson degli anni '70, perfettamente calzante sullo strumento e in condizioni ottime.

foto

3.700

 
GIBSON ES-330 TD, 1968. Sunburst. E' la seconda versione della 330, con l'incollaggio tra corpo e manico all'altezza del 19mo tasto come nelle 335. Questo contribuisce a dare a queste chitarre un look più familiare e una suonabilità molto migliore con pieno accesso a tutta la tastiera, a differenza delle prime 330 che avevano il manico più "corto" e i pickup posizionati conseguentemente più al centro del body. Nella versione della fine degli anni '60 che qui vediamo, l'aspetto esteriore è molto più simile ad una 335 ma restano le caratteristiche di fondo e cioè il corpo sottile ma completamente vuoto, senza il blocco interno di acero delle altre thinline, e i pickup che sono P90 e non humbuckers. I coperchi dei P90 sono cromati in questo periodo, e se in alcune immagini sembrano neri è solo un riflesso. Corpo in acero, manico in mogano in unico pezzo, tastiera in palissandro con binding e segnaposizione a blocchi, paletta senza intarsio decorativo e col vecchio tipo di logo in madreperla pre-pantograph in pieno stile anni '60. Tutte le parti sono originali: pickups, manopole, attaccacorde a trapezio, ponte tune-o-matic ABR-1 con sellette in nylon, meccaniche Kluson double-line con bottone ovale. La finitura è un sunburst molto ben eseguito sul top, mentre come per tutte le 330 il fondo è tutto in colore più scuro (cioè la tonalità più scura del sunburst). 
La chitarra è in eccellenti condizioni e tutta originale, la tastiera è in ordine e l'action è perfetta, il suono è molto aggressivo e i pickup ben bilanciati. L'unico difetto è un forellino di una vite, professionalmente richiuso, per un bottone della tracolla che qualche stratocasteriano ha dovuto piazzare sul corno superiore... piccola, piccolissima cosa, comunque. In dotazione c'è una buona custodia rigida, non originale ma ben calzante e di buona qualità.
front - in case - body1 - body2 - body3 - body back - headstock - logo - bridge - pickups - knobs - neck wear - tuners

3.400

 
GIBSON ES 335 TDC, 1967
Una bellissima 335 cherry red della metà degli anni '60, originale al 100% e in condizioni eccellenti. Il numero di serie su paletta ed etichetta ovale, così come l'intarsio sulla paletta in posizione più bassa rispetto agli anni precedenti, non lasciano dubbi in merito all'anno di produzione, anche se la chitarra presenta ancora caratteristiche tipiche dei modelli '65-'66.
Corpo in acero figurato che traspare attraverso la bella finitura rossa, accesa e brillante, manico in mogano e tastiera in palissandro brasiliano scuro con intarsi a blocchi. Tutto l'hardware è cromato, e notiamo in particolare che il ponte ha ancora le sellette in nylon e il marchio ABR-1 invece dell'incisione col numero di brevetto tipica della seconda metà degli anni '60. I pickup sono due "patent number", entrambi con l'etichetta nera integra e i coperchi mai dissaldati. Le meccaniche sono le originali Kluson Deluxe "double line-double ring". Come il ponte, anche le manopole di volume e tono sono del vecchio tipo utilizzato fino alla metà del '67. Ogni dettaglio, ogni elemento, ogni collegamento elettrico, tutto è perfettamente originale.
Originale anche la finitura, che specie sul top, sulle fasce e sul manico (in particolare alle due estremità) presenta evidenti tracce di checking, quelle lievi crepe superficiali dovute al diverso coefficiente di dilatazione termica tra il legno e la vernice stessa. La chitarra è assolutamente priva di problemi strutturali, l'incollaggio del manico è solido e stabile, l'action è perfetta. Una grande, grande 335 nella sua finitura più amata (da me, almeno!).
La parte elettrica funziona bene e il suono è forte, caldo e bilanciato, la grande voce del classico blues elettrico. Tastiera e tasti in buone condizioni.
Questa splendida 335 è accompagnata dalla sua custodia rigida originale nera con interno giallo, in buone condizioni.

foto

7.500

 
GIBSON ES 335 TD, 1968. Sunburst. Un'altra spettacolare 335, originale al 100% e in ottime condizioni. Raro top in acero fiammato. Corpo thinline semi-hollowbody in acero, manico in mogano in unico pezzo, tastiera in palissandro brasiliano con intarsi a blocchi in madreperla. La chitarra presenta caratteristiche  tipiche della versione introdotta nel 1967, con alcuni dettagli che la distinguono dalle chitarre prodotte fino all'anno precedente:  le manopole sono del tipo "top-hat" simili a quelle usate sugli ampli Fender, comuni a tutte le Gibson del periodo; il ponte tune-o-matic ha il numero di brevetto sulla faccia inferiore e le sellette metalliche e non più in nylon; il battipenna a cinque strati è in una plastica più leggera rispetto alla precedente versione.
L'hardware è tutto originale, cromato, in buone condizioni: attaccacorde a trapezio, meccaniche Kluson Deluxe double-line/double-ring, pickup humbucker  Patent-Number mai toccati e con i coperchi mai rimossi. Per fotografare la faccia inferiore di uno dei due pickup abbiamo dovuto lievemente forzare l'anello in plastica, dato che una delle viti era particolarmente arrugginita e non ci ha consentito di rimuoverlo in modo sufficientemente agevole. Abbiamo preferito fotografare come meglio abbiamo potuto, piuttosto che forzare inutilmente e rischiare di rompere il ring in plastica. Su entrambi i pickup sono presenti le decal con il numero di brevetto (Patent Number, appunto).
Le condizioni della finitura sono buone, anche se sono presenti segni di usura e un checking piuttosto evidente, che conferisce alla chitarra un aspetto sanamente vissuto. La bella finitura sunburst è tutta originale, e lascia trasparire sul top una fiammatura che negli anni '60 su questi strumenti rappresentava davvero una rarità. Il manico è dritto, la tastiera in buone condizioni con tasti un po' consumati ma non eccessivamente, l'action è bassa e agevole.
Anche questa 335 ha un gran suono, aggressivo, potente e caldo, tipicamente blues.
Lo strumento è accompagnato dall custodia semi-rigida originale (il tipo intermedio tra la soft e la hard usate a quel tempo), con targhetta Gibson in ottone, ed è in ottime condizioni.

foto

6.500

 
GIBSON ES 335 TD, 1968
Ancora una 335? Ebbene sì, come potevamo lasciare scappare una simile chitarra? La bellezza dei legni e della finitura sunburst, il calore del suono, il profilo magico del manico, la perfetta originalità di ogni dettaglio e le condizioni di conservazione eccezionali ci hanno immediatamente conquistato!
La chitarra ha tutte le caratteristiche tipiche degli strumenti del 1967 - inizi '68, con il manico in pezzo unico di mogano, il ponte tune-o-matic con le sellette in nylon e il manico dal profilo ancora confortevolissimo con tastiera in palissandro brasiliano dalle belle venature. Il body è in acero mediamente figurato sul top e ancora più bello sul fondo, dove le lievi fiamme si alternano all'occhio di pernice. Da questo punto di vista il 1968 è un anno particolarmente felice, come vedete anche dai legni dell'altra 335 sunburst e dal basso EB-2 nella nostra lista.
Come dicevamo, tutto originale al 100%: hardware cromato con attaccacorde a trapezio, ponte tune-o-matic e meccaniche Kluson "double line - double ring". Due pickup humbucker con etichetta col Patent Number, originalissimi e con la saldatura dei coperchi cromati ancora intatta. Manopole stile "witch-hat", segnaposizione a blocchi in pearloid sulla tastiera, logo e intarsio a corona in madreperla sulla paletta. Neppure una vite è mai stata cambiata.
La chitarra è leggera, la tastiera e i tasti sono in ottime condizioni, e il suono è  quello eccezionale delle Gibson 335 anni '60: il suono che avrete ascoltato mille volte sui vostri vecchi dischi di blues, ma anche il suono più versatile nel panorama della chitarra elettrica. Non c'è uno stile in cui le semi-hollowbody Gibson non possano trovare la propria voce, e questo strumento lo farà alla grande! La chitarra è pronta per suonare, non necessita di alcun tipo di intervento di regolazione ed è, semplicemente, bellissima.
L'unica cosa non originale, per quanto Gibson anch'essa e di ottima qualità, è la custodia rigida marrone anni '80, in ottime condizioni, molto bella  solida.

foto

7.000

 
GIBSON ES 175 DN, 1968
Siamo riusciti a "catturare" una chitarra fantastica: la più amata tra le chitarre da jazz nella sua veste più prestigiosa, la finitura "natural" bionda che esalta le venature dell'acero laminato del body. Lo strumento, che ad eccezione dei soli bottoni per la tracolla è originale al 100%, è stato sempre utilizzato professionalmente e pertanto è in condizioni di perfetta efficienza.
Questa  175 è stata prodotta nell'ultima parte del 1968 e presenta già alcune caratteristiche transizionali che diventeranno la regola a partire dal 1969. Infatti mentre il numero di serie ne attribuisce inequivocabilmente la produzione al '68, la chitarra presenta già il manico in mogano in tre pezzi invece che in pezzo unico, l'attaccacorde tornato alla forma a trapezio delle origini e le meccaniche marchiate Gibson Deluxe "double line-double ring", ancora di produzione Kluson e con il vecchio numero di brevetto D-169400. Queste erano state sostituite per un certo periodo da altre unità stile Grover che non hanno però comportato la realizzazione di nuovi fori per le viti. Sul retro della paletta, la traccia di queste altre meccaniche resta nascosta dalla piastra delle Gibson-Kluson ora reinstallate (a  parte un minuscolo segno visibile nelle foto), mentre sul fronte della paletta resta visibile l'impronta della rondella delle Grover.
I pickup sono gli originali humbucker con l'etichetta nera del Patent Number, originalissimi e mai dissaldati. Anche il resto del circuito è originale, con i potenziometri protetti dalla schermatura metallica, le manopole stile "sombrero", ecc. ecc. Il ponte è in palissandro con selletta precompensata; nel corso degli anni le due barre filettate per la regolazione dell'altezza della sella avevano attraversato la base lasciando due segni sul top, oggi riparati e comunque nascosti dalla base stessa. In palissandro anche la tastiera con i classici intarsi a doppio parallelogramma.
La chitarra non nasconde la sua età: tracce di usura in corrispondenza della cintura, checking della finitura, una lieve fessura perfettamente stabile in corrispondenza del bottone della tracolla sulla base del manico, varie screpolature qua e là. Ma la sua bellezza è davvero notevole, con i legni gradevolmente figurati e la patina che arricchisce il biondo trasparente della finitura di un calore tipicamente vintage. I tasti hanno segni di usura ma sono ancora efficienti e l'action risulta morbidissima, direi vellutata, anche con le corde lisce non sottilissime attualmente installate.
Il suono è semplicemente stupendo, caldo, potente e avvolgente, una delle chitarre da jazz più belle che abbiamo avuto nella nostra collezione. La chitarra è accompagnata dalla sua custodia rigida originale stile fine anni '60-primi '70 con interno rosso scuro, in ottime condizioni e molto robusta.

foto

HOLD

 
GIBSON ES 175 D, 1969
Presente ininterrottamente nei cataloghi Gibson fin dal 1949, la ES-175 è uno dei modelli più longevi della storia della chitarra. "Chitarra Jazz" per eccellenza, al fianco delle ammiraglie della flotta Gibson (L-5 e Super 400), la 175 rappresenta da sempre lo standard di riferimento per tutte le chitarre in laminato con spalla mancante.
Questo strumento è originale al 100% e in condizioni eccezionali. Tutte le caratteristiche costruttive e di hardware sono tipiche degli anni '60, prima che intervenissero le modifiche introdotte proprio nella seconda metà del 1969. Il corpo in acero laminato dalle belle venature, largo 16", è verniciato nel caratteristico "iced-tea sunburst" utilizzato alla fine degli anni '60. Il manico con tastiera in palissandro è realizzato in un pezzo unico di mogano, a differenza delle chitarre realizzate alla fine del 1969, dotate di un manico in tre pezzi. Il logo Gibson con "b" e "o" aperte è privo del puntino sulla "i". Le meccaniche sono ancora le vecchie Kluson Deluxe "double-line/double-ring". I pickup sono i classici "patent-number" (quello al ponte ha perso la sua etichetta), assolutamente originali e col coperchio mai dissaldato. Quello al manico era stato in tempi lontani sostituito da un'altra unità, ma l'originale - intatto - è stato reinstallato: di tale intervento l'unica traccia è la saldatura tra le due parti del cavetto a suo tempo tagliato. Originale tutto l'hardware: l'attaccacorde cromato a trapezio col motivo a zig-zag, le manopole stile "reflector", il ponte in palissandro, il battipenna a cinque strati. L'etichetta ovale all'interno del body è andata perduta chissà quando, ma il numero di serie è impresso sul retro della paletta e attribuisce inequivocabilmente la chitarra al 1969.
Lo strumento, proveniente dalla collezione di uno tra i più amati e bravi musicisti italiani, è in ottime condizioni estetiche e funzionali. Action perfetta, tasti con segni di usura ma perfettamente suonabili, circuito elettrico perfettamente funzionante. Il feel del manico è eccezionale. I pickup forniscono le classiche sonorità gibsoniane che spaziano dal calore jazzistico a voci più versatili, senza disdegnare la grinta bluesistica che si evidenzia in presenza di un ampli valvolare ben saturo. 
Uno strumento davvero spettacolare, integro e robusto, originalissimo e in perfette condizioni, dotato naturalmente della sua custodia rigida originale, anch'essa in ottimo stato.

foto

5.000

 
GIBSON LES PAUL DELUXE, 1975
Vero "cavallo da lavoro" del musicista degli anni '70, la Deluxe ha traghettato immagine e suono della Les Paul attraverso gli anni più difficili per l'industria chitarristica americana, mantenendo uno standard qualitativo sufficientemente alto per poter essere ancora oggi considerata un vero classico. La versione più amata è sicuramente quella Gold Top come lo strumento che vi presentiamo qui.
Realizzata nel 1975, questa chitarra è un tipico esempio di Deluxe della metà degli anni '70. Il corpo è il caratteristico "sandwich" in mogano con top in acero; il manico è in tre pezzi di acero con tastiera in palissandro. Lo strumento è tutto originale a parte le meccaniche Gibson Deluxe, che sostituiscono le Gibson by Kluson originali, già precedentemente rimpiazzate da Grover di cui si intravede il segno una volta rimosse le unità esistenti. Tale modifica è assolutamente invisibile a meccaniche montate, non ha comportato alcun tipo di foro addizionale sullo strumento ed è perfettamente ripristinabile una volta reperito un set originale. Il profilo del manico è molto confortevole, non troppo arrotondato ma neppure piatto, e sufficientemente largo da consentire un'ottima suonabilità.  
Le condizioni della chitarra sono davvero eccellenti, la finitura dorata non ha l'usura verdastra così frequente in questi strumenti ed è molto bella e ben tenuta. Bello anche il mogano del body, anch'esso in condizioni molto buone. A parte le meccaniche, l'hardware è originale: ponte tune-o-matic stile Nashville, stop-bar, manopole dorate "metal-cap" (una ha una spaccatura correttamente riparata). Originali anche le elettroniche: i mini-humbucker, come spesso accadeva in questo periodo, sono uno del vecchio tipo con etichetta nera e uno del nuovo tipo con numero di brevetto impresso. Quest'ultimo reca anche un timbro con la data del 31 ottobre 1975. La data del 1975 è anche riportata in un timbro all'interno del vano dei potenziometri (9 settembre) e sui potenziometri stessi (35ma settimana del '75), tutti originali.
Abbiamo provveduto nel nostro laboratorio a ripristinare qualche intervento un po' "avventuroso" nel circuito elettrico, che fortunatamente non ne aveva intaccato le parti originali. Sotto al numero di serie è impresso un '2' che contraddistingueva lo strumento come un "factory second" per qualche lieve imperfezione presente all'origine nella finitura, che tuttavia oggi non si riesce a riscontrare. 
La chitarra è davvero molto bella, in condizioni ottime e suona molto bene. E' accompagnata dalla sua custodia rigida originale, anch'essa bella e in ottimo stato.

foto

3.000

 

GIBSON LES PAUL CUSTOM, 1979  Wine Red. Tra il 1977 e il 1979 un ridottissimo numero di Custom lasciò la fabbrica con la "storica" configurazione a tre humbucker: queste chitarre oggi hanno un valore collezionistico superiore alla regolare produzione (30% in più secondo la Vintage Guitar Price Guide) e sono viste assai raramente nei negozi e nelle aste di strumenti vintage. Siamo riusciti ad acquistare questo strumento in Croazia e ne siamo davvero felici: al di là dell'aspetto collezionistico, si tratta di una bellissima Les Paul originale al 100% in condizioni eccellenti e che suona molto bene. 
Il top è in tre pezzi di acero fiammato, e la figurazione dei legni è esaltata dalla finitura "wine red", un rosso scuro trasparente. Il corpo è in un pezzo unico di mogano (anche questo dettaglio ha una certa rarità in anni di incollaggi e sandwich) mentre il manico è in tre pezzi sempre in mogano. Hardware e finiture sono tipiche delle Custom di quegli anni, con binding multiplo, tastiera in ebano e intarsi a blocchi in madreperla, ponte tune-o-matic stile Nashville, stop-bar, parti metalliche dorate, ecc.  
Vi sono segni di usura da cintura in un'area del fondo e la doratura è deteriorata sui coperchi dei pickup e sullo stop-bar, ma in generale le condizioni di conservazione sono eccellenti. Ogni dettaglio è assolutamente originale. I pickup sono i Patent Number col numero di brevetto impresso sulla piastra inferiore e suonano alla grande: due di essi recano i timbri con le date di Settembre 1978 e Febbraio 1979. I potenziometri sono tutti datati 1978. I tasti sono un po' consumati ma assolvono ancora bene al loro compito. Action perfetta. Custodia rigida originale in dotazione.

update:
Recentemente (Vintage Guitar Magazine del Luglio 2009, pag. 70) George Gruhn e Walter Carter hanno precisato che il numero delle Custom con tre pickup negli anni in cui è stata disponibile tale opzione (1971-73 e 1978-79) è stato di appena 163 strumenti, contro le oltre 20.000 custom con due pickup realizzate negli stessi anni.

front - body1 - body2 - body3 - body4 - in case - back - body back - headstock - wine red - knobs - pickups1 - pickups2 - pots - hardware - tuner - case

3.200

 
GIBSON LES PAUL HERITAGE 80 STANDARD, 1981. Che chitarra meravigliosa! Tra le Les Paul dei primissimi anni '80 vi sono alcune gemme che il mondo degli appassionati sta scoprendo e valorizzando solo oggi, ma che i musicisti e collezionisti più attenti alla qualità "vera" conoscono da tempo. Alcune edizioni speciali come le Heritage 80 o la 30° Anniversario sono in assoluto tra le Les Paul più riuscite di tutta la storia della Gibson. Per me, che considero le varie riedizioni del Custom Shop come degli strumenti ottimi ma estremamente sopravvalutati, "nati per essere collezionati" e come tali privi di un vero valore collezionistico, chitarre come quella che vedete qui rappresentano l'alternativa più solida e concreta: offrono la bellezza e la funzionalità dei classici, con in più un valore vintagistico già consolidato dalla loro storia. E i pickup.... ma questo è un discorso che approfondiremo più avanti.
Nella storia della Les Paul, la Heritage 80 rappresenta una pietra miliare, la presa di coscienza da parte della Gibson della necessità di un ritorno alle caratteristiche che avevano fatto di questo modello una tra le chitarre più amate della storia. L'intenzione era quella di recuperare le caratteristiche costruttive, il suono e lo spirito delle vecchie Les Paul. Il tentativo di realizzare una riedizione filologicamente corretta certo non è paragonabile alle perfette riedizioni riproposte oggi a suon di migliaia di euro. Le differenze rispetto ai classici degli anni 50 erano evidenti (basti pensare al manico in tre pezzi, all'hardware, al logo, ecc.) ma il risultato era comunque affascinante. Un look finalmente "giusto", fatto di legni prestigiosi e finiture accurate, e i pickup straordinari studiati da Tim Shaw, riproponevano al pubblico degli appassionati una Les Paul vera per aspetto e suono. Il mondo del collezionismo oggi riconosce a queste chitarre un'importanza enorme, al tempo stesso storica e musicale.
Abbiamo avuto la fortuna di trovare (... in Giappone!) una chitarra senza uguali. La bellezza del top fiammato di questa Heritage 80 Standard è unica. In genere i quilted-top più figurati venivano riservati per la versione Elite, mentre le Standard venivano dotate di top molto belli ma dalla figurazione meno ricca. In questo caso, invece, la fiammatura dell'acero è di un'intensità notevolissima e crea effetti visivi spettacolari. Date un'occhiata alle foto. Non ci dilungheremo quindi in inutili descrizioni, soffermandoci solo sui difetti, che sono i seguenti: il copri truss-rod è corretto ma non originale (manca la scritta col nome del modello); i bottoni della tracolla sono stati sostituiti con due "security lock" serrati con un po' troppa energia e conseguente crepatura della finitura attorno alla vite; la custodia è una Gibson recente ma non quella originale. Per il resto, tutto perfettamente originale e in condizioni assolutamente impeccabili. Qualche piccola traccia da cintura sul fondo, minimi segni di usura, cromature perfette. Tutto l'hardware è originale: meccaniche Grover Rotomatic, ponte stile Nashville, manopole, ecc. I potenziometri sono tutti datati 1980 e sono originali.
I pickup sono due eccezionali Tim Shaw PAF con il timbro che ne definisce data e originalità: infatti, per quanto le aste internazionali e vari siti specializzati continuino a chiamare Shaw PAF tutti i pickup prodotti dalla Gibson nei primi anni '80, va chiarito che i veri Shaw - creati con l'intenzione di equipaggiare solo alcuni modelli selezionati con unità il più possibile simili agli originali PAF - sono solo quelli contraddistinti dai timbri che vedete qui: 137 181 per il manico e 138 181 per il ponte. Le prime tre cifre indicano la posizione del pickup, le ultime tre il mese e l'anno (in questo caso il Gennaio del 1981). Il suono di questa chitarra rende evidente il motivo per cui il binomio Les Paul / Tim Shaw sia diventato una delle leggende di Casa Gibson. La chitarra è in condizioni di perfetta suonabilità, con manico dritto, ottima action, tasti in buone condizioni. Il manico in mogano ha un profilo arrotondato particolarmente confortevole.
Il numero di serie sul retro della paletta è seguito dal Made In USA e dal numero della serie limitata, in questo caso 1604.
front - in casebody1 - body2 - body3 - body4 - back - body back - headstock - fretboard - switch - knobs - pots - pickup1 - pickup2 - hardware - number - logo - strap1 - strap2 - tuners - tuners2 - case

5.500

 

GRETSCH   

GRETSCH 6120 Chet Atkins Hollow Body, 1957
Orange, singola spalla mancante. Tipico esempio della versione '57 del modello più amato della Gretsch, con specifiche tecniche che riassumiamo qui di seguito. Intarsi stile "humptop" sulla tastiera in palissandro, capotasto in metallo, intarsio a ferro di cavallo sulla paletta larga, meccaniche Grover Sta-Tites con bottone ovale, manico in due pezzi in acero, corpo in acero interamente vuoto (senza il 'sound-post'), due pickup DeArmond 'Dynasonic', Bigsby B-6, ponte precompensato in alluminio con base in palissandro (il 'bar' bridge sarebbe stato introdotto solo a fine '57), battipenna con 'signpost logo', tre manopole sulla parte inferiore del corpo per controllo individuale dei volumi e tono master, un altro potenziometro sulla parte superiore per il master volume, uno switch per la selezione dei pickup.
La chitarra è bellissima e completamente originale. Il corpo ha il top in acero fiammato, inusuale per il '57, veramente spettacolare. Come sempre accade con le Gretsch, c'è quello che non ti aspetti: in questo caso, l'attaccatura del manico presenta già il 'neck dowel', cioè lo spinotto di rinforzo in legno coperto dal cerchio nero, ed è l'esempio più antico che ho incontrato. Lo strumento è in condizioni eccellenti: il manico è stabile e dritto, il binding integro a parte tre frammenti mancanti sulla paletta. E' presente checking diffuso della finitura, che però è in condizioni generalmente buone, con usura evidente sul retro del manico, vari graffi e sbucciature, specie accanto al prolungamento della tastiera. Hardware in ottimo stato, con la doratura praticamente scomparsa dalle manopole e parzialmente perduta sulle meccaniche.
I due soli difetti visibili sono: sul retro della paletta, un forellino richiuso accanto alla piastra della meccanica del mi cantino (evidenziato nelle immagini) derivante dalla temporanea installazione di una diversa meccanica; sul fondo in corrispondenza del bottone della tracolla, le tracce di due forellini richiusi dovuti alla temporanea installazione di un diverso Bigsby di provenienza Guild, ora sostituito dall'originale B-6 (le cui tracce erano ancora visibili sul top come evidenziato dalla foto). Il battipenna è integro e originale, ed è visibile la traccia di un nome inciso e poi cancellato.
Custodia originale Gretsch di produzione Ess & Ess, bella e solida. Un grande classico, una chitarra destinata solo ai veri amanti delle Gretsch e del vintage "vero".

foto

HOLD

 

GRETSCH 6122 Chet Atkins COUNTRY GENTLEMAN, 1964

Questa splendida chitarra ritorna nella nostra lista dopo il restauro del binding che era deteriorato al punto di rendere inutili interventi di parziale ricostruzione. Il lavoro è stato eseguito dal liutaio Salvatore Mancuso rispettando tipologia, dimensioni e colori dell'originale, e lo strumento è stato riportato in condizioni di perfetta suonabilità. E' stata realizzata una nuova serie di immagini, che vi proponiamo in questa pagina.

Mentre sul mercato del vintage abbondano, con prezzi in ascesa, le Country Gentlemen fine e post-64, è sempre più raro riuscire a scovare quelle ancora dotate di tutte le caratteristiche della seconda Gent di George Harrison, forse la sua chitarra più famosa e utilizzata in mille incisioni e show dei Beatles, compresa la storica apparizione USA all'Ed Sullivan Show del Febbraio '64. Dopo quelll'apparizione televisiva, la Gretsch fu sommersa dalle richieste e incrementò enormemente la produzione di Country Gentlemen, modificandone però le caratteristiche con "innovazioni" che pur non impedendo il boom nelle vendite del modello, trasformavano le chitarre in oggetti diversi dall'originale imbracciato da George.
Questa splendida Gent inizi '64 possiede invece tutte le caratteristiche giuste: i due pickup FilterTron (e non un FilterTron e un SuperTron), la doppia sordina con feltrini rossi sotto le leve di comando (poi la sordina sarebbe diventata solo una, con feltrino nero), le meccaniche Grover Imperial (e non le successive "Kidney-Button"), il battipenna con il solo logo Gretsch (senza il nome del modello), il numero di serie sulla placchetta dorata sul fronte della paletta (invece che inciso nel legno sul retro).

Tutte le parti sono originali, e la chitarra è in buone condizioni generali. Il manico è dritto e stabile e l'action è ottima. La finitura è anch'essa in buone condizioni, con qualche punto di maggiore usura dietro al manico e alcune crepe superficiali nella vernice del manico stesso, in corrispondenza dell'incollaggio tra le due parti che lo compongono (nessuna lesione nei legni, solo crepe nella vernice). In alcuni punti del body e sulla paletta il checking della finitura è più evidente. La tipica reazione da contatto tra la plastica del back-pad che copre la placca di accesso ai circuiti e la sottostante finitura ha danneggiato quest'ultima ma solo nei punti coperti e nascosti totalmente dallo stesso cuscinetto protettivo originale. Le dorature sono piuttosto usurate, specie sui copri-pickup, sulle manopole, sul ponte straight-bar, sulle meccaniche e sul vibrato Gretsch-by-Bigsby. Gli switch sono piuttosto arrugginiti, ma funzionano tutti correttamente. Nessun problema di incollaggio e di angolazione tra manico e body.

Lo strumento è accompagnato dalla bellissima custodia rigida originale, che è in condizioni eccezionali e completa perfino della sua chiave per la chiusura.

La chitarra è in ordine dal punto di vista musicale (action, elettroniche, suono) ed è assolutamente spettacolare! Insieme alle 6120 e alle White Falcon, rappresenta quanto di più prezioso e raro la Gretsch possa offrire nel panorama delle archtop vintage.

foto

5.900


GRETSCH 6193 COUNTRY CLUB, 1960

Natural. Rarissimo esempio del modello che ha segnato l'ingresso della Gretsch nel mondo della chitarra elettrica. Oltra alle caratteristiche standard tipiche della versione del '60 della 6193 (due Filtertrons, due volumi + master, switch toni e selettore pickup, meccaniche Grover Imperials, ponte "space-roller", ecc.) questa chitarra presenta alcune caratteristiche di grande rarità. 
Il top non è in acero, come il resto del corpo, ma è in abete laminato. Il manico è d'acero laminato con due strisce di legno diverso (forse mogano) esattamente come la
6120 dello stesso anno nella nostra collezione privata, che dista solo 110 numeri dal seriale di questa Country Club. Il corpo è in acero fiammatissimo, di bellezza unica. E soprattutto c'è un dettaglio mai incontrato sulle Country Club, cioè il "sound post" all'interno del corpo, quella struttura di irrigidimento tipica solo delle 6120 a singola spalla mancante, delle prime Tennessean e di poche Anniversary, tra cui una del '59 che vedete nel nostro archivio. Questa struttura serviva a connettere stabilmente il top con il fondo, per ottenere una rigidità tale da opporsi al feedback quando la chitarra veniva suonata ad alti volumi. Altra particolarità è la contemporanea presenza di un FilterTron con la scritta "Patent Applied For" (PAF) e di uno già col numero di brevetto impresso, ma tale compresenza va considerata non eccezionale per il 1960, anno in cui i due tipi di coperchio venivano usati indifferentemente. 
L'attaccacorde è il classico G-cutout, la tastiera "neo-classic" è in ebano con intarsi a mezzaluna, le manopole sono le G/arrow. Tutte le parti sono originali al 100% e tutto è in ottime condizioni estetiche e funzionali. Non vi sono grandi tracce di urti o usura. Il solo difetto estetico riguarda l'ossidazione dell' hardware dorato, con la doratura quasi scomparsa da manopole, switch e copri-pickup, e un pezzettino di binding mancante sulla paletta. La chitarra presentava un esteso deterioramento del binding su tutto il body, problema molto frequente sulle Gretsch degli anni '60; dopo vari interventi parziali per "tamponare" il problema che però continuava ad estendersi in modo inarrestabile, abbiamo deciso nel luglio 2011 di sottoporla ad un risolutivo intervento di restauro del binding da parte del liutaio Salvatore Mancuso. Il risultato funzionale ed estetico è perfetto, in quanto il nuovo binding è stato realizzato rispettando tipologie, dimensioni e colori dell'originale.
Altri rari dettagli impreziosiscono lo strumento, facendone anche un vero "pezzo da collezione": la custodia originale rigida, in ottimo stato, contiene anche la carta di garanzia originale e la "OK Card" di controllo della Gretsch, entrambe con il numero di serie della chitarra. Davvero un dettaglio interessante!
In sostanza, una chitarra di eccezionale bellezza e rarità, col suono, le elettroniche e la costruzione delle 6120 ma con un look unico grazie alla finitura bionda e all'acero fiammato.

foto
5.600

 

GRETSCH 6119 Chet Atkins TENNESSEAN, 1960. Introdotta nel 1958 come versione "base" della linea Chet Atkins, la Tennessean mod. 6119 è una straordinaria macchina da rock & roll, che unisce alla semplicità assoluta del circuito con singolo FilterTron (in questo caso un Pat. App. For) il look aggraziato della single-cutaway, al colore rosso acceso la funzionalità del Bigsby. Poche chitarre hanno una personalità così forte. La versione che l'ha sostituita, che vedete qui sotto in due esemplari, si è allontanata in modo netto dal disegno originale.
Dal punto di vista strutturale, una 6119 del '60 è assai vicina alla 6120 dello stesso periodo. La cassa è già piuttosto sottile, il body e il manico sono in acero, e all'interno della cassa è presente il "sound-post", una struttura che irrigidisce il corpo unendo top e back, rendendo lo strumento meno incline al feedback e quindi in grado di affrontare sul palco volumi più elevati.
Altre caratteristiche comuni con la 6120 sono anche le meccaniche Grover con bottone ovale (però non dorate), il ponte straight-bar, lo zero.fret, la tastiera 'neoclassica' con intarsi 'thumbprint', il vibrato Gretsch By Bigsby, il battipenna con la firma di Atkins e il "signpost logo", che però è nero sulla Tennessean e dorato sulla 6120. Anche in virtù del singolo pickup, regolato da un volume e un selettore per i toni, la chitarra è molto leggera e risonante. La tastiera priva di binding è in palissandro. L'attacco del manico con il body è rinforzato dal neck-dowel, uno spinotto di legno coperto da un tappo circolare tra base del manico e cutaway.
La chitarra è completamente originale. Il pickup e il circuito non sono mai stati toccati. Il coperchio cromato del FilterTron riporta ancora la dicitura Pat. Applied For (P.A.F.). Tutte le parti cromate sono in condizioni quasi perfette, mentre le meccaniche in ottone nichelato mostrano maggiore usura. La spettacolare finitura rossa è in ottimo stato, con lieve checking, e solo il manico presenta evidenti segni di usura, ampiamente documentati in foto. Il manico è stabile, con lievi fessurazioni della vernice alla base ma nessuna traccia di cedimento. Binding in buone condizioni.
Il suono è molto bello, aggressivo e caldo, con l'inconfondibile attacco dei FilterTron. Action perfetta e tasti in buono stato. La chitarra è dotata della custodia rigida originale - come spesso accade per le Gretsch di questo periodo, un po' troppo profonda, ma molto bella e solida.
front - body1 - body2 - body3 - in case - back - body back - headstock - knob - bridge - pickup1 - pickup2pickup3 - switch  - tuners - soundpost1 - soundpost2 - pickguard - label - bigsby - neck1 - neck2 - logo - heel - dowel - action - case 

5.300 


GRETSCH WHITE FALCON Mono, mod. 7594, 1977
Costruita negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni '70, questa Falcon è una chitarra in condizioni eccellenti, dal look unico e dal grande suono. Il numero del modello contraddistingue la versione Mono della White Falcon.
Presenta due elementi non originali: il vibrato "Gretsch by Bigsby" è stato sostituito da un Bigsby B-12, che come l'omonima vitamina ha avuto sul suono di questa chitarra un impatto salutare, aumentando drasticamente la pressione delle corde sul ponte con notevole incremento del volume, della definizione e del sustain. L'installazione del nuovo Bigsby ha purtroppo lasciato visibili i fori del precedente, ritoccati in modo un po' grossolano, nella zona del bottone inferiore della tracolla. L'altro elemento non originale è rappresentato dal battipenna: smarrito l'originale col disegno del falcone in volo, è stato installato senza buchi aggiuntivi un altro battipenna Gretsch dello stesso periodo, nel quale è stato inserito "chirurgicamente" un logo Gretsch in rilievo, probabilmente prelevato da un terzo pickguard. A lavoro ultimato, la faccia inferiore del battipenna è stata rispruzzata con vernice dorata per uniformare cromaticamente il tutto, con risultati esteticamente accettabili ma non perfetti.
Detto doverosamente dei difetti, passiamo agli altri aspetti. La finitura della chitarra è lievemente ingiallita ma è tutto sommato in ottime condizioni. Qualche crepa superficiale in corrispondenza delle linee di incollaggio tra i legni sul manico e sul retro della paletta, ma nulla di strutturale. La chitarra è molto solida e assolutamente integra. La tastiera in ebano con intarsi in madreperla è in buone condizioni, i tasti (certamente rifatti nel corso degli anni) hanno segni di usura ma consentono una perfetta suonabilità e un'action eccellente. Il manico è dritto e senza problemi.
A parte il Bigsby, il resto dell'hardware è tutto originale. Il ponte è l'Adjustomatic dorato con base in ebano (fissata al top), le meccaniche originali sono Grover con meccanica Roto-Matic e bottone "kidney-button". Originali i bottoni per la tracolla, gli switch con le manopoline dorate, le manopole del volume individuale e master. Il circuito mono della 7594 prevede oltre a questi potenziometri due selettori: uno per i pickup e uno per il tono. La regolazione del manico è controllata dal cosiddetto Burns Gear-Box, al quale si accede rimuovendo il coperchio dorato sul retro del body in corrispondenza dell'incollaggio del manico. Le buche ad F sono bordate da binding multiplo e una filettatura ancora più elaborata, con vari strati bianco-neri e dorati, si ritrova lungo tutti i profili del body e del manico dello strumento. Sul fondo è presente il "back-pad", il cuscinetto posteriore protettivo, negli anni '60 utilizzato per coprire lo sportello di accesso alle elettroniche e rimasto poi solo come dotazione estetica.
I pickup, senza dubbio originali, sono di un tipo assolutamente mai incontrato prima: il coperchio stile Hi-Lo Tron, utilizzato al tempo anche per i FilterTron, è posto su una unità i cui poli sono composti per metà dalle viti regolabili tipiche del Filter-Tron, e per l'altra metà dalla "lama" tipica del Super-Tron. Numerosi super-esperti della Grestch, da noi interpellati (incluso l'autore di un fantastico libro di prossima uscita e il produttore di uno dei più ricercati pickup ispirati ai classici FilterTron) hanno concordato nella definizione di questi pickup come frutto di un esperimento o di un custom-order, confermandone tanto l'originalità quanto l'assoluta unicità. E suonano benissimo!
La custodia è quella originale USA con la targhetta metallica "Brooklyn-Chicago", in ottime condizioni a parte la maniglia rotta. In considerazione delle due parti non originali, siamo in grado di offrire questo bellissimo strumento vintage ad un prezzo eccezionale, inferiore a quello di una riedizione!

foto

3.100

 

MARTIN

MARTIN D-18, 1971 uno tra i modelli più popolari della Martin, caratterizzato dal corpo in mogano. Suono potente e definito, bassi poderosi, grande volume. Chitarra esteticamente pregevole per la particolare figurazione dei legni di fasce e fondo, in eccellenti condizioni. Le fasce presentano in un punto un accenno di crepatura, perfettamente stabilizzato dall'interno con l'applicazione di piccoli rinforzi romboidali in mogano (lavoro realizzato con ogni probabilità dalla stessa Martin, vedi detail 4), mentre sul top la vernice ha alcune linee di frattura superficiali dovute all'assestamento dei legni (dettagli da 1 a 3). Il top ha la tipica lieve deformazione ad S delle flat-top, leggermente sollevato dietro al ponte e leggermente incavato tra ponte e buca, ed è strutturalmente solio. Action perfetta, ottima intonazione. Meccaniche Grover Rotomatic originali come in tutte le Martin del periodo. Strumento semplice e pregevole al tempo stesso, con custodia rigida originale. 
in case - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - detail 1 - detail 2 - detail 3 - detail 4 - tuners - case

2.400 

 

RICKENBACKER

RICKENBACKER 330, 1966. Finitura Mapleglo (naturale). Chitarra con oltre 40 anni di vita ma in condizioni eccezionali, near mint e originale al 100%. Tra le semiacustiche Rickenbacker a scala lunga, la 330 rientrava nella fascia standard, con tastiera in palissandro verniciato priva di binding e con intarsi a dot, buca a scimitarra e corpo non filettati.  Come suggerito dallo 0 finale, la 330 era priva di vibrato e l'attaccacorde è quello cromato a forma di R. La sagoma stilizzata del corpo è quella classica a doppia spalla mancante a mezzaluna, con gli spigoli squadrati. 
Lo strumento ha il fantastico look anni '60 con la buca "slash" e il battipenna bianco a due piani in plastica. I controlli della parte elettrica, secondo il classico schema Ric, contemplano il selettore dei due pickup stile tostapane ("toaster pickups"), volume e tono per ognuno dei due magneti e la manopola del "blender" di cui perfino i Beatles, tra i più noti utilizzatori delle Ric, hanno per anni ignorato la funzione. In effetti questa manopola interviene sottilmente mixando gradualmente il suono del pickup non selezionato a quello del pickup selezionato, attivato attraverso lo switch. 
La finitura trasparente del corpo rende evidente la bella figurazione dell'acero. Il manico è laminato in acero-mogano-acero, e altre due ali in mogano danno forma alla paletta. Questa è equipaggiata con meccaniche originali Kluson Deluxe double-line individuali. La spessa tastiera in palissandro ha un'area più scura intorno al 12mo tasto, ma dovuta alla naturale colorazione del legno e non all'usura, che si manifesta in un minimo consumo della vernice trasparente che copre la tastiera stessa. Tutto l'hardware e la parte elettrica sono originali. La data dei potenziometri è 33ma settimana del '66, mentre il numero di serie impresso sulla piastra del jack indica come mese di produzione il Settembre dello stesso anno. 
Le condizioni sono eccezionalmente buone, con qualche minuscolo segno sul fondo e sul manico visibile solo in controluce. E' davvero impossibile trovare chitarre degli anni '60 in condizioni simili, ed abbiamo avuto la fortuna di scovarne addirittura due in una prestigiosa collezione americana. Questa spettacolare 330 è accompagnata da un'ottima custodia rigida Rickenbacker, in tutto e per tutto simile a quelle vintage ma in realtà di produzione recente e destinata alle vintage reissue.

foto

3.500

 

RICKENBACKER 365, 1966. Finitura Mapleglo (naturale). Ancora chitarra in condizioni assolutamente perfette, davvero incredibili, mint e originale al 100%. Ha oltre 40 anni di vita ma sembra uscita dal negozio da pochi mesi. Tra le semiacustiche Rickenbacker, la 365 si trovava nella "fascia alta", quella di maggior prestigio, come testimoniato dalla tastiera in palissandro con binding e intarsi triangolari, dal binding nella buca "a scimitarra", dalla filettatura a scacchiera ("checkered binding") che contorna la parte posteriore del body. La 365 costituisce la versione della 360 equipaggiata con il vibrato "Ac-cent". La forma del corpo, straordinariamente aggraziata, venne modificata verso la metà degli anni '60 con l'arrotondamento del bordo anteriore. Questa nuova versione, che per alcuni anni continuò ad essere affiancata dalla precedente, era quindi caratterizzata dalla mancanza di binding sul top, perchè non vi era angolo tra lo stesso e le fasce, che nascevano invece dalla curvatura del legno piuttosto che da uno spigolo.
Tra le soluzioni estetiche più indovinate vanno certamente annoverate la buca dalla forma stilizzata e il battipenna a due livelli in plastica bianca. Nella parte più bassa, quest'ultimo ospita i controlli che, secondo il classico schema Ric, contemplano selettore, volume e tono per ognuno dei due pickup e la misteriosa quinta manopola che funziona da "blender", mixando gradualmente al segnale del pickup selezionato quello dell'altro, non attivato dal selettore. I pickup sono le classiche unità "toaster", indissolubilmente legate al look e al suono delle Rickenbacker anni '60. La piastra del jack ospita due prese, nella classica configurazione stereo Rick-O-Sound per l'eventuale collegamento a due amplificatori.
La finitura del corpo lascia trasparire le bellissime venature dell'acero. Anche il manico è in acero, con una fascia centrale in mogano che nella paletta si arricchisce di altre due ali più scure. Le meccaniche sono le originali Kluson Deluxe double-line individuali. Tutto l'hardware è originale, così come la parte elettrica. I potenziometri sono tutti datati 40ma settimana del '66. Il numero di serie indica come data di produzione il Dicembre dello stesso anno. 
Le condizioni sono "da museo", assolutamente impeccabili, con qualche piccolo segno sul fondo visibile solo in controluce. Mai vista una così. E' accompagnata dalla sua custodia rigida originale in tolex argentato, in ottime condizioni.

foto

4.500

 

(Per le lapsteel RIC vedi la sezione ALTRO)

NATIONAL 

NATIONAL STYLE 0, 1933, dalla mia collezione personale. Chitarra pubblicata su Guitar Club di Giugno 2004, numero 6, pagine 76-77. Corpo in ottone nichelato con disegni hawaiani sabbiati, manico da 12 tasti. E' la versione più bella della Style 0, quella con le 'f' con i bordi arrotondati e il corpo grande col manico in legno attaccato al 12mo tasto e il coperchio del cono con le quattro costole che partono a raggiera dal foro centrale. Lo strumento è in condizioni eccellenti dal punto di vista funzionale ed estetico, strutturalmente solido e integro, ed ha il tipico suono rotondo delle chitarre col body in ottone. La tastiera in ebano ha segnatasti in madreperla e nuovi tasti, ed è in perfetto stato. Logo originale molto ben conservato. Cono originale. All'interno del copri-cono sono incise le lettere "WS AUG 1934", probabilmente scritte dal primo proprietario.
Nelle immagini abbiamo documentato la sua bellezza e originalità, ma anche i suoi difetti e in particolare: un'ammaccatura sulla fascia inferiore del corpo (
dent); il copri-ponte risaldato al disco che copre il cono (cover); il binding della tastiera dal lato del mi cantino, sostituito (binding); il retro del manico ha avuto probabilmente una parziale rimozione della finitura ed overspray (neck)e presenta un bottone per tracolla non originale e un foro per un altro bottone ora rimosso (neckjoint). Infine, le meccaniche: sono Kluson con il rivetto al posto della vite e quindi fine anni '30 o primi anni '40, e quindi non sono quelle originariamente installate; probabilmente per un certo periodo la chitarra è stata utilizzata in stile hawaiano "puro", cioè tenuta orizzontalmente sulle ginocchia (come si intuisce anche da un segno dietro al capotasto lasciato da un distanziatore per sollevare le corde), e le meccaniche erano state rovesciate in modo da lasciare le manopole verso la faccia anteriore della paletta per essere più facilmente raggiungibili dal musicista: ora sono state riportate in posizione normale e quindi resta visibile, sopra la piastra di fissaggio, un forellino dov'era la vite nella posizione precedente (vedi tuners).
Detto dei difetti, sui quali come al solito ci sembra giusto essere precisi, non ci resta che sottolineare il fatto che si tratta di uno strumento spettacolare, raro, dal grande suono e in condizioni eccellenti per i suoi 72 anni di età. Mi dispiace, ma non è accompagnato al momento da alcuna custodia, cercheremo di trovarne una al più presto.
Altre foto e notizie storiche nella nostra sezione "
playmate".
body1 - body2 - body3 - back - body back - cone  - well - cover - cover2 - headstock - dent - tuners - binding - neck - neckjoint

4.500

 

ALTRE 

KRAMER DMZ 3000, 1978
Tra i primi modelli prodotti dalla Kramer, poco tempo dopo la fine della partnership tra Gary Kramer e Travis Bean, la linea DMZ raccoglie in modo evidente l'eredità della precedente esperienza. La caratteristica più evidente di questo strumento è l'adozione del manico in alluminio introdotto da Travis Bean, reso più confortevole al tatto da due inserti laterali in legno di acero. Il manico mantiene così le caratteristiche di sustain e indeformabilità del metallo senza privare il chitarrista del familiare contatto con il legno. Ancora più appariscente è la paletta biforcuta, realizzata in unico blocco col manico, in cui l'alluminio emerge anche come scelta estetica. In alluminio sono anche i dot della tastiera in Ebonol, altro materiale sintetico inusuale utilizzato su queste innovative chitarre.
La linea DMZ offriva varie scelte di pickup Di Marzio. La "3000" che vedete qui è equipaggiata con tre single-coil SDS cablati nello schema tipico delle Stratocaster e con un selettore a 5 posizioni e una presa jack tutti alloggiati sul battipenna, che quindi può essere rimosso integralmente dal body. Il corpo della chitarra è tutto in acero e lo strumento è tutt'altro che una piuma, in linea con la tendenza di quegli anni in cui la dubbia equazione peso/sustain era assai popolare.
Le sonorità sono quelle tipiche di una Strato "truccata", decisamente aggressive. La chitarra è originale al 100% e in condizioni impeccabili a parte una piccola spaccatura nel battipenna tra pickup e ponte. Un'interessante sintesi di motivi tradizionali e innovazione, realizzata in un periodo non facile per l'industria chitarristica statunitense - specie per le grandi case che in questi anni vivono la peggiore stagione della propria storia sfornando pessimi strumenti. La Kramer dei primi anni riesce invece a coniugare qualità e strategia commerciale, cavalcando le nuove tendenze musicali e producendo strumenti che, molto meglio di altri, "fotografano" un'era.
Questa DMZ 3000 è priva di custodia, ma è accompagnata dallo scatolo originale con cui è stata spedita dalla Kramer all'importatore per l'Italia, Meazzi. Per il musicista desideroso di ampliare la propria paletta sonora e per il collezionista attento a cogliere le possibile "nuove frontiere" del vintage dei prossimi anni.

foto

1.800

 

HOFNER 468 ARCHTOP MODEL, "Committee", 1963-65. Il modello 468 era la gemella della Committee, nome con il quale era distribuita dalla Selmer in Gran Bretagna. La 468, distribuita in tutto il resto d'Europa, si differenziava dal modello per il mercato inglese per gli intarsi sulla tastiera e sulla paletta. Dopo il modello 470 (la Golden) rappresentava il punto più alto della produzione chitarristica della Hofner.
Il modello che vedete qui è stato prodotto tra il 1963 e il 1965, come testimoniato dai pickup "staple" con la cornice piccola e dal particolare schema dei controlli con 4 manopole e nessun selettore tipico dei primissimi anni '60, anche se caratteristico più dei modelli destinati al Regno Unito che della produzione per gli altri Paesi.
Il top è in abete e le fasce e il fondo sono in acero birds-eye assolutamente spettacolare. Avesse avuto un altro nome sulla paletta (... per esempio uno che inizia con la G) una chitarra con questi legni sarebbe costata 15.000 euro! Il manico è in cinque pezzi, e la tastiera ha i tipici intarsi elaborati racchiusi in rettangoli di palissandro bordati di bianco. Bellissima la decorazione sul fondo, tipica dei modelli di fascia alta, così come l'elaborato binding in finta madreperla che arricchisce ed esalta la bellezza dei legni. 
Lo strumento è assolutamente in ordine dal punto di vista della liuteria, dell'action, della solidità strutturale, del funzionamento delle parti elettriche e meccaniche. E' una chitarra molto leggera e ben costruita. Manca il battipenna
e probabilmente il ponte in palissandro non è quello originale, anche se su questo punto non possiamo essere certi. Le condizioni di conservazione sono ottime, con qualche piccolo urto e normali tracce di usura. 

venduta

 


BASSI

FENDER JAZZ BASS, 1960
Un altro strumento eccezionale entra a far parte della nostra collezione: uno dei primissimi Jazz Bass! Tutte le date infatti rimandano al primo periodo della produzione di questo modello, che da oltre cinquant'anni è lo standard con cui qualsiasi altro basso elettrico deve confrontarsi. Il manico in acero è datato Settembre 1960 (la data scritta a matita è sulla faccia inferiore della base del manico ed è rimasta impressa nella corrispondente posizione del neck-pocket, in cui il manico è rimasto inserito ininterrottamente per oltre mezzo secolo. La stessa data è riportata sull'estremità della base del manico, ma probabilmente è riscritta da un vecchio proprietario per conservare il dato, perchè l'altra è quasi completamente sbiadita. Il body è datato Agosto 1960 in una delle cavità dei pickup. Entrambi i potenziometri sono datati 25ma settimana del '60.
Naturalmente il basso ha le principali caratteristiche che individuano i Jazz di primissima generazione: i controlli concentrici (stacked knobs); la tastiera palissandro "slab", cioè con incollaggio piano tra la stessa e il manico; i fori per le sordine individuali (oggi rimosse), soluzione presto abbandonata dalla Fender visto lo scarso favore incontrato presso i musicisti.
Lo strumento è interamente originale, in condizioni eccellenti anche se con normali tracce di usura ed è perfettamente in ordine dal punto di vista della funzionalità e suona molto bene, con i pickup perfettamente bilanciati. E' stato ritastato professionalmente in modo impeccabile e la tastiera è perfettamente suonabile, con action bassa che può essere ulteriormente ridotta. E' presente il coperchio del ponte ma manca quello del pickup centrale.
E' accompagnato dalla splendida custodia originale in brown tolex che lo ha protetto in tutti questi anni e continua ad assolvere egregiamente questa funzione.

venduto

 
FENDER PRECISION BASS, 1965
Sunburst. Un basso spettacolare, originale al 100% e dal suono potente e profondo, con un look "vissuto" che parla di 45 anni di musica dal vivo. Corpo in ontano, finitura nitro sunburst tre toni con alcune zone usurate specie in corrispondenza della cintura e delle zone di attrito con il braccio del musicista. Manico in acero lievemente fiammato, anch'esso splendidamente segnato dalle tracce di un uso costante. Tastiera in palissandro brasiliano dalle belle venature con tasti in buone condizioni, segnatasti a dot in madreperla e capotasto originale.
Il manico è datato Luglio 1965, mentre i potenziometri riportano la data della 20ma settimana di quello stesso anno. Lo strumento ha tutte le caratteristiche del primo periodo transizionale della Fender, immediatamente successivo all'acquisizione da parte della CBS ma ancora saldamente ancorato ai procedimenti costruttivi pre-CBS. Numero di serie "L", logo transizionale un po' usurato, pickup dal fondo grigio.
Tutto è assolutamente originale. Potenziometri, pickup, condensatore, cavetti, presa jack Switchcraft, manopole stile Tele zigrinate, battipenna tartarugato, ponte e sellette, poggia-dito sulla parte inferiore del body, coperchi metallici del pickup e del ponte (quest'ultimo completo di ciò che resta della sordina in gomma), meccaniche ancora del vecchio tipo (quelle che girano "al contrario"), abbassacorde, ecc. ecc. Davvero perfetto sotto ogni punto di vista.
Quello che però più interessa al musicista è il suono: e questo Precision è davvero all'altezza della situazione! Potente, caldo, equilibrato su tutte le frequenze, dà il meglio di sè in tutti gli stili "classici" in cui sono richiesti calore e profondità: blues, jazz, r&b, r&r, rock-blues. Uno strumento eccellente che coniuga valore collezionistico e qualità musicali, pronto per il palco e perfettamente regolato con un'action eccellente, per il musicista vero che cerca "lo strumento della vita", quello da portar sempre con sè in studio e sul palco.
La custodia è la classica Polverini utilizzata sulle Fender importate in Italia e non è il massimo nè esteticamente nè come funzionalità. Ma è quella che è stata con lo strumento fin dal primo giorno di attività e continua ad accompagnarlo anche oggi.

foto

5.600

 
FENDER JAZZ BASS, 1971
Sunburst, originale al 100%. Un altro JB in condizioni incredibili, arrivatoci attraverso la macchina del tempo. Siamo stati i primi a smontare il manico per esaminarlo.  Finitura sunburst in condizioni praticamente perfette, quasi nuovo sul top, privo di segni da cintura sul fondo, e con solo alcune piccole aree lungo i margini del body in cui vi sono tracce di usura. Corpo in ontano, battipenna tartarugato integro, finger-rest (poggia-dito) ancora nella posizione bassa, manico con piastra a quattro viti, tastiera in palissandro con binding e segnatasti a blocchi. 
Come per moltissimi strumenti del periodo '69-'71 il timbro verde chiaro che sostituiva la data del manico non è più leggibile. La datazione, tuttavia, è definita in modo inequivocabile dalla concordanza di numero di serie, date dei potenziometri (16ma settimana del '71), sigla dei pickup dal fondo grigio (2311 = 1971). Il manico stesso, una volta smontato e ribaltato, rivela chiaramente l'impronta speculare della vernice dell'incavo del body. Uno strumento assolutamente integro, mai alterato in nessuna parte, e in condizioni perfette.
Dal punto di vista funzionale, tutto risponde alla grande: un basso leggero e dall'action molto facile, con un bel manico dritto, un suono eccezionale e due pickup potenti e caldi, immediatamente pronto a seguirvi sul palco. Dal punto di vista estetico è near-mint, il near-mint di Real Vintage che è il "mint" di molti altri venditori. 
La sua bellezza è completata dai coperchi cromati originali (quello del ponte ha ancora la sordina in gomma) e dalla bella custodia originale americana in black tolex con logo Fender. 

foto

4.800

 
RICKENBACKER 4001, 1976
Bianco. Uno dei classici più amati dai bassisti di tutto il mondo, nella rara versione bianca con binding e battipenna neri, in condizioni più che eccellenti e totalmente originale. Unica eccezione, se così si può dire, una vite della meccanica del Mi, per il resto è tutto esattamente come nel Maggio del 1976, quando lo strumento lasciò la fabbrica. I truss rod funzionano correttamente, l'action è perfetta e i tasti sono ancora quelli originali. Tutti i potenziometri sono datati 1975 e 1976 e tutto il circuito elettrico Rick-O-Sound col doppio jack è assolutamente originale, inclusi i condensatori e, naturalmente, i pickup.
Stesso discorso per l'hardware: manopole, ponte, sellette, meccaniche. Quando si incontrano strumenti in queste condizioni c'è davvero poco da aggiungere: perfetto. Pochissime tracce di usura. Manca il copri-pickup.
Il suono è il classico suono Rickenbacker che costituisce un elemento importante nella "paletta sonora" di tutti i bassisti. E' accompagnato da una bella custodia rivestita in pelle, che non è quella originale ma si adatta bene allo strumento ed è di ottima qualità.

foto

2.700

 
GIBSON EB-2, 1968, sunburst, originale al 100%. Davvero molto bello e tenuto benissimo. L'unica traccia di usura è il segno accanto al pickup dovuto all'appoggio della mano del musicista, un bassista italiano che lo ha comprato nuovo nel 1969, usandolo con amore e rispetto e conservandolo con tutte le cure, per poi cederlo alla persona che lo ha fatto arrivare a noi. Una curiosità: nome e data di nascita del primo acquirente sono scritte all'interno, insieme alla data del maggio '69 che immagino sia quella dell'acquisto dello strumento. Purtroppo per "lasciare questo segno" il vecchio bassista ha rimosso l'etichetta arancione interna, ma il numero di serie è chiaramente leggibile sulla paletta (rimuovendo una meccanica) e rimanda con certezza al 1968. Lo strumento ha una particolarità che lo rende estremamente attraente: un top in acero fiammatissimo, davvero notevole come vedrete dalle immagini, assolutamente inusuale per questi strumenti in quel periodo! 
L'EB-2 rappresentava il basso nella serie thinline che comprendeva 335, 345, 355, di cui condivideva il design a doppia spalla mancante simmetrica e la costruzione semi-solida, cioè un corpo sottile vuoto con un blocco centrale in acero all'interno per contrastare il feedback conservando le valenze acustiche della cassa vuota. Due controlli, un pickup humbucker con coperchio metallico, un "baritone switch" per tagliare determinate frequenze ed ottenere un suono più nasale. Il ponte ha le sellette in nylon tipiche del periodo, e ha conservato il suo coperchio cromato. E' ancora presente anche il battipenna originale, e tutte le parti sono corrette e ben funzionanti. Uno strumento eccellente, molto bello e in condizioni estetiche veramente ottime, con un suono che rappresenta una seria alternativa alle timbriche Fender grazie alla scala più corta e alla cassa acustica,  in perfette condizioni di action e funzionalità. La custodia non originale è perfettamente calzante essendo stata realizzata professionalmente su misura per questo basso.
eb2 - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - in case - flamed top - hardware - bridge - wear  

  2.750

 

 

ALTRO

RICKENBACKER Electro LAPSTEEL, 1946, corpo in Bakelite, pickup a ferro di cavallo, la più classica delle Lapsteels della prima generazione, un oggetto davvero particolare e soprattutto uno strumento dal suono incredibile, completo di slide e custodia rigida originale in tweed. Condizioni perfette!

venduta

 

PARTI, ACCESSORI, etc.

meccaniche

MECCANICA KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING DORATA rarissima meccanica individuale utilizzata dalla Gibson nel periodo dal 1957 al 1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES 350T. ATTENZIONE, si tratta di una meccanica singola per una delle tre corde basse, e non di un set completo. Tutta originale, incluso il bottone ad anello singolo in plastica - assolutamente intatto. Il coperchio in metallo ha la scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di brevetto all'interno è D-169400. 
pic2 - pic3
  175 
 
MECCANICA KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING DORATA rarissima meccanica individuale utilizzata dalla Gibson nel periodo dal 1957 al 1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES 350T. ATTENZIONE, si tratta di una meccanica singola per una delle tre corde basse, e non di un set completo. Tutta originale, incluso il bottone ad anello singolo, la cui plastica ha i tipici segni di deterioramento ma è solida e intatta. Il coperchio in metallo ha la scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di brevetto all'interno è D-169400. 
pic2 - pic3 - pic4
  150 
 
MECCANICA KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING DORATA rarissima meccanica individuale utilizzata dalla Gibson nel periodo dal 1957 al 1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES 350T. ATTENZIONE, si tratta di una meccanica singola per una delle tre corde acute, e non di un set completo. Tutta originale, incluso il bottone ad anello singolo, la cui plastica ha i tipici segni di deterioramento ma è solida e intatta, anche se visivamente ha un aspetto peggiore rispetto a quella che vedete sopra. Il coperchio in metallo ha la scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di brevetto all'interno è D-169400. 
pic2 - pic3
  140 
 
MECCANICHE KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING DORATE due rarissime meccaniche individuali utilizzate dalla Gibson nel periodo dal 1957 al 1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES 350T. ATTENZIONE, si tratta di DUE meccaniche singole per le corde basse, e non di un set completo. Sono originali e con ingranaggi in ottime condizioni di funzionamento ma i bottoni ad anello singolo sono totalmente deteriorati e distrutti, e debbono pertanto essere sostituiti (vi sono ottime riproduzioni disponibili). Il coperchio in metallo ha la scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di brevetto all'interno è D-169400. Altra immagine:
pic2
   80 l'una
 
BUSSOLE per KLUSON DELUXE  DORATE anni '50 - '60. Quattro bussole originali per meccaniche Kluson, perfetti per tutte le Kluson anni '50 e '60.  Dorate, anche se sull'anello superiore la doratura è scomparsa. Sono vendibili separatamente. Altra immagine:
pic2
   15 l'una 
 
MECCANICHE KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE/DOUBLE RING" per GIBSON,  1964-69SET COMPLETO di meccaniche Kluson Deluxe originali con la scritta su due linee parallele sulla copertura e bottone a tulipano con doppio anello alla base, utilizzate su moltissimi modelli Gibson negli anni '60 (SG, ES 335, ES 175 ecc. ecc.). Numero di brevetto sulla faccia inferiore D-169400. Mancano bussole e viti originali, ma il set è in condizioni estetiche e funzionali eccellenti.  Le meccaniche NON sono vendibili separatamente ma solo come set completo.    380 set
 
BOTTONE "DOUBLE RING" per KLUSON DELUXE e GIBSON/KLUSON, anni '60 e primi anni '70 Bottone in plastica col doppio anello alla base, originale e in ottime condizioni, ideale per ripristinare una meccanica Kluson anni '60 (dal 1960 al 1969) oppure una delle prime Gibson Deluxe (ancora fabbricate da Kluson a partire dal '69). Il foro per il montaggio non ha deformazioni.
pic2 - pic3
    30 
 
MECCANICHE KLUSON DELUXE "SINGLE-LINE" per FENDER, pre-CBS, 1957-64Non un set completo, ma DUE meccaniche originali (mancano Mi basso e Mi cantino), brevetto D-169400. Queste meccaniche sono vendibili INDIVIDUALMENTE, quindi anche se ve ne serve solo una... eccola qua. 

vendute

 
MECCANICHE KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE" per FENDER,  1964-67SET COMPLETO di meccaniche Kluson Deluxe originali con la scritta su due linee parallele sulla copertura, utilizzate su Stratocaster, Telecaster, ecc. ecc., nella metà degli anni '60, tra il periodo delle "single-line" e quello delle nuove meccaniche CBS con la F. Numero di brevetto sulla faccia inferiore D-169400. Oltre alle sei meccaniche, sono presenti tutte le sei bussole originali e le sette viti originali.  Le meccaniche NON sono vendibili separatamente ma solo come set completo.    400 set
 
MECCANICHE KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE" per FENDER,  1964-67Altro SET COMPLETO di meccaniche Kluson Deluxe originali con la scritta su due linee parallele sulla copertura, utilizzate su Stratocaster, Telecaster, ecc. ecc., nella metà degli anni '60, tra il periodo delle "single-line" e quello delle nuove meccaniche CBS con la F. Numero di brevetto sulla faccia inferiore D-169400. Oltre alle sei meccaniche, sono presenti tutte le sei bussole originali e le sette viti originali.  Le meccaniche NON sono vendibili separatamente ma solo come set completo. 
pic2 - pic3
  400 set
 
MECCANICHE KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE" per FENDER,  1964-67. Per Stratocaster, Telecaster, Jaguar, Jazzmaster. Brevetto n. D-169400. Disponiamo di 5 meccaniche singole per le corde intermedie, le meccaniche sono cinque ma mancano i due Mi. In buone condizioni di funzionamento ed estetiche. Altra foto: pic2     70 l'una
 
MECCANICHE GROVER IMPERIAL, cromate, anni '50-60, per GRETSCH, GIBSON, D'ANGELICO etc . Rarissimo set completo interamente originale di meccaniche Imperial con bottone 'stair-step' art-déco. Le Imperials erano il modello utilizzato da tutte le archtop acustiche ed elettriche di alto livello, dotate di un funzionamento perfetto e di un look mozzafiato. Questo set include la scatola originale, tutte le 12 viti e le sei bussole originali, composte da un doppio guscio disassemblabile per la completa compatibilità con tutti i diametri dei fori. Le meccaniche sono del vecchio tipo che nulla ha a che vedere con quelle commercializzate oggi o negli anni '70: infatti queste hanno l'alloggiamento per l'ingranaggio più grande e totalmente smontabile, in modo che ogni singola meccanica possa essere indifferentemente utilizzata come destra o sinistra. L'immagine della Imperial sull'etichetta della scatola originale riproduce invece il nuovo modello, il che fa pensare che questo set abbia lasciato la fabbrica nella seconda metà degli anni '60, pur essendo assolutamente identico in tutto ad un set degli anni '50. Condizioni perfette. Davvero rare e spettacolari.
pic2 - pic3 - pic4 - pic5
  400 set
 
MECCANICHE GROVER IMPERIAL, cromate, anni '50-60, per GRETSCH, GIBSON, D'ANGELICO etc . Un altro rarissimo set completo interamente originale di meccaniche Imperial con bottone 'stair-step' art-déco, utilizzate sui più prestigiosi modelli di archtop. Il set include parte della scatola originale, tutte le 12 viti e le sei bussole originali. Le meccaniche sono del vecchio tipo precedente a quello introdotto negli anni '70, con l'alloggiamento per l'ingranaggio più grande e totalmente smontabile, in modo che ogni singola meccanica possa essere indifferentemente utilizzata come destra o sinistra. Condizioni eccellenti e completamente originali. 
pic2 - pic3
  380 set
 
MECCANICHE GROVER IMPERIAL, cromate, anni '50-60, per GRETSCH, GIBSON, D'ANGELICO etc . Ancora un altro set completo interamente originale di meccaniche Imperial con bottone 'stair-step' art-déco. La descrizione e le caratteristiche del modello le trovate già sopra, in questo caso aggiungeremo solo che si tratta di sei meccaniche con le bussole originali, in condizioni assolutamente impeccabili. Da grandi appassionati di archtop non ce le lasciamo sfuggire, non appena ne troviamo un set disponibile!
pic2 - pic3 - pic4
  400 set
 
MECCANICA KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE", 1964-69. Doppia linea, perno non scanalato, bottone ovale in plastica. Simile ad una meccanica per Mustang ma senza il perno scanalato. Sinceramente non so a quale chitarra si adatti. Mi basso. Altra foto: pic2     15  
 
MECCANICHE KLUSON DELUXE "SINGLE-LINE" per BASSO,  1957-65SET COMPLETO di meccaniche Kluson Deluxe originali con la scritta su singola linea verticale, e contrassegnate all'interno dallo stesso numero di brevetto delle Kluson per chitarra, D-169400. Il set rappresenta davvero una rarità, ideale per ripristinare il vostro strumento d'annata, ed è completo delle 4 bussole originali. L'aspetto è quello di un normale set di Kluson Deluxe però "anabolizzato", con i bottoni sovradimensionati. Una delle meccaniche è leggermente piegata, ma tutte sono in condizioni di perfetta funzionalità. Le meccaniche NON sono vendibili separatamente ma solo come set completo.    150 set
 
MECCANICHE GROVER STA-TITES, ANNI '50, due meccaniche dorate originali, da installare sul lato dei bassi della paletta. Una delle due ha avuto tagliate le punte estreme della piastra di fissaggio, per assomigliare di più alle Sta-Tites anni '30. Il modello veniva impiegato da numerose Case diverse, soprattutto Gretsch e Guild, ma anche Martin e Gibson. Sono in eccellenti condizioni sia estetiche che funzionali. Non vendibili separatamente.    40 due
 
GROVER, bottoni per meccaniche 'KIDNEY-BUTTON' per GRETSCH, '60s, dorati. Sono disponibili SETTE bottoni, NON le meccaniche complete ma solo le parti che vedete nell'immagine. Doratura consumata su sei bottoni, in eccellente stato sul settimo, in buone condizioni sui sette anelli. Possono essere ceduti singolarmente a 12 cadauno, o in blocco a 60.  
 
Set di meccaniche GIBSON DELUXE, Made in Germany, anni '80-'90
Set completo di meccaniche Gibson Deluxe di fabbricazione tedesca, con bottone in plastica a tuilpano e sistema di fissaggio con bussola filettara. Completo di bussole e rondelle, tutte le meccaniche sono integre e perfettamente funzionanti.

foto

  50 set

 

SOLO per le parti accettiamo

custodie

GRETSCH CUSTODIA RIGIDA per archtop, anni '60Una rara custodia originale Gretsch anni '60, adatta per moltissimi modelli elettrici e acustici di archtop a cassa profonda come 6120, Country Club, Streamliner, New Yorker, Single Anniversary e Double Anniversary, Tennessean prima versione, ecc. ecc. La custodia è in ottime condizioni strutturali, con maniglia, chiusure e cerniere integre e funzionanti. Dal punto di vista estetico le condizioni sono buone, nonostante alcune tracce di usura sui margini, su top e back (in alcuni punti affiora il legno sotto il rivestimento usurato).
Anche all'interno vi sono dei punti usurati, come documentato dalle immagini.
In generale, tuttavia, si tratta di una custodia molto solida ed efficiente, in grado di arricchire e proteggere la vostra Gretsch vintage.
Non adatta a chitarre con corpo di larghezza uguale o superiore a 17" come Country Gentleman e White Falcon, nè con corpo troppo sottile.
Dimensioni interne: larghezza massima cm 42 (16.5"), lunghezza cm 110(43.3"), profondità cm 10 (4").

foto

  450

 
FENDER BROWN TOLEX, custodia rigida per Stratocaster o Telecaster, 1959-61
Una rarissima custodia rigida originale in brown tolex per Fender Stratocaster e Telecaster. E' la prima versione della brown, quella immediatamente successiva alla custodia in tweed, ed è stata utilizzata nel periodo tra il 1959 e il 1961. Si distingue dalla brown utilizzata tra il '61 e il '63 per la posizione della chiusura centrale che qui è posta tra i due piedini della maniglia, e per l'interno di colore giallo-arancio. La brown utilizzata tra il '61 e il '63 ha invece la chiusura centrale "fuori" dalla maniglia e l'interno del colore colore rosso dell'interno.
La custodia è completamente originale e in condizioni eccezionali. Tutte le cerniere e le chiusure funzionano bene, la maniglia è integra, le tracce di usura sono modeste. Un perfetto completamento per la vostra Fender vintage!

foto

venduta

 

ponti e attaccacorde

PONTI GIBSON in palissandro per ARCHTOP ELETTRICHE E ACUSTICHE, 1937-1952. Il modello è quello a base singola (non quello più recente con i due "piedini") e con la selletta precompensata, tutto realizzato in palissandro brasiliano. Sono completi dell'hardware in ottone, e sono in condizioni perfette. Utilizzati fin dalla metà degli anni '30 fino ai primi anni '50 su tutte le archtop acustiche ed elettriche della Gibson (L-5, L-7, L-12, ES-300, ES-350, ES-5, ES-175, ecc. ecc.).  DUE DISPONIBILI.
pic2 - pic3 - pic4
  200 l'uno
 
PONTE  FENDER JAGUAR o JAZZMASTER, anni '60  cromato, originale vintage. Completo di tutte le sei sellette con le viti originali di regolazione.  Altre foto qui sotto:
pic2 - pic3  
  150 
 
VIBRATO per  FENDER JAGUAR o JAZZMASTER, anni '60  cromato, originale vintage. Completo del meccanismo a molla e di cinque delle sei viti di fissaggio al body. La leva illustrata nelle immagini non è originale e non è inclusa.  Altre foto qui sotto:
pic2 - pic3  
  160 
 
PONTE  GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60  cromato, originale vintage, in ottime condizioni estetiche e funzionali, completo di viti di regolazione e sellette in metallo trattenute dal filo metallico. Può essere utilizzato sia con i perni fissati sul top di solid-body o thinline, che sulla base in palissandro per le archtop. E' completo dei perni filettati e delle rondelle per la regolazione dell'altezza. Altre foto qui sotto:
pic2 - pic3 - pic4  
  300 
 
PONTE  GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60  cromato, originale vintage, in ottime condizioni estetiche e funzionali, completo di viti di regolazione e sellette in metallo trattenute dal filo metallico. Può essere utilizzato sia con i perni fissati sul top di solid-body o thinline, che sulla base in palissandro per le archtop. Altre foto qui sotto:
pic2 - pic3 - pic4  
  280 
 
PONTE  GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60  cromato, originale vintage, in buone condizioni estetiche e funzionali, completo di viti di regolazione e sellette in metallo. Manca ill filo metallico che trattiene le sellette. Può essere utilizzato sia con i perni fissati sul top di solid-body o thinline, che sulla base in palissandro per le archtop. Altre foto qui sotto:
pic2 - pic3  
  250 
 
PONTE  GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60  cromato, originale vintage. Mancano 5 delle 6 sellette e il filo metallico che le tratteneva in sede. Altre foto qui sotto:
pic2  
  130 
 
PONTE  GIBSON per ARCHTOP ELETTRICA O ACUSTICA, anni '50-'60,  classico ponte in palissandro con selletta precompensata, utilizzato su moltissime archtop elettriche e acustiche tra le quali ES-175, ES-125, ES-350, ecc. ecc. Ottime condizioni.
pic2 - pic3  
  185 
 
PONTE/ATTACCACORDE GIBSON PER SG - LES PAUl JUNIOR  anni '60, stile "wrap around" con sella compensata, la versione presente sulle Les Paul/SG Junior e Special a partire dal 1961 e poi ancora sulle SG Jr e Special e sulle Melody Maker per tutti gli anni 60. Altre immagini sotto:
pic2 - pic3  
  100 
 
BIGSBY Pre-compensated BRIDGE in alluminio. Originale, è il tipo di ponte spesso associato al celebre vibrato Bigsby, e frequentemente utilizzato da numerose Case americane (due disponibili).     50
 
PONTE GRETSCH PER ARCHTOP IN EBANO pregevole ponte vintage per archtop con sella precompensata in ebano, corretto per diversi modelli acustici ed elettrici della Gretsch ma ideale anche per qualsiasi altra archtop. Anni '50-'60.
pic2   
   80 
 
PONTE GRETSCH SPACE-ROLLER, FOGLIETTO ILLUSTRATIVO (tag) originale, anni '60 Si tratta di una 'tag' originale che accompagnava le chitarre Gretsch equipaggiate con il ponte Space-Roller, utilizzato su tantissimi modelli (Anniversary, DuoJet, Jet Firebird, e mille altri ancora). Disponibile solo la tag, NON il ponte!    50 
 
PONTE GRETSCH "BAR BRIDGE" DORATO, REISSUE Perfetta riproduzione del classico ponte Gretsch, completo di base in palissandro.    50 
 
PONTE stile NASHVILLE TUNE-O-MATIC per archtop, dorato Ponte di ottima qualità, Made In Germany, completo di base in palissadro    30 
 
PONTE IN EBANO PER CHITARRA ARCHTOP, stile Gibson
Accurata riproduzione di un ponte Gibson per archtop elettrica o acustica, realizzato in ebano, con selletta precompensata e regolabile in altezza.

foto

  35 

 

manopole e altro hardware (switch tips, neckplates, bottoni tracolla, ecc.)

FENDER TELECASTER "Top Hat" switch tips, Daka-Ware, 1956-70s
Siamo riusciti a trovare un piccolo stock di 4 manopole originali "top-hat" per il selettore delle Fender Telecaster, marca Daka-Ware, mai usate. Le condizioni sono quelle che vengono definite "NOS", cioè "new old stock". Assolutamente perfette. Il modello è quello utilizzato a partire dal 1956 per tutti gli anni '60 e fino ai '70. E' marchiato Daka-Ware col numero di brevetto. Il set è di 4 manopole originali, le vendiamo singolarmente a 40 euro l'una, o in blocco a 140 euro.

foto

  40  l'una

oppure tutto il set di 4 manopole a € 140.00

FENDER STRAP KNOB, '60s  bottone tracolla originale Fender vintage, completo di vite. Per Stratocaster, Telecaster, Jaguar, Jazzmaster e tutti gli altri modelli Fender degli anni '50 e '60:
pic2

venduto

 
FENDER NECK-PLATE, serie L, 1965  originale vintage, in ottime condizioni. Numero di serie L riferibile al 1965. E' completo delle quattro viti originali. Altre foto sotto:
pic2 - pic3
  240 
 
MANOPOLE FENDER per JAGUAR, MUSTANG o JAZZ BASS, anni '60   originali e in ottimo stato, complete delle viti laterali per il serraggio al potenziometro. Vendute solamente in coppia, non singolarmente.
pic2
  60 la coppia

 

MANOPOLE GIBSON "REFLECTOR" KNOBS, 1959-1970, dorate, tre manopole vendute singolarmente.  Due con la scritta "volume" nell'inserto argentato sul top, una con la scritta "tono". Come vedete dalle immagini, uno dei due 'volumi' ha un margine danneggiato, pur restando perfettamente funzionale (quello a sinistra nelle foto).
Queste manopole sono una pietra miliare della dotazione Gibson anni '60, utilizzate su moltissimi strumenti: ES 335, L-5 e Super 400 CES, Les Paul, ES 5 Switchmaster, ES 175, e molti altri modelli, anche Epiphone. Su alcune chitarre come le Les Paul Deluxe sono state usate fino ai primi anni '70, mentre in genere sugli altri modelli sono state presenti fino al 1967. Aggiornamento Novembre 2007, ne restano disponibili solo due (
scrivi per maggiori dettagli).
pic2
  75 l'una

quella danneggiata costa 50 euro

MANOPOLE GRETSCH, G-Arrow knobs. Reissue delle manopole Gretsch degli anni '50 e '60, perfette riproduzioni in ottone cromato, davvero molto, molto accurate. Sono disponibili due, e  sono vendibili separatamente. Nuove, mai installate. Attenzione: solo UNA disponibile!    20 cad.
 
GRETSCH, BOTTONI TRACOLLA originali anni '50-'60 Tre bottoni per tracolla originali vintage, il classico bottone Gretsch col bordo zigrinato e la filettatura. Due sono dorati (A-B) e uno è cromato (C). I due bottoni dorati hanno segni di ossidazione. 
pic2
   35 cad.
 
HOLLYWOOD MEAZZI Logo su placchetta metallica per chitarra italiana vintage anni '60. 
   35 
 

battipenna

STAFFA DI FISSAGGIO (BRACKET) PER BATTIPENNA ARCHTOP GIBSON, nickel. Staffa di fissaggio per battipenna, originale vintage, completa di vite e di asta filettata. La finitura in nickel la rendono perfetta per tutte le archtop Gibson pre-66. Nota bene: non idonea per le thinline stile ES 335, che hanno una staffa più piccola. 
Altre due immagini qui:
pic2 - pic3
  170
 

pickups, elettroniche e potenziometri

FENDER STRATOCASTER, SELETTORE CRL a 5 POSIZIONI, 1976-82
Selettore CRL a cinque posizioni originale, utilizzato sulle Fender Stratocaster nella seconda metà degli anni '70 e fino ai primi anni '80. Ottime condizioni e ben funzionante.

foto

  50 
 
PICKUP GRETSCH FILTERTRON, anni '50-'60, dorato Rarissimo pickup vintage originale Filter-Tron, il classico humbucker realizzato dalla Gretsch alla fine degli anni '50. Questo modello con poli e coperchio dorati equipaggiava modelli leggendari come la 6120 (e poi la Nashville), la Country Gentleman, la Country Club, la White Falcon, la Jet Firebird, ecc. ecc. Tutto originale, mai riavvolto, mai modificato. Al momento sotto il magnete si trovano inseriti dei pezzettini di legno, utilizzati per la regolazione dell'altezza nella chitarra in cui era installato, ma possono essere facilmente rimossi. Completo delle viti di fissaggio originali. Funziona perfettamente e suona alla grande. La doratura del coperchio è un po' usurata. Altre immagini qui:
pic2 - pic3
  600 
 
COPERCHI DORATI per PICKUP FILTERTRON GRETSCH, REISSUE. Perfette riproduzioni dei coperchi originali dei più famosi pickup Gretsch. Nuovi, mai utilizzati, completi del numero di brevetto. Due disponibili. Nella foto vedete il confronto con gli originali vintage.    25 cad.
 
FENDER JAGUAR BRIDGE PICKUP, 1964-65  Pickup originale e in ottime condizioni, completo di viti di fissaggio e coperchio in plastica originale. Ottime condizioni, avvolgimento e cavetti originali. 6,10 kOhm. Altre foto qui sotto:
pic2 - pic3  
  250  
 
FENDER JAGUAR NECK PICKUP, 1964-65  Pickup originale e in ottime condizioni, completo di viti di fissaggio e coperchio in plastica originale. Ottime condizioni, avvolgimento e cavetti originali. 6,40 kOhm. Altre foto qui sotto:
pic2 - pic3  
  250  
 
POTENZIOMETRO CTS per  FENDER JAGUAR, TELECASTER, 1965 Potenziometro originale prodotto dalla CTS nella 19ma settimana del 1965, col valore di 1 MEG, per Fender Jaguar e Fender Telecaster. Le sue caratteristiche (valore 1 MEG con asta 'solida' e non sezionata) lo rendono non adatto per le Stratocaster e per le Telecaster pre-67. Altre immagini qui:
pic2 - pic3

   60

 
FENDER JAGUAR SWITCH PLATE, anni '60  piastra esagonale originale (circa 1964-65) in metallo con i tre switch per la selezione dei pickup e altre opzioni tonali. Completa degli switch originali, del condensatore originale e delle due viti di fissaggio. Altre foto qui sotto:
pic2 - pic3  
   75 
 
FENDER JAGUAR RHYTHM PLATE, anni '60  piastra metallica originale (circa 1964-65) con il selettore del circuito "rhythm" e le manopole a ruota per la regolazione di volume e tono, completa di tutte le parti in plastica, dei potenziometri e condensatori originali, delle tre viti di fissaggio e dei cavetti originali. Altre foto qui sotto:
pic2 - pic3  
  130 
 

SOLO per le parti accettiamo
Immagine soluzioni

pubblicità e foto vintage

Pubblicità FENDER, "Skydiver Ad", 1964 Rara inserzione pubblicitaria in bianco e nero del 1964, originale e in ottimo stato, dalla campagna "You won't part with yours either" lanciata dalla Fender nei primi anni '60. L'immagine del paracadutista con la Jazzmaster pre CBS a tracolla è incredibile e attualissima! Sul retro, pubblicità della Gibson che raffigura Tony Mottola con una ES-355 Stereo.  Originale, non una riproduzione. Il retro è visibile qui: pic2      40 
 
Pubblicità FENDER, "Drive-In Ad", 1963, Rara inserzione pubblicitaria in bianco e nero da un "Down Beat" del 1963, originale e in ottimo stato, dalla campagna "You won't part with yours either" lanciata dalla Fender nei primi anni '60. L'immagine rappresenta una coppia di fronte allo schermo di un drive-in, e tra loro - allora come oggi - la sagoma di una Strato! Originale pre CBS, non una riproduzione.    40
 
Pubblicità FENDER, Jaguar, Jazzmaster, Jazz Bass, Stratocaster, 1963, Rara inserzione pubblicitaria in bianco e nero da un "Down Beat" del Novembre 1963, originale e in ottimo stato. Tra le pubblicità Fender è una delle più rare e ricercate. A fianco dell'immagine principale sono illustrate alcune caratteristiche tecniche e i principali brevetti. Originale, non una riproduzione.

   40

 
Foto CLARENCE GATEMOUTH BROWN, 1948 b/n, riproduzione, Si tratta di una ristampa digitale di buona qualità di un'immagine in bianco e nero che rappresenta il famoso chitarrista recentemente scomparso, mentre suona una Gibson ES-350 Premier come la mia al teatro Apollo di Harlem, NY, nel 1948.     15
 

 

***********

ARCHIVIO

Questa sezione raccoglie alcune tra le chitarre più belle che hanno fatto parte della collezione di Real Vintage in passato: ogni link conduce ad una pagina in cui troverete le immagini dello strumento. Le chitarre in questa sezione non sono più disponibili, ma abbiamo deciso di mantenere visibili tutte le foto dettagliate perchè possano servire da utile strumento per tutta la comunità di appassionati del vintage. Potete scaricarle nei vostri archivi personali, ma non utilizzarle per altri siti, commerciali o meno, senza la nostra autorizzazione.

FENDER STRATOCASTER, 1955 GIBSON ES-355 Mono, 1960, PAF
FENDER STRATOCASTER, 1955 GIBSON ES-355 Stereo Varitone, 1961, PAF
FENDER STRATOCASTER, 1956 GIBSON ES 355, 1965
FENDER STRATOCASTER, 1956 GIBSON ES 355, 1966
FENDER STRATOCASTER, 1957 GIBSON ES 345, 1968
FENDER STRATOCASTER, 1957 GIBSON ES 345, 1970
FENDER STRATOCASTER, 1958 GIBSON ES 330 TDC, 1968
FENDER STRATOCASTER, 1958 GIBSON ES 350 N, 1949
FENDER STRATOCASTER, slab board 1960 GIBSON ES 225 TCD, 1957
FENDER STRATOCASTER, slab board 1960 GIBSON ES 175, 1953
FENDER STRATOCASTER, 1963 GIBSON ES 175, 1953
FENDER STRATOCASTER, 1963 GIBSON ES 175 D, 1957
FENDER STRATOCASTER, 1963 GIBSON ES 175 D, 1963
FENDER STRATOCASTER, 1963 GIBSON ES 175 D, 1967
FENDER STRATOCASTER, 1963 - foto 2011 GIBSON ES 175 D, 1967
FENDER STRATOCASTER, 1963, Fiesta Red GIBSON ES 175 DN, 1968
FENDER STRATOCASTER, 1964 GIBSON L-5 CES, 1964
FENDER STRATOCASTER, 1964 GIBSON L-5 CES, 1973
FENDER STRATOCASTER, 1964 GIBSON L-5 CES Master Model, 1990
FENDER STRATOCASTER, 1964 GIBSON SUPER 400 CES, 1970
FENDER STRATOCASTER, 1964 GIBSON ES-5 Prototipo, 1949
FENDER STRATOCASTER, maggio 1965 GIBSON ES 5, 1950
FENDER STRATOCASTER, giugno 1965 + altre foto GIBSON ES-5N, 1951
FENDER STRATOCASTER, sett. 1965 GIBSON ES-5N, 1951
FENDER STRATOCASTER, dic. 1965 paletta grande GIBSON ES-5, 1953
FENDER STRATOCASTER, genn. 1966 GIBSON LES PAUL GALLERY
FENDER STRATOCASTER, 1966 GIBSON L-5 S, 1981
FENDER STRATOCASTER, 1966, Fiesta Red GIBSON V-2, 1980
FENDER STRATOCASTER, 1969 GIBSON J 200, 1969
FENDER STRATOCASTER, 1972, Olympic White GIBSON J 200, 1973
FENDER STRATOCASTER, 1972, Black GIBSON ES 125 TCD, 1965
FENDER STRATOCASTER, 1973 GRETSCH 6120, 1957
FENDER STRATOCASTER, 1974, Candy Apple Red GRETSCH 6120, 1961 Single Cutaway
FENDER STRATOCASTER Fullerton 62 Vintage Reissue, 1982 GRETSCH 6120, 1962
FENDER STRATOCASTER Fullerton 57 Vintage Reissue, 1983 GRETSCH 6120, 1962
FENDER STRATOCASTER Fullerton 57 Vintage Reissue, 1983 black GRETSCH 6120, 1962
FENDER STRATOCASTER Mary Kaye Reissue, 1987 GRETSCH 6120, 1964
FENDER STRATOCASTER Mary Kaye Reissue, 1987 GRETSCH 6120, 1964
FENDER CUSTOM SHOP Clapton STRATOCASTER, '88 GRETSCH 6120, 1964
FENDER ESQUIRE, slab-board 1959 GRETSCH 6120 NASHVILLE, 1967
FENDER TELECASTER, 1966 GRETSCH 6120 NASHVILLE, 1972
FENDER TELECASTER, 1966 GRETSCH 6122 COUNTRY GENTLEMAN, 1964
FENDER TELECASTER, 1966, CANDY APPLE RED GRETSCH 6122 COUNTRY GENTLEMAN, 1964
FENDER TELECASTER, 1967 GRETSCH 6122 COUNTRY GENTLEMAN, 1964
FENDER TELECASTER maple cap, 1967 GRETSCH DUO-JET, 1958
FENDER TELECASTER CUSTOM, 1967 GRETSCH DUO-JET, 1959
FENDER TELECASTER 1968, sunburst custom color GRETSCH JET FIREBIRD 6131, 1964
FENDER TELECASTER, 1970 GRETSCH JET FIREBIRD, 1964
FENDER TELECASTER THINLINE, 1968 GRETSCH 6124 ANNIVERSARY, 1959
FENDER TELECASTER, 1971 GRETSCH DOUBLE ANNIVERSARY, 1967
FENDER TELECASTER CUSTOM, 1975 GRETSCH 6124 ANNIVERSARY, 1963
FENDER JAGUAR Dakota Red, 1963 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1959
FENDER JAGUAR Candy Apple Red, 1963 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1960
FENDER JAGUAR, 1964 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1962
FENDER JAGUAR Lake Placid Blue, 1964 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1967
FENDER JAGUAR, 1965 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1967
FENDER JAGUAR, 1965 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1967 Custom
FENDER JAGUAR Dakota Red w/m.hdstock, 1965 GRETSCH COUNTRY CLUB, 1957
FENDER JAGUAR, 1965-66 RICKENBACKER 330/XII, 1966
FENDER JAGUAR Fiesta Red, 1966 RICKENBACKER 335, 1967
FENDER JAZZMASTER, 1962 RICKENBACKER 360, 1968
FENDER JAZZMASTER, 1963 MARTIN D-18, 1963
FENDER JAZZMASTER Fiesta Red - gold hw, 1964 MARTIN D-18, 1971
FENDER JAZZMASTER, 1965 MARTIN D-28 sunburst, 1977
FENDER MUSTANG, 1965 Dakota Red MARTIN 000-28 Eric Clapton, 1997
FENDER MUSTANG, 1966 Daphne Blue NATIONAL NEW YORKER LAPSTEEL, fine anni '30
GIBSON LES PAUL SPECIAL, 1961 NATIONAL TRIOLIAN, 1930
GIBSON LES PAUL JUNIOR, 1960 NATIONAL TRIOLIAN, 1932
GIBSON LES PAUL DELUXE, 1970 NATIONAL WESTWOOD 75, 1964
GIBSON LES PAUL CUSTOM 'All Gold', 1981 GUILD STARFIRE IV STEREO, 1969
GIBSON LES PAUL 25/50 ANNIVERSARY, 1978 GUILD STARFIRE V, 1966
GIBSON LES PAUL 25/50 ANNIVERSARY, 1978 GUILD CE 100 D, 1964
GIBSON LES PAUL ARTISAN, 1978 GUILD F 212 XL, 1972
GIBSON LES PAUL HERITAGE 80 STD, 1980 MUSIC MAN STINGRAY BASS, 1979
GIBSON LES PAUL HERITAGE 80 STD, 1981 MUSIC MAN STINGRAY BASS fretless, 1979
GIBSON LES PAUL Gold Top 30th Anniv. 1983 IBANEZ GB 10, 1978
GIBSON LES PAUL Gold Top 30th Anniv. 1983 IBANEZ JEM DNA Steve Vai, 2000
GIBSON SG STANDARD, 1968 HOFNER 468 ARCHTOP "Committee", 1963-65
GIBSON SG STANDARD, 1968 HOFNER 500/1 'BEATLE' BASS, 1965
GIBSON SG STANDARD, 1968-69 HOFNER 500/1 'BEATLE' BASS, 1965
GIBSON SG DELUXE, 1971 HOFNER 500/2 'CLUB BASS', 1965
GIBSON SG CUSTOM, 1972 VOX MARK VI, 1964-67
GIBSON SG SPECIAL, 1969 FENDER JAZZ BASS, 1960 stack-knob, slab-board
GIBSON BYRDLAND, 1976 FENDER JAZZ BASS, 1964
GIBSON ES-335 TDC, 1964 FENDER JAZZ BASS, 1965
GIBSON ES 335, 1966 cherry FENDER JAZZ BASS, 1965
GIBSON ES 335, 1966 cherry FENDER JAZZ BASS, 1965
GIBSON ES 335, 1966 cherry FENDER JAZZ BASS, 1968-69
GIBSON ES 335 Sparkling Burgundy, 1966 FENDER JAZZ BASS, 1971
GIBSON ES 335, 1967 cherry FENDER JAZZ BASS, 1973
GIBSON ES 335, 1967 sunburst FENDER PRECISION BASS, 1966
GIBSON ES 335, 1967 sunburst FENDER PRECISION BASS 'Slab-Body', 1967
GIBSON ES 335, 1968 cherry FENDER PRECISION BASS, 1972
GIBSON ES-335 TDC, 1970 cherry
GIBSON ES 335, 1972 cherry
GIBSON ES 335 DOT Custom Shop Ed., 1984

Torna all'Home Page 

home - intro - dove - servizi - lista - links - mail