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LISTA AGGIORNATA A NOVEMBRE 2016

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CHITARRE  BASSI  ALTRO  PARTI  ARCHIVIO

ultimi arrivi: Gibson Les Paul 30th Anniversary, 1982-83 - Gibson L-50 banner logo, 1943-45

in arrivo :  ...

aggiornamento del 27.10.2016: In rete la Les Paul Gold-Top 30th Anniversary appena arrivata -  L-50 archtop acustica del periodo della Seconda Guerra Mondiale

 

 

CHITARRE

GUILD

GUILD CE 100-D, 1964 sunburst. 
Prestigiosa archtop elettrica con una spalla mancante. Condizioni eccezionalmente buone per uno strumento di oltre 40 anni fa, "near mint". Unico segno del tempo lo scrostamento "da stress" della finitura nella zona dell'attacco del manico, peraltro assolutamente stabile e solido strutturalmente. Non vi sono ritocchi, 'botte' o altri segni pesanti, nè checking della vernice. Corpo in acero laminato, tastiera in palissandro con intarsi a blocchi in madreperla, ponte in palissandro, meccaniche Grover Sta-Tites, intarsio stile chesterfield sulla paletta. Lo strumento era stato concepito come risposta alla ES 175, ma grazie ai particolari humbuckers della Guild nella loro prima versione era dotata di una propria identità ben distinta. Grande chitarra da jazz o blues, tutta assolutamente originale (anche i tasti!). 
La chitarra è accompagnata da una buona custodia rigida non originale.
front - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - neck joint - tuners

2.700 

 

FENDER

FENDER STRATOCASTER, 1956
Un'altra eccezionale Stratocaster anni '50 con tutte le caratteristiche dei primissimi anni di produzione del modello, con un suono eccezionale e originale al 100%
Corpo in frassino figurato, finitura sunburst due-toni, manico in acero e parti in bakelite. Il body è datato Marzo 1956, ha un profondo contour che lo rende molto leggero e confortevole, e la finitura originale mostra checking diffuso ed evidenti segni di usura su entrambe le facce, evidenziando le belle venature del frassino. Sono evidenti i clamping holes, cioè i 4 fori utilizzati per sostenere il corpo durante le fasi di verniciatura e asciugatura. Il manico, datato Maggio '56, ha ancora il profilo pre-V tipico delle '55; presenta normali segni di usura e ha i tasti e il capotasto originali. 
La paletta presenta lo Spaghetti logo in condizioni eccellenti, l'abbassacorde circolare accanto al quale è presente un forellino richiuso professionalmente sulla cui origine non sono in grado di dare spiegazioni (forse una decorazione o un bottone di qualche tipo), visto che si trova in una posizione "esterna" rispetto alla linea delle corde. Le meccaniche hanno ancora la scritta Pat. Appld. ma rispetto alle no-line della '55 presentano la scritta Kluson Deluxe su singola linea.
Hardware tutto originale. Sul battipenna a singolo strato sono fissati i pickup dal fondo nero con coperchi originali in bakelite, i primi due dei quali sono spaccati per l'usura. In bakelite sono anche le manopole di tono e volume, la manopolina del selettore e quella della leva del vibrato. La parte elettrica è anch'essa interamente originale, con potenziometri datati Febbraio '56, condensatore in carta e saldature intatte, selettore a tre vie CRL e presa jack Switchcraft.
La tastiera mostra segni di usura, ma i tasti sono ancora in discrete condizioni e consentono un'action agevole e spazio per il bending. Il suono è all'altezza delle aspettative, ben bilanciato e caldo, con la giusta dose di cattiveria che ci si aspetta da una maple-neck. 
Completano la chitarra la leva e il copri-molle originali, e una splendida custodia rigida in tweed, originale, in ottime condizioni e robusta, dotata di tutte le cerniere e chiusure ben funzionanti.

Questa chitarra NON è esposta nel negozio di Milazzo, ma se siete interessati a vederla e provarla scrivetemi e sarò lieto di portarla in negozio per voi.

foto

30.000
FENDER STRATOCASTER, 1964. Sunburst. 
Questa chitarra torna nella nostra collezione, che aveva lasciato nel 2003. Abbiamo messo in rete più di 50 nuove immagini, ma trovate QUI anche le foto del 2003.

Un'altra meravigliosa Strato Pre-CBS, con un incredibile manico in acero fiammato e tastiera in palissandro brasiliano con clay-dots! Spaghetti logo perfettamente conservato, paletta piccola con intensa figurazione del legno, meccaniche Kluson "double line", numero di serie "L".
La data del manico è Settembre 1964, quelle dei tre potenziometri sono 28ma settimana del '64. Lo strumento, oltre alla bellezza dell'aspetto e del suono, ha alcune interessanti particolarità: tra queste spicca la presenza di tre pickup con la stessa data, 15 Ottobre '64, ma il primo è del vecchio tipo col fondo nero e il timbro giallo, quello centrale ha lo stesso timbro giallo con la data ma il fondo grigio (ed è la prima volta che vedo un grey-bottom pickup con la data timbrata), il terzo infine ha il fondo grigio e la stessa data scritta a mano... come dire, una panoramica completa della transizione tra black-bottom e grey.
Altra caratteristica transizionale è il battipenna, assolutamente originale, un po' "imbarcato" e con le tipiche spaccature accanto al pickup al manico, ma già del tipo in plastica bianca e non in celluloide. Anche in questo caso, si tratta di uno dei primissimi white guards, introdotti proprio sul finire del '64.  Tutte le altre parti in plastica sono originali. Finitura sunburst conservata molto bene, solo una piccola traccia da cintura sul fondo che arriva fino al legno e un lieve sbiadimento del rosso sotto il braccio destro, e qualche piccola area lungo i margini esterni, documentata dalle immagini, in cui la vernice lascia trasparire il legno. Ma in generale, definirei lo strumento in condizioni Excellent+, tanto per fare "l'americano" anch'io.
Tutto l'hardware è originale e in buone condizioni, con tracce di ruggine sul ponte: Le meccaniche Kluson Double-Line sono originali, ben funzionanti e non vi sono tracce (nè visibili nè invisibili) di altre meccaniche mai installate. Probabilmente ritastata con tasti di dimensione corretta e nuovo capotasto.
Il selettore a tre posizioni attualmente installato è nuovo (ma con la vecchia manopolina originale), ma l'originale è in dotazione... sinceramente non so se e come possa essere riparato, ma non credo sia impossibile. Per il resto, tutto è al 100% originale, compresi i potenziometri, le manopole, la leva tremolo, il ponte e le sellette, il copri-molle sul fondo.
Questa spettacolare Stratocaster trova nel manico fiammato il suo vero punto di forza. Non solo per la bellezza, ma anche per il profilo confortevole e l'action perfetta. Il corpo è in leggero ontano, con un profondo contour. I pickup suonano tutti senza problemi, e la chitarra ha il classico pre-CBS sound che rende questi strumenti una vera leggenda.
E' dotata di una bella custodia originale Fender in tolex nero, corretta per l'anno, ma probabilmente destinata ad una Jazzmaster, data la forma della tasca interna più squadrata e le dimensioni leggermente più grandi.

foto 2008 - foto 2003

18.500

 
FENDER STRATOCASTER Black Custom Color, 1972 
Nera, originale al 100%. Data del manico Ottobre 72, date dei potenziometri 46ma settimana del '71, data dei pickup 'staggered' dal fondo grigio 1972 (2312). Corpo in ontano, leggero, manico in acero con piastra di fissaggio a tre viti e 'tilt-neck adjustment', logo nero sulla paletta larga. Il colore nero è uno dei più ricercati, grazie al collegamento con Jimi Hendrix e il suo frequente uso di Strato nere con palettona. La finitura è totalmente originale e in buone condizioni, con checking diffuso ed evidenti segni di usura sul fondo dove un'ampia zona del body ha il legno scoperto. La localizzazione delle zone usurate, così come un forellino per un secondo bottone della tracolla sul corno 'piccolo', rivelano la storia di un proprietario mancino che ha usato la chitarra sottosopra, hendrixianamente. 
Lo strumento è perfettamente originale: ponte, meccaniche, circuiti, pickup dai poli sfalsati, potenziometri, selettore a tre vie, parti in plastica, ecc. ecc.  La rarità del custom color, la leggerezza e le ottime qualità musicali lo rendono particolarmente affascinante. L'action è ottima, i tasti sono in buone condizioni, e la tastiera in acero è molto scorrevole e facile. I pickup hanno un ottimo volume e sono ben bilanciati, la chitarra ha un suono caldo e definito. 
E' presente la leva tremolo, mentre mancano il copri-ponte e il coperchio delle molle del vibrato. In dotazione anche la bella e solida custodia rigida originale in black tolex con logo Fender.
 

foto

5.500

 

FENDER STRATOCASTER, 1979
Sunburst.  Un immacolato esempio di Stratocaster della fine degli anni '70 in condizioni eccezionalmente buone. Corpo in frassino figurato con finitura sunburst e manico in acero con tastiera in palissandro (non manca sul retro del manico la striscia scura che copre il truss rod). Tipico di quegli anni è l'abbinamento del sunburst con le parti in plastica nere.
La chitarra è completamente originale. Il numero di serie indica il 1979 come anno di produzione, ma è più probabile che la chitarra abbia lasciato la fabbrica nell'anno successivo, visto che i pickup dal fondo grigio sono datati tra il 1979 e il 1980. Non vi sono altre date leggibili nè sul manico (timbro sbiadito appena visibile) nè sui potenziometri (sigla coperta dalle saldature). Tutte le dotazioni di hardware e circuito elettrico sono quelle tipiche del periodo, con piastra del manico a tre viti con tilt-neck, meccaniche "F", bullone di regolazione del truss-rod posizionato sulla paletta, eccetera.
Lo strumento ha un look gradevole grazie alla finitura ben eseguita e alle venature del body, non è eccessivamente pesante e suona bene. Tutto funziona correttamente. La bella tastiera è in ottime condizioni e rispetto ad altre Stratocaster di quel periodo è abbastanza 'facile'. La chitarra è completa della sua custodia rigida originale anch'essa in perfette condizioni.

foto

venduta

 

FENDER "Fullerton" STRATOCASTER 62 Vintage Reissue LAKE PLACID BLUE , 1983
Un'altra Stratocaster dell'era Fullerton della Fender, completamente originale e in condizioni perfette, in una delle finiture "custom" più rare e ricercate: il Lake Placid Blue. La chitarra è una '62 Vintage Reissue con tastiera in palissandro e manico in acero leggermente figurato con un gradevole accenno di birds-eye.
La data del manico è 27 Gennaio 1983, quelle dei tre potenziometri sono 26ma settimana del 1982. La chitarra appartiene quindi all'inizio del secondo anno di produzione e ha tutte le caratteristiche più ricercate del modello.
Lasceremo parlare le immagini. Uno strumento perfetto, molto leggero grazie all'accuratissimo "contour" del body che rende queste prime riedizioni dei classici già amatissimi dai collezionisti Fender e dai musicisti di tutto il mondo. I collezionisti, in particolare, sanno bene quali dettagli tenere d'occhio e le foto illustrano ogni centimentro dello strumento: dai pickup col fondo nero, alle cavità del body, alle manopole dei controlli con i tre raggi sulla parte inferiore, al ponte con sellette Fender, alle meccaniche Kluson-style. Tutto assolutamente originale e impreziosito da uno dei colori meno frequenti sulle chitarre di quegli anni, che peraltro qui troviamo in condizioni assolutamente perfette. L'unica traccia di usura è un minuscolo segno di un urto sul top che ha fatto saltare un millimetro quadrato di colore... veramente una chitarra perfetta. L'action è molto agevole, il truss rod funziona correttamente, i tasti non sono usurati: uno strumento pronto per suonare - e che suona benissimo!
Questa Fullerton è accompagnata dalla sua custodia rigida originale (un po' usurata sulla parte frontale) completa di chiave, dal copri-ponte, dal coperchio delle molle e dalla leva del vibrato... e non manca il manuale originale Fullerton, California.

foto

4.200

 

FENDER "Fullerton" TELECASTER 52 Vintage Reissue, 1982
I collezionisti di "Fullerton" così come i musicisti più esigenti troveranno in questa vecchia Tele tanti motivi di interesse: uno strumento originale in ogni dettaglio, in condizioni eccellenti e completo di tutti gli accessori (intendo proprio TUTTI) con i quali ha lasciato il negozio di Torino oltre trent'anni fa, quando il suo primo proprietario l'acquistò nuova.
A parte qualche traccia di usura sul retro del body, la finitura "butterscotch" si presenta in condizioni ottime e lascia trasparire le belle venature del frassino. La chitarra non è eccessivamente pesante, ha un bel manico in acero molto scorrevole, tasti non usurati e un grande suono.
E' proprio una delle primissime Tele realizzate nell'era Fullerton, con un manico datato 1982, potenziometri datati 31ma settimana del 1981 e data ufficiale di produzione 14 Aprile 1982 riportata sul certificato di originalità firmato da William C. Schultz, all'epoca presidente della Fender.
Tutto è assolutamente originale, Anche il circuito elettrico è quello impostato in fabbrica sullo stile delle prime Telecaster anni '50 e tra gli accessori in dotazione è presente il kit con condensatore e potenziometro previsto dalla fabbrica per modificare il circuito nello stile degli anni '60. Tra gli altri accessori presenti nella custodia, oltre al manuale originale, alla garanzia, ecc., vi è anche il ponte a sei sellette che veniva fornito per chi volesse sostituire quello a tre originariamente installato. Nella custodia originale in tweed troviamo anche le chiavi per la stessa e quelle per le regolazioni dello strumento, e il cavetto jack originale. E' davvero molto raro trovare una di queste chitarre accompagnata da tutti questi accessori!
Una Tele "non per tutti"... ma alla portata di tutti, uno strumento veramente molto bello e prezioso.

foto

3.800

 

FENDER TELECASTER, 1966
Blond. Ecco un'altra perfetta Tele della metà degli anni '60: le caratteristiche "estetiche" più appariscenti sono la finitura in condizioni eccellenti, la minima ossidazione delle parti metalliche, e soprattutto una spettacolare tastiera in palissandro brasiliano figurato. Logo transizionale in parte usurato, ma ben chiaro e leggibile. Meccaniche originali Kluson Deluxe "double-line". Segnatasti in madreperla.
Il manico è datato Luglio 1966, e i due potenziometri sono della 42ma settimana del 1965. Il pickup al ponte, che potete vedere disassemblato in varie immagini, è del vecchio tipo con la protezione dell'avvolgimento in corda, e presenta il solito nastro tra la base e la piastra metallica (si vedano anche le altre Tele qui in lista e nell'archivio) che qui impedisce di leggere un'eventuale data scritta a matita, anche se dei segni illeggibili di matita sono visibili già così. Il circuito è già quello tipico della seconda metà degli anni '60, con i due pickup selezionabili individualmente o in coppia e sempre con controllo di tono e volume, e infatti è presente il secondo piccolo condensatore da .001 MFD al potenziometro del volume.
Tutto assolutamente originale: potenziometri, pickups, selettore, circuiti elettrici e cavetti, viti, ponte e sellette, presa del jack, manopole, meccaniche, capotasto. Battipenna in plastica bianca integro e con un minimo allargamento dell'accesso al truss-rod. La finitura blond mostra minime tracce di checking, nessuna usura da cintura, qualche traccia più chiara nei punti di attrito col braccio destro, pochi normali segni di urti, e normale usura lungo i margini del corpo, più accentuata sulla spalla superiore nel punto di contatto col petto del musicista. Per fortuna della chitarra - e vostra - un altro Telecasteriano Seduto. 
Il manico ha un'usura normale, non particolarmente accentuata, e la paletta ha sul retro un checking finissimo ma evidente. Unico neo: era stato aggiunto un secondo abbassacorde sulla paletta, che però è stato rimosso: è quindi visibile il piccolo forellino richiuso e ritoccato. Non è un dramma, lo so, ma c'è e va detto. C'è anche una macchiolina sul palissandro della splendida tastiera, che peraltro rappresenta davvero la maggiore attrattiva visuale della chitarra. 
Questa Tele suona benissimo in tutte e tre le posizioni del selettore e non ha problemi di tasti o di action: è esattamente quello che sembra, cioè un inno alla semplicità e all'efficienza di un mito degli anni '50 e '60, con quella punta di cattiveria nel suono che ci fa amare tanto le Telecaster, e in condizioni di conservazione eccezionali. La custodia rigida è anch'essa originale e in condizioni più che eccellenti, con il logo Fender "non sottolineato" tipico del 1966.

foto

  9.000

 
FENDER JAZZMASTER, 1965
Sunburst, tipica Jazzmaster del periodo transizionale che va dalla fine del '65 alla prima parte del 1966: la caratteristica di queste chitarre, così come pure delle Jaguar dello stesso periodo, è quella di avere la tastiera con i dot in madreperla e il binding (filettatura). Come saprete già, fino alla prima metà del '65 i manici erano privi di binding, e dopo la metà del '66 i dot vennero sostituiti dai segnatasti a blocchi rettangolari.
La chitarra è originale al 100%. Il manico riporta la data dell'Ottobre 1965 e i potenziometri sono datati '64 e '65. Il numero di serie sulla placchetta con la F potrebbe indicare già le prime settimane del 1966 come periodo di uscita dalla fabbrica, ma tutti gli elementi (datati e non) la classificano come una fine '65.
Il circuito elettrico è quello classico di questo modello: lo switch sul "corno" superiore può attivare i comandi posti sulla parte inferiore del body (volume, tono, selettore dei pickup), o un seconda coppia di controlli con potenziometri a rotellina per un timbro più morbido pensato per l'accompagnamento. I pickup sono i classici single-coil larghi e piatti da sempre associati a questo modello. Neppure una saldatura è mai stata rifatta o alterata: perfetta originalità nella parte elettrica, come in tutto il resto della chitarra.
L'hardware cromato comprende il ponte con sellette filettate, tipico di Jaguar e Jazzmaster e completo del coperchio metallico originale, la piastra del "floating tremolo" completa di leva originale, e le meccaniche Kluson Deluxe "double-line". Nessuna traccia di modifiche, nessun foro aggiuntivo, nessun'altra meccanica mai installata.
Il corpo dalla sagoma asimmetrica è in ontano, il manico in acero ha una bella tastiera in palissandro brasiliano con dots in perla, il battipenna è in plastica tartarugata. La bella finitura sunburst si è conservata piuttosto bene, con la tipica scoloritura del rosso nelle parti esposte alla luce, evidente dal confronto con le parti nascoste dal battipenna e con un'area del top in cui era applicato un adesivo, ora rimosso, la cui sagoma si intravede ancora proprio per la mancata scoloritura del rosso in quella zona. Sul fondo, l'immancabile usura da cintura.... ma tutto sommato la chitarra si presenta in condizioni estetiche veramente eccellenti.
La tastiera è una delle ultime col palissandro brasiliano, le cui venature sono particolarmente gradevoli alla vista, ed è in ottime condizioni. Ottima action, angolo del manico perfetto, anche grazie ai due "spessori" di carta inseriti nell'incastro col body - anche questi, manco a dirlo, originali e tipicamente Fender! I pickup suonano molto bene, e in particolare il circuito "principale" (quello con le manopole bianche) ne esalta l'inconfondibile timbro.
La custodia è quella originale americana in black tolex, ancora in pieno stile '65 e quindi senza il logo Fender, non priva di segni del tempo ma in ottime condizioni e ancora molto robusta.

foto

4.500

 
FENDER JAGUAR Blond Custom Color, 1963-64 
Siamo molto contenti di presentare su queste pagine una bellissima Fender Jaguar 100% originale, pre-CBS, realizzata tra la fine del 1963 e gli inizi del '64.
La data dei potenziometri è infatti la 48ma settimana del '63, quella del manico è il Gennaio del 1964, il numero di serie è preceduto dalla "L". Uno strumento eccezionale e impreziosito dalla rara finitura blond che lascia intravedere le venature del corpo in frassino. Manico in acero con tastiera in palissandro brasiliano e clay-dots. Il battipenna tartarugato in nitrato è in ottime condizioni e contribuisce insieme al custom-color della finitura ad uno dei look più amati dagli appassionati delle Fender. Le meccaniche sono le originali Kluson Deluxe "single-line". Il ponte è completo della sordina e del coperchio cromato, il floating-tremolo è corredato dalla leva originale. Il circuito elettrico non ha subìto alcun tipo di manomissione e tutte le saldature di potenziometri, pickup, jack e switch si presentano intatte.
Uno strumento assolutamente integro e originale in ogni dettaglio: l'unica modifica intervenuta nel corso degli anni è un perfetto intervento di sostituzione dei tasti e del capotasto, eseguito professionalmente e nel rispetto delle caratteristiche originali, che ha restituito alla chitarra una perfetta suonabilità. Vi sono modeste tracce di usura sul body, illustrate dalle immagini, più una piccola traccia di un urto sul retro del manico. La chitarra funziona correttamente e suona molto bene.
E' accompagnata da una bellissima custodia rigida originale in brown tolex, che piuttosto raramente si trova accoppiata ad uno strumento fine-63 visto che in quel periodo venivano già utilizzate anche quelle in tolex bianco, che aggiunge una particolarità in più ad una chitarra veramente bella, rara e preziosa.

foto

6.000

 

vedi anche la sezione bassi

GIBSON

GIBSON L-50, 1943-45.

Tra le chitarre della Gibson, la L-50 vanta una lunga storia nella quale il nome dello stesso modello è stato via via attribuito a strumenti radicalmente diversi per tipologia e costruzione, passando attraverso gli anni dalla buca rotonda alle buche ad f, dal fondo piatto al fondo arcuato, variando più volte la dimensione della cassa, eccetera, posizionandosi in una fascia intermedia tra le Gibson "student-grade" e quelle rivolte ad un uso decisamente professionale. Realizzata nel periodo della seconda Guerra Mondiale, questa L-50 incarna la versione più prestigiosa del modello, caratterizzata dal body interamente in massello intagliato (abete per il top e acero per fondo e fasce), con manico in mogano in pezzo unico dotato di truss-rod e con tastiera e ponte in palissandro.
La paletta è contraddistinta dal "banner logo" tipico del periodo, con il motto "Only a Gibson is Good Enough" in decalcomania. Le chitarre del periodo della guerra sono generalmente contraddistinte da peculiarità dettate più dalla particolarità del momento che da precise scelte progettuali e riservano spesso sorprese non necessariamente negative. E' il caso di questa L-50 che conserva l'attaccacorde a trapezio interamente in metallo, a differenza del modello con cross-bar in legno spesso utilizzato per far fronte alla ridotta disponibilità di parti metalliche, ma quello che sorprende maggiormente è la qualità dei legni utilizzati per il fondo. L'acero fortemente figurato, per quanto non accuratamente "bookmatched" (cioè con le venature non esattamente simmetriche rispetto all'asse centrale) è davvero spettacolare. Al tempo stesso, le belle tavole utilizzate non erano di larghezza sufficiente a coprire i 16" del body, e ad entrambi i lati esterni in corrispondenza della massima ampiezza troviamo due ulteriori pezzi di acero laminati ai precedenti. Una soluzione che certo non avremmo trovato su una L-5, una L-7 o altro strumento di fascia professionale, ma che su una L-50 "war-time" viene adottata senza pensarci troppo su.
Un'altra differenza rispetto alle archtop più prestigiose va ricercata nel collegamento tra il manico e il body, contraddistinto dalla parte terminale della tastiera incollata direttamente al top, invece che sollevata: una soluzione più semplice rispetto alla raffinatezza della 'elevated fingerboard' concepita dalla Gibson per rendere il top maggiormente libero di vibrare. Manca il numero di serie, come sempre su modelli di questa fascia, quindi la datazione è legata principalmente a caratteristiche fisiche come il logo. Attraverso la buca ad f si legge invece il nome del precedente proprietario, tale H.G. Lawrence, che acquistò la chitarra negli anni '40 a Claremont nel New Hampshire in un negozio chiamato Bush Music Studio: l'adesivo del rivenditore si trova tanto sul retro della paletta quanto sulla custodia. Dettaglio questo che ci rivela che la stessa, pur essendo originariamente prodotta per un'archtop Vega, è stata da sempre insieme a questa chitarra fin dal momento in cui ha lasciato il negozio.
Tutto l'hardware è originale, dal battipenna tartarugato alle meccaniche Kluson individuali con perno rivettato, al ponte precompensato in palissandro. La finitura è tutta originale, con un bel sunburst sul top e un colore più scuro su fasce, fondo e manico, ed è molto ben conservata con normali tracce di checking e qualche modesto segno di usura. Il suono è davvero notevole e non ha nulla da invidiare alle archtop più costose, e la chitarra è perfettamente in ordine, con tastiera e intonazione perfette e action ideale. Uno strumento al tempo stesso raro, bellissimo e dal prezzo estremamente accessibile, accompagnato dalla certificazione di originalità redatta da George Gruhn che ha ispezionato personalmente la chitarra nel 2004.

foto

venduta

 

 

GIBSON LES PAUL JUNIOR, 1958
Originale al 100%, la più spartana e cattiva delle Les Paul. Stavo per dire la più economica, ma questo poteva dirsi di tanti anni fa viste le quotazioni da capogiro oggi raggiunte dal modello. Introdotta come Les Paul "entry-level", la Junior era caratterizzata dall'estrema semplicità costruttiva, che unita alle elettroniche altrettanto essenziali ne aveva fatto immediatamente uno strumento enormemente diffuso tra i giovani musicisti che non potevano avventurarsi su scelte più costose, ma non volevano rinunciare alla qualità Gibson.
Il corpo a singola spalla mancante è in un unico pezzo in mogano, senza bombatura e col top verniciato in un bel colore sunburst, leggermente sbiadito dal tempo (vedi la foto con battipenna e coperchio del pickup smontati). Il '58 è proprio l'ultimo anno della versione single-cutaway, la più amata e ricercata dai collezionisti di tutto il mondo. Il manico, saldamente incollato al body, è anch'esso costituito da un unico pezzo di mogano, con tastiera in palissandro brasiliano annerito dal tempo e dall'uso e segnatasti dot. Il profilo del manico è eccezionalmente confortevole, un classico '58 "robusto" e rotondo senza essere eccessivo. La paletta presenta il logo Gibson e il nome del modello in decalcomania, ed è equipaggiata con le originali meccaniche Kluson Deluxe single-line, che hanno anche i bottoni ovali in plastica originali.
Il top ospita un semplice battipenna nero fissato con appena 3 viti, integro, le due manopole originali di tono e volume e il singolo P-90 con coperchio in plastica. Il pickup originale è potente e aggressivo, e unito al calore del mogano rende unica la timbrica di queste chitarre! Il ponte è in realtà una combinazione ponte-attaccacorde del tipo wrap-around, in cui le corde sono avvolte attorno alla barra in alluminio saldamente avvitata al top con un'inclinazione già impostata in fabbrica, ulteriormente regolabile grazie a due piccole viti esagonali. Anche questo semplice ma efficace elemento di hardware arricchisce di colore e sustain il suono delle Junior.
Il fondo è in mogano naturale dalle belle venature e ospita lo sportellino di accesso ai potenziometri, le cui saldature sono originali e ai quali è connesso l'originale condensatore "bumble-bee" prodotto dalla Sprague.
La chitarra mostra uniformi tracce di checking (a dire il vero, bellissime), usura lungo i margini e qualche graffio più accentuato sul fondo. In generale comunque si tratta di uno strumento molto ben tenuto, robustissimo e tutto originale, con un suono eccezionale e un manico da sogno, e l'aria di guerriero della strada che tanta parte ha nel fascino delle Jr.
Unico neo, se così si può considerare, una bella custodia rigida nuova SKB perfettamente calzante sulla chitarra e molto robusta. Avremmo preferito trovare la sua vecchia "gator-case" ma ... va bene lo stesso!

foto

7.500

 
GIBSON SG LES PAUL JUNIOR, 1962
La versione SG della Les Paul Junior, contraddistinta dall'attaccacorde "wrap-around" con selletta pre-compensata e dal P90 con coperchio nero dog-ear. La firma di Les Paul è ancora ben presente sulla paletta, da dove scomparirà qualche tempo dopo lasciando alla chitarra il solo nome di SG.
Corpo e manico in mogano, tastiera in palissandro con intarsi "dot" in madreperla, logo Gibson dorato in decalcomania.
Lo strumento è in condizioni molto buone ed è dotato di tutte le parti originali, con l'unica eccezione del condensatore nel vano dei potenziometri. Questi ultimi sono entrambi datati 32ma settimana del 1962. Tutte le parti in plastica sono in buono stato (manopole, battipenna). Nel corso degli anni lo strumento aveva subìto alcune modifiche, ma le parti originali un tempo rimosse sono state fortunatamente conservate e successivamente reinstallate. In particolare, erano state installate delle meccaniche individuali tipo Kluson al posto delle Kluson single-line 3x3. Il ripristino delle meccaniche originali ha coperto ogni traccia delle altre, a meno di un piccolissimo segno visibile sotto la parte inferiore delle due piastre di fissaggio, ben illustrato nelle immagini sotto. Sul fronte della paletta vi è qualche piccolo ritocco attorno ad una delle bussole delle meccaniche.
La seconda modifica che la chitarra aveva subìto è rappresentata dal pickup. Smontando l'originale P90, infatti, è visibile un piccolo allargamento dello scasso che è stato anche reso leggermente più profondo, per il temporaneo alloggiamento di un humbucker. Tale allargamento è reso completamente invisibile dal coperchio del P90, che è stato reinstallato riportando la chitarra alle sue condizioni originali. L'unica traccia visibile è rappresentata da due forellini del ring dell'humbucker appena visibili tra il P90 e il ponte. Le immagini illustrano chiaramente questi dettagli.
Questa SG Les Paul è straordinariamente leggera, perfettamente in ordine dal punto di vista della liuteria e dell'elettronica, con un pickup dal suono eccezionale. L'incastro corpo-manico, che in genere rappresenta il punto debole di questo modello, è perfettamente solido e stabile. L'action è perfetta e la chitarra si suona senza fatica. La tastiera in palissandro mostra evidenti tracce di usura, che peraltro non si avvertono sotto la mano grazie a tasti in ottime condizioni. La finitura è in buone condizioni, col rosso ancora molto acceso e un po' sbiadito solo sul manico, ma non vi sono aree sverniciate dall'usura. Qualche normale traccia di urti, la più pesante delle quali, accanto al vano dei potenziometri, è illustrata in una delle ultime foto.
Come si intuisce dalle immagini e dalla storia dello strumento che queste ci raccontano, questa chitarra è appartenuta ad un musicista "vero", per il quale la ricerca del suono era prioritaria rispetto alla conservazione maniacale delle condizioni originali. Ciò nondimeno, è stata gestita con accortezza e lungimiranza non comuni negli anni in cui il "vintage" non esisteva ancora e spesso le parti smontate sparivano nel nulla. Questa attenzione ha consentito di ripristinare tutti gli elementi originali. Ogni centimetro di questa chitarra esprime la vocazione per la musica live: compratela per suonarla e non per appenderla al muro, ma con la serenità di portare a casa uno strumento "giusto", sano e originale, spendendo il 30% in meno di una chitarra identica ma "immacolata"... che però, statene certi, non suonerebbe come questa.
Manca la custodia, ma sarà spedita dentro una buona gig-bag Gibson e scrupolosamente imballata. 

foto

4.500

 

GIBSON SG DELUXE, 1972
Questa versione della SG Standard venne prodotta per soli due anni e commercializzata col nome di SG Deluxe, per mantenere un parallelismo con la linea delle contemporanee Les Paul. Si tratta comunque di un design atipico, che della vecchia Standard mantiene i legni e la configurazione a doppio humbucker (qui nella versione di quegli anni, caratterizzata dal logo impresso nel coperchio) oltre al circuito, che qui però viene alloggiato con tutti i controlli su una vistosa piastra in plastica laminata semicircolare. Il ponte è il moderno Tune-O-Matic "Nashville" e le meccaniche sono le Grover con doppio marchio Grover/Gibson. Il marchio Gibson compare anche sul vibrato di concezione Bigsby e, naturalmente, sulla paletta nella versione "pantografata". Come nella tradizione SG, sia il corpo che il manico in tre pezzi sono interamente in mogano, mentre la tastiera con intarsi rettangolari è in palissandro. 
Questo strumento è in eccellenti condizioni e interamente originale. I potenziometri sono datati Marzo '72. Vi sono modeste tracce di usura su body e manico, qualche traccia di saldatura ripristinata nei coperchi dei pickup, un refret eseguito con tasti jumbo un po' più grandi degli originali, uno spessore in gommapiuma inserito sotto il pickup al ponte. Nel complesso la chitarra è strutturalmente solida, integra e ben regolata, suona molto bene ed è stata sempre suonata e conservata con cura. Un eccellente esempio di questo modello non comunissimo, accompagnato da una custodia rigida non originale.

foto

2.700

 

GIBSON ES-330 TD, 1968. Sunburst. E' la seconda versione della 330, con l'incollaggio tra corpo e manico all'altezza del 19mo tasto come nelle 335. Questo contribuisce a dare a queste chitarre un look più familiare e una suonabilità molto migliore con pieno accesso a tutta la tastiera, a differenza delle prime 330 che avevano il manico più "corto" e i pickup posizionati conseguentemente più al centro del body. Nella versione della fine degli anni '60 che qui vediamo, l'aspetto esteriore è molto più simile ad una 335 ma restano le caratteristiche di fondo e cioè il corpo sottile ma completamente vuoto, senza il blocco interno di acero delle altre thinline, e i pickup che sono P90 e non humbuckers. I coperchi dei P90 sono cromati in questo periodo, e se in alcune immagini sembrano neri è solo un riflesso. Corpo in acero, manico in mogano in unico pezzo, tastiera in palissandro con binding e segnaposizione a blocchi, paletta senza intarsio decorativo e col vecchio tipo di logo in madreperla pre-pantograph in pieno stile anni '60. Tutte le parti sono originali: pickups, manopole, attaccacorde a trapezio, ponte tune-o-matic ABR-1 con sellette in nylon, meccaniche Kluson double-line con bottone ovale. La finitura è un sunburst molto ben eseguito sul top, mentre come per tutte le 330 il fondo è tutto in colore più scuro (cioè la tonalità più scura del sunburst). 
La chitarra è in eccellenti condizioni e tutta originale, la tastiera è in ordine e l'action è perfetta, il suono è molto aggressivo e i pickup ben bilanciati. L'unico difetto è un forellino di una vite, professionalmente richiuso, per un bottone della tracolla che qualche stratocasteriano ha dovuto piazzare sul corno superiore... piccola, piccolissima cosa, comunque. In dotazione c'è una buona custodia rigida, non originale ma ben calzante e di buona qualità.
front - in case - body1 - body2 - body3 - body back - headstock - logo - bridge - pickups - knobs - neck wear - tuners

3.400

 
GIBSON ES 355 TD-SV, 1966
Cherry Red, uno strumento speciale che conosco molto bene: "Cindy Lou" è stata la mia chitarra personale per lungo tempo, tanto che le avevo perfino dedicato una canzone. La versione Stereo-Varitone della più lussuosa delle semisolide Gibson, che si distingue dalla 335 per il binding più elaborato, la tastiera in ebano con larghi intarsi in madreperla, la doratura dell'hardware e la dotazione del vibrato. La finitura rosso ciliegia è quella standard per il modello fin dalla sua introduzione nel 1958.
Cindy ha le caratteristiche tipiche delle 355 della metà degli anni '60: il corpo è in acero, il manico in mogano in pezzo unico, il vibrato è il Vibrola Deluxe con l'incisione che raffigura una lira, il ponte tune-o-matic ha le sellette in nylon e le meccaniche sono le Grover Roto-matic. La chitarra è completamente originale e "senza misteri". I pickup sono due "patent-number" intatti e mai dissaldati. Le uniche modifiche sono state richieste da me ed eseguite dal liutaio Salvatore Mancuso (www.mancusoguitars.com) nel 1995: sostituzione dei tasti, eseguita con eccezionale precisione mantenendo intatto il binding anche in corrispondenza del tasto, e un piccolo perno metallico che blocca il battipenna ancorandolo alla cornice del pickup al ponte, per impedirne la deformazione.... soluzione che ha funzionato perfettamente, tant'è che a 17 anni di distanza il battipenna è rimasto assolutamente piano.
Le condizioni della chitarra sono eccellenti, la finitura è in buone condizioni e la traccia più evidente del passare del tempo è nella doratura dell'harware, praticamente scomparsa dai pickup e piuttosto usurata sulla placca del vibrato e sulle meccaniche. La cablatura stereo-varitone è originale, come tutti i componenti elettrici interni, incluso il filtro ("choke") tipico del circuito di 355 e 345. Questo strumento mi ha accompagnato in tanti concerti e il suo suono è eccezionale. Riaverlo tra le mani è stata una grande emozione... e spero che, come già è successo la volta precedente, anche in questa occasione finisca nelle mani di una persona che sappia apprezzarne le caratteristiche straordinarie e la tratti "da chitarra speciale", perchè è esattamente così che Cindy Lou merita di esser trattata. E' accompagnata dalla sua custodia rigida originale, con qualche tratto scollato ma tutto sommato in discrete condizioni.

foto

7.500

 
GIBSON ES 335 TD, 1968.
Sunburst. Un'altra spettacolare 335, originale al 100% e in ottime condizioni. Raro top in acero fiammato. Corpo thinline semi-hollowbody in acero, manico in mogano in unico pezzo, tastiera in palissandro brasiliano con intarsi a blocchi in madreperla. La chitarra presenta caratteristiche  tipiche della versione introdotta nel 1967, con alcuni dettagli che la distinguono dalle chitarre prodotte fino all'anno precedente:  le manopole sono del tipo "top-hat" simili a quelle usate sugli ampli Fender, comuni a tutte le Gibson del periodo; il ponte tune-o-matic ha il numero di brevetto sulla faccia inferiore e le sellette metalliche e non più in nylon; il battipenna a cinque strati è in una plastica più leggera rispetto alla precedente versione.
L'hardware è tutto originale, cromato, in buone condizioni: attaccacorde a trapezio, meccaniche Kluson Deluxe double-line/double-ring, pickup humbucker  Patent-Number mai toccati e con i coperchi mai rimossi. Per fotografare la faccia inferiore di uno dei due pickup abbiamo dovuto lievemente forzare l'anello in plastica, dato che una delle viti era particolarmente arrugginita e non ci ha consentito di rimuoverlo in modo sufficientemente agevole. Abbiamo preferito fotografare come meglio abbiamo potuto, piuttosto che forzare inutilmente e rischiare di rompere il ring in plastica. Su entrambi i pickup sono presenti le decal con il numero di brevetto (Patent Number, appunto).
Le condizioni della finitura sono buone, anche se sono presenti segni di usura e un checking piuttosto evidente, che conferisce alla chitarra un aspetto sanamente vissuto. La bella finitura sunburst è tutta originale, e lascia trasparire sul top una fiammatura che negli anni '60 su questi strumenti rappresentava davvero una rarità. Il manico è dritto, la tastiera in buone condizioni con tasti un po' consumati ma non eccessivamente, l'action è bassa e agevole.
Anche questa 335 ha un gran suono, aggressivo, potente e caldo, tipicamente blues.
Lo strumento è accompagnato dall custodia semi-rigida originale (il tipo intermedio tra la soft e la hard usate a quel tempo), con targhetta Gibson in ottone, ed è in ottime condizioni.

foto

6.500

 
GIBSON ES 335 TD, 1968
Ancora una 335? Ebbene sì, come potevamo lasciare scappare una simile chitarra? La bellezza dei legni e della finitura sunburst, il calore del suono, il profilo magico del manico, la perfetta originalità di ogni dettaglio e le condizioni di conservazione eccezionali ci hanno immediatamente conquistato!
La chitarra ha tutte le caratteristiche tipiche degli strumenti del 1967 - inizi '68, con il manico in pezzo unico di mogano, il ponte tune-o-matic con le sellette in nylon e il manico dal profilo ancora confortevolissimo con tastiera in palissandro brasiliano dalle belle venature. Il body è in acero mediamente figurato sul top e ancora più bello sul fondo, dove le lievi fiamme si alternano all'occhio di pernice. Da questo punto di vista il 1968 è un anno particolarmente felice, come vedete anche dai legni dell'altra 335 sunburst e dal basso EB-2 nella nostra lista.
Come dicevamo, tutto originale al 100%: hardware cromato con attaccacorde a trapezio, ponte tune-o-matic e meccaniche Kluson "double line - double ring". Due pickup humbucker con etichetta col Patent Number, originalissimi e con la saldatura dei coperchi cromati ancora intatta. Manopole stile "witch-hat", segnaposizione a blocchi in pearloid sulla tastiera, logo e intarsio a corona in madreperla sulla paletta. Neppure una vite è mai stata cambiata.
La chitarra è leggera, la tastiera e i tasti sono in ottime condizioni, e il suono è  quello eccezionale delle Gibson 335 anni '60: il suono che avrete ascoltato mille volte sui vostri vecchi dischi di blues, ma anche il suono più versatile nel panorama della chitarra elettrica. Non c'è uno stile in cui le semi-hollowbody Gibson non possano trovare la propria voce, e questo strumento lo farà alla grande! La chitarra è pronta per suonare, non necessita di alcun tipo di intervento di regolazione ed è, semplicemente, bellissima.
L'unica cosa non originale, per quanto Gibson anch'essa e di ottima qualità, è la custodia rigida marrone anni '80, in ottime condizioni, molto bella  solida.

foto

7.000

 
GIBSON ES 345 TDC, 1968
Cherry red. Una delle semi-solide che hanno fatto la storia del Blues. Nata come la versione stereo della 335 nel 1959, se ne differenzia per alcuni dettagli nel circuito elettrico e nell'allestimento estetico. Oltre al funzionamento stereo, che consente il collegamento a due amplificatori attraverso un cavetto Y o ad un singolo ampli con un cavetto stereo-mono, il circuito è caraterizzato dalla presenza del Varitone, il selettore circolare che oltre al suono "base" consente di accedere ad altre cinque voci, filtrando il segnale dapprima attraverso un filtro ("choke", che è quella doppia scatolina metallica visibile attraverso la cavità del pickup) e quindi attraverso condensatori con diversi valori, ognuno in grado di tagliare determinate frequenze. Le differenze rispetto alla 335 includono l'hardware dorato, il triplice binding sul top e gli intarsi a doppio parallelogramma sulla tastiera.
Lo strumento che vedete qui illustrato è stato realizzato nel 1968. E' originale in ogni dettaglio e in condizioni spettacolari. La finitura rosso trasparente lascia ben visibili le bellissime venature dell'acero del corpo, ed è in condizioni più che eccellenti, con normali tracce di checking ma priva di urti, spaccature, pesante usura da cintura o altre cose da segnalare. Stessa cosa dicasi del manico in pezzo unico di mogano, con una bella tastiera in palissandro in ottime codizioni. Se non fosse per le dorature andate quasi del tutto via dai copri-pickup e deteriorate anche sulle altre parti metalliche (attaccacorde, ponte, e un po' sulle meccaniche), questa ES-345 sembrerebbe uscita dal negozio l'anno scorso.
Ponte originale con sellette in nylon e numero di brevetto sulla faccia inferiore, pickups Patent Number originali e mai toccati, meccaniche Kluson Deluxe double-line originali.
La chitarra ha le caratteristiche tipiche del modello nella seconda metà degli anni '60: attaccacorde a trapezio, logo Gibson vecchio stile non-pantografato, manopole stile 'top-hat'. Il colore rosso è più caldo del cherry red primi anni '60. Action perfetta, così come la funzionalità delle elettroniche. Il suono è l'amatissima voce del blues elettrico, con le lunghe e calde note ricche di corpo e sustain, con la dovuta dose di aggressività fornita dal pickup al ponte. 
Questa ES 345 è accompagnata da una custodia originale Gibson con logo che ritengo essere del 1970 o '71, e che non sono in grado di garantire sia stata venduta insieme allo strumento, per il quale è comunque perfettamente calzante e corretta. Le originali decorazioni sul top della custodia, realizzate con foglie di marijuana, sono state rimosse e mascherate dall'ultimo proprietario. A corredo dello strumento è anche incluso il libretto originale Gibson per la manutenzione.

foto

6.250

 
GIBSON LES PAUL DELUXE, 1975
Vero "cavallo da lavoro" del musicista degli anni '70, la Deluxe ha traghettato immagine e suono della Les Paul attraverso gli anni più difficili per l'industria chitarristica americana, mantenendo uno standard qualitativo sufficientemente alto per poter essere ancora oggi considerata un vero classico. La versione più amata è sicuramente quella Gold Top come lo strumento che vi presentiamo qui.
Realizzata nel 1975, questa chitarra è un tipico esempio di Deluxe della metà degli anni '70. Il corpo è il caratteristico "sandwich" in mogano con top in acero; il manico è in tre pezzi di acero con tastiera in palissandro. Lo strumento è tutto originale a parte le meccaniche Gibson Deluxe, che sostituiscono le Gibson by Kluson originali, già precedentemente rimpiazzate da Grover di cui si intravede il segno una volta rimosse le unità esistenti. Tale modifica è assolutamente invisibile a meccaniche montate, non ha comportato alcun tipo di foro addizionale sullo strumento ed è perfettamente ripristinabile una volta reperito un set originale. Il profilo del manico è molto confortevole, non troppo arrotondato ma neppure piatto, e sufficientemente largo da consentire un'ottima suonabilità.  
Le condizioni della chitarra sono davvero eccellenti, la finitura dorata non ha l'usura verdastra così frequente in questi strumenti ed è molto bella e ben tenuta. Bello anche il mogano del body, anch'esso in condizioni molto buone. A parte le meccaniche, l'hardware è originale: ponte tune-o-matic stile Nashville, stop-bar, manopole dorate "metal-cap" (una ha una spaccatura correttamente riparata). Originali anche le elettroniche: i mini-humbucker, come spesso accadeva in questo periodo, sono uno del vecchio tipo con etichetta nera e uno del nuovo tipo con numero di brevetto impresso. Quest'ultimo reca anche un timbro con la data del 31 ottobre 1975. La data del 1975 è anche riportata in un timbro all'interno del vano dei potenziometri (9 settembre) e sui potenziometri stessi (35ma settimana del '75), tutti originali.
Abbiamo provveduto nel nostro laboratorio a ripristinare qualche intervento un po' "avventuroso" nel circuito elettrico, che fortunatamente non ne aveva intaccato le parti originali. Sotto al numero di serie è impresso un '2' che contraddistingueva lo strumento come un "factory second" per qualche lieve imperfezione presente all'origine nella finitura, che tuttavia oggi non si riesce a riscontrare. 
La chitarra è davvero molto bella, in condizioni ottime e suona molto bene. E' accompagnata dalla sua custodia rigida originale, anch'essa bella e in ottimo stato.

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hold

 

GIBSON LES PAUL 30th ANNIVERSARY GOLD TOP, 1982-83

Questa Gold-Top 30mo Anniversario appartiene a quella particolare pagina della storia della Gibson caratterizzata dal primo "serio" tentativo di ricreare delle Les Paul all'altezza della tradizione del modello, attraverso edizioni limitate come la Heritage 80 o questa versione dorata, entrambe equipaggiate con gli humbucker progettati da Tim Shaw e oggi diventati vero oggetto di culto non solo per il loro significato storico, ma soprattutto per la loro eccezionale e "classica" sonorità.
Va ricordato, tra l'altro, che a differenza di quanto diffuso (ad arte) sui vari forum, che tendono ad accreditare come "Shaw" qualsiasi pickup realizzato dalla Gibson nei primi anni '80, gli unici VERI Tim Shaw sono quelli contraddistinti dalla numerazione impressa sul fondo che riporta le cifre iniziali 137 per il pickup al manico e 138 per quello al ponte, oltre ai dati relativi al mese e all'anno. Tutte, e sottolineo tutte, le Heritage 80 e 30th Anniversary passate dalla nostre mani hanno questa codifica nei pickup, a partire dall'agosto 1980. La data del 1982 contraddistingue anche i quattro potenziometri, originali come tutto il resto del circuito elettrico.
La costruzione di questa Les Paul è altrettanto classica: corpo in pezzo unico di mogano con top in acero, manico in pezzo unico di mogano con tastiera in palissandro, finitura dorata sul top e meccaniche stile Kluson double-rings prive di marchi come nella regola per questo modello. Così come i pickup, anche l'hardware preferisce ispirarsi alla versione del '57 con lo stop-bar e il ponte stile ABR tune-o-matic, piuttosto che alla versione originale di trent'anni prima. Una scelta assolutamente vincente, che fa di questa chitarra uno strumento veramente eccellente, con un suono da brividi e una suonabilità eccezionale.
La chitarra è in condizioni assolutamente eccezionali e originale al 100%. Il seriale riporta la speciale codifica utilizzata per questo modello, con il numero di produzione preceduto dalla lettera che identifica l'anno, classificando questo strumento tra quelli che hanno lasciato la fabbrica all'inizio del 1983, con tutti gli elementi realizzati entro il dicembre del 1982.  In dotazione una custodia sagomata in tweed di buona qualità e in condizioni eccellenti.

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4.800

 

 

GRETSCH   

GRETSCH 6122 Chet Atkins COUNTRY GENTLEMAN, 1964

Questa splendida chitarra ritorna nella nostra lista dopo il restauro del binding che era deteriorato al punto di rendere inutili interventi di parziale ricostruzione. Il lavoro è stato eseguito dal liutaio Salvatore Mancuso rispettando tipologia, dimensioni e colori dell'originale, e lo strumento è stato riportato in condizioni di perfetta suonabilità. E' stata realizzata una nuova serie di immagini, che vi proponiamo in questa pagina.

Mentre sul mercato del vintage abbondano, con prezzi in ascesa, le Country Gentlemen fine e post-64, è sempre più raro riuscire a scovare quelle ancora dotate di tutte le caratteristiche della seconda Gent di George Harrison, forse la sua chitarra più famosa e utilizzata in mille incisioni e show dei Beatles, compresa la storica apparizione USA all'Ed Sullivan Show del Febbraio '64. Dopo quelll'apparizione televisiva, la Gretsch fu sommersa dalle richieste e incrementò enormemente la produzione di Country Gentlemen, modificandone però le caratteristiche con "innovazioni" che pur non impedendo il boom nelle vendite del modello, trasformavano le chitarre in oggetti diversi dall'originale imbracciato da George.
Questa splendida Gent inizi '64 possiede invece tutte le caratteristiche giuste: i due pickup FilterTron (e non un FilterTron e un SuperTron), la doppia sordina con feltrini rossi sotto le leve di comando (poi la sordina sarebbe diventata solo una, con feltrino nero), le meccaniche Grover Imperial (e non le successive "Kidney-Button"), il battipenna con il solo logo Gretsch (senza il nome del modello), il numero di serie sulla placchetta dorata sul fronte della paletta (invece che inciso nel legno sul retro).

Tutte le parti sono originali, e la chitarra è in buone condizioni generali. Il manico è dritto e stabile e l'action è ottima. La finitura è anch'essa in buone condizioni, con qualche punto di maggiore usura dietro al manico e alcune crepe superficiali nella vernice del manico stesso, in corrispondenza dell'incollaggio tra le due parti che lo compongono (nessuna lesione nei legni, solo crepe nella vernice). In alcuni punti del body e sulla paletta il checking della finitura è più evidente. La tipica reazione da contatto tra la plastica del back-pad che copre la placca di accesso ai circuiti e la sottostante finitura ha danneggiato quest'ultima ma solo nei punti coperti e nascosti totalmente dallo stesso cuscinetto protettivo originale. Le dorature sono piuttosto usurate, specie sui copri-pickup, sulle manopole, sul ponte straight-bar, sulle meccaniche e sul vibrato Gretsch-by-Bigsby. Gli switch sono piuttosto arrugginiti, ma funzionano tutti correttamente. Nessun problema di incollaggio e di angolazione tra manico e body.

Lo strumento è accompagnato dalla bellissima custodia rigida originale, che è in condizioni eccezionali e completa perfino della sua chiave per la chiusura.

La chitarra è in ordine dal punto di vista musicale (action, elettroniche, suono) ed è assolutamente spettacolare! Insieme alle 6120 e alle White Falcon, rappresenta quanto di più prezioso e raro la Gretsch possa offrire nel panorama delle archtop vintage.

foto

5.900

GRETSCH 6193 COUNTRY CLUB, 1960

Natural. Rarissimo esempio del modello che ha segnato l'ingresso della Gretsch nel mondo della chitarra elettrica. Oltra alle caratteristiche standard tipiche della versione del '60 della 6193 (due Filtertrons, due volumi + master, switch toni e selettore pickup, meccaniche Grover Imperials, ponte "space-roller", ecc.) questa chitarra presenta alcune caratteristiche di grande rarità. 
Il top non è in acero, come il resto del corpo, ma è in abete laminato. Il manico è d'acero laminato con due strisce di legno diverso (forse mogano) esattamente come la
6120 dello stesso anno nella nostra collezione privata, che dista solo 110 numeri dal seriale di questa Country Club. Il corpo è in acero fiammatissimo, di bellezza unica. E soprattutto c'è un dettaglio mai incontrato sulle Country Club, cioè il "sound post" all'interno del corpo, quella struttura di irrigidimento tipica solo delle 6120 a singola spalla mancante, delle prime Tennessean e di poche Anniversary, tra cui una del '59 che vedete nel nostro archivio. Questa struttura serviva a connettere stabilmente il top con il fondo, per ottenere una rigidità tale da opporsi al feedback quando la chitarra veniva suonata ad alti volumi. Altra particolarità è la contemporanea presenza di un FilterTron con la scritta "Patent Applied For" (PAF) e di uno già col numero di brevetto impresso, ma tale compresenza va considerata non eccezionale per il 1960, anno in cui i due tipi di coperchio venivano usati indifferentemente. 
L'attaccacorde è il classico G-cutout, la tastiera "neo-classic" è in ebano con intarsi a mezzaluna, le manopole sono le G/arrow. Tutte le parti sono originali al 100% e tutto è in ottime condizioni estetiche e funzionali. Non vi sono grandi tracce di urti o usura. Il solo difetto estetico riguarda l'ossidazione dell' hardware dorato, con la doratura quasi scomparsa da manopole, switch e copri-pickup, e un pezzettino di binding mancante sulla paletta. La chitarra presentava un esteso deterioramento del binding su tutto il body, problema molto frequente sulle Gretsch degli anni '60; dopo vari interventi parziali per "tamponare" il problema che però continuava ad estendersi in modo inarrestabile, abbiamo deciso nel luglio 2011 di sottoporla ad un risolutivo intervento di restauro del binding da parte del liutaio Salvatore Mancuso. Il risultato funzionale ed estetico è perfetto, in quanto il nuovo binding è stato realizzato rispettando tipologie, dimensioni e colori dell'originale.
Altri rari dettagli impreziosiscono lo strumento, facendone anche un vero "pezzo da collezione": la custodia originale rigida, in ottimo stato, contiene anche la carta di garanzia originale e la "OK Card" di controllo della Gretsch, entrambe con il numero di serie della chitarra. Davvero un dettaglio interessante!
In sostanza, una chitarra di eccezionale bellezza e rarità, col suono, le elettroniche e la costruzione delle 6120 ma con un look unico grazie alla finitura bionda e all'acero fiammato.

foto
5.600

 

GRETSCH 6119 Chet Atkins TENNESSEAN, 1960.
Introdotta nel 1958 come versione "base" della linea Chet Atkins, la Tennessean mod. 6119 è una straordinaria macchina da rock & roll, che unisce alla semplicità assoluta del circuito con singolo FilterTron (in questo caso un Pat. App. For) il look aggraziato della single-cutaway, al colore rosso acceso la funzionalità del Bigsby. Poche chitarre hanno una personalità così forte. La versione che l'ha sostituita, che vedete qui sotto in due esemplari, si è allontanata in modo netto dal disegno originale.
Dal punto di vista strutturale, una 6119 del '60 è assai vicina alla 6120 dello stesso periodo. La cassa è già piuttosto sottile, il body e il manico sono in acero, e all'interno della cassa è presente il "sound-post", una struttura che irrigidisce il corpo unendo top e back, rendendo lo strumento meno incline al feedback e quindi in grado di affrontare sul palco volumi più elevati.
Altre caratteristiche comuni con la 6120 sono anche le meccaniche Grover con bottone ovale (però non dorate), il ponte straight-bar, lo zero.fret, la tastiera 'neoclassica' con intarsi 'thumbprint', il vibrato Gretsch By Bigsby, il battipenna con la firma di Atkins e il "signpost logo", che però è nero sulla Tennessean e dorato sulla 6120. Anche in virtù del singolo pickup, regolato da un volume e un selettore per i toni, la chitarra è molto leggera e risonante. La tastiera priva di binding è in palissandro. L'attacco del manico con il body è rinforzato dal neck-dowel, uno spinotto di legno coperto da un tappo circolare tra base del manico e cutaway.
La chitarra è completamente originale. Il pickup e il circuito non sono mai stati toccati. Il coperchio cromato del FilterTron riporta ancora la dicitura Pat. Applied For (P.A.F.). Tutte le parti cromate sono in condizioni quasi perfette, mentre le meccaniche in ottone nichelato mostrano maggiore usura. La spettacolare finitura rossa è in ottimo stato, con lieve checking, e solo il manico presenta evidenti segni di usura, ampiamente documentati in foto. Il manico è stabile, con lievi fessurazioni della vernice alla base ma nessuna traccia di cedimento. Binding in buone condizioni.
Il suono è molto bello, aggressivo e caldo, con l'inconfondibile attacco dei FilterTron. Action perfetta e tasti in buono stato. La chitarra è dotata della custodia rigida originale - come spesso accade per le Gretsch di questo periodo, un po' troppo profonda, ma molto bella e solida.
front - body1 - body2 - body3 - in case - back - body back - headstock - knob - bridge - pickup1 - pickup2pickup3 - switch  - tuners - soundpost1 - soundpost2 - pickguard - label - bigsby - neck1 - neck2 - logo - heel - dowel - action - case 

5.300 

GRETSCH 6119 Chet Atkins TENNESSEAN, 1962 
La chitarra appartiene alla primissima generazione della versione 'electrotone' della Tennessean, semiacustica a cassa sottile con finte buche ad effe: queste prime chitarre avevano infatti la particolarità delle finte f prive della linea di contorno bianca che simulava il binding negli strumenti degli anni successivi.
La nuova versione della Tennessean si distingueva dalla precedente anche per l'adozione di due pickup single coil Hi-Lo Tron, il cui volume era controllato singolarmente grazie alle due manopole sulla parte inferiore del top, oltre al volume master sulla spalla mancante. I due switch sulla parte superiore selezionano i pickup e i toni, mentre il terzo switch posto vicino alle manopole funziona da 'stand-by', per spegnere la chitarra senza doverla staccare dall'ampli. Il corpo è in acero laminato, la finitura è un rosso mogano trasparente un po' più chiaro sul top, con le gradevoli venature del legno ben visibili. Il manico, come nella versione ad un pickup, è rinforzato dal tipico neck-dowel originale, lo spinotto in legno coperto da un 'tappo' nero, e la tastiera con zero-fret è in palissandro con intarsi stile 'thumbprint'. Gli elementi cromati dell'hardware sono comuni alla vecchia versione (e anche alla 6120): le manopole sono le cosiddette G-Arrow, il ponte è lo stesso straight-bar bridge con base in ebano (sarà invece dotato di una barra più sottile negli anni seguenti), il vibrato è l'originale V-Cutout "Gretsch by Bigsby", le meccaniche le Grover Sta-Tites con bottone ovale.
La chitarra è in condizioni più che eccellenti: caso raro, per le Gretsch, il binding è in perfetto stato; il manico è saldo e diritto, senza alcun problema; l'action è ottima, e tutte le elettroniche funzionano correttamente. Finitura in ottime condizioni, con tracce di checking, ma senza segni eclatanti di urti o usura da cintura.  L'unico difetto, illustrato nelle immagini, è un deterioramento della vernice alla base della paletta, causato dal supporto a parete al quale la chitarra veniva tenuta appesa, evidentemente in materiale non appropriato. Conto di migliorare notevolmente la situazione carteggiando leggermente e lucidando con la pasta abrasiva Stew-Mac, ma il segno resterà comunque. Altro dettaglio, che a mio avviso però non incide minimamente sul valore dello strumento facendo semplicemente parte della sua vita: il proprietario aveva aggiunto sul battipenna un ricciolo decorativo, realizzato sulla faccia inferiore che è quella veniciata.
La chitarra suona molto bene, è leggerissima e ben costruita. Non a caso George Harrison l'aveva inserita nel suo arsenale con i Beatles: la sua era una '63, credo, cioè come questa priva della targhetta sulla paletta ma con in più il finto binding sulle f. La chitarra è accompagnata dalla sua custodia rigida originale, un po' abbondante come per tutte le Gretsch dell'epoca, ma molto bella e in condizoni perfette.

foto

4.000

 

MARTIN

MARTIN D-18, 1971 uno tra i modelli più popolari della Martin, caratterizzato dal corpo in mogano. Suono potente e definito, bassi poderosi, grande volume. Chitarra esteticamente pregevole per la particolare figurazione dei legni di fasce e fondo, in eccellenti condizioni. Le fasce presentano in un punto un accenno di crepatura, perfettamente stabilizzato dall'interno con l'applicazione di piccoli rinforzi romboidali in mogano (lavoro realizzato con ogni probabilità dalla stessa Martin, vedi detail 4), mentre sul top la vernice ha alcune linee di frattura superficiali dovute all'assestamento dei legni (dettagli da 1 a 3). Il top ha la tipica lieve deformazione ad S delle flat-top, leggermente sollevato dietro al ponte e leggermente incavato tra ponte e buca, ed è strutturalmente solio. Action perfetta, ottima intonazione. Meccaniche Grover Rotomatic originali come in tutte le Martin del periodo. Strumento semplice e pregevole al tempo stesso, con custodia rigida originale. 
in case - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - detail 1 - detail 2 - detail 3 - detail 4 - tuners - case

2.400 

 

RICKENBACKER

RICKENBACKER 330, 1966. Finitura Mapleglo (naturale). Chitarra con oltre 40 anni di vita ma in condizioni eccezionali, near mint e originale al 100%. Tra le semiacustiche Rickenbacker a scala lunga, la 330 rientrava nella fascia standard, con tastiera in palissandro verniciato priva di binding e con intarsi a dot, buca a scimitarra e corpo non filettati.  Come suggerito dallo 0 finale, la 330 era priva di vibrato e l'attaccacorde è quello cromato a forma di R. La sagoma stilizzata del corpo è quella classica a doppia spalla mancante a mezzaluna, con gli spigoli squadrati. 
Lo strumento ha il fantastico look anni '60 con la buca "slash" e il battipenna bianco a due piani in plastica. I controlli della parte elettrica, secondo il classico schema Ric, contemplano il selettore dei due pickup stile tostapane ("toaster pickups"), volume e tono per ognuno dei due magneti e la manopola del "blender" di cui perfino i Beatles, tra i più noti utilizzatori delle Ric, hanno per anni ignorato la funzione. In effetti questa manopola interviene sottilmente mixando gradualmente il suono del pickup non selezionato a quello del pickup selezionato, attivato attraverso lo switch. 
La finitura trasparente del corpo rende evidente la bella figurazione dell'acero. Il manico è laminato in acero-mogano-acero, e altre due ali in mogano danno forma alla paletta. Questa è equipaggiata con meccaniche originali Kluson Deluxe double-line individuali. La spessa tastiera in palissandro ha un'area più scura intorno al 12mo tasto, ma dovuta alla naturale colorazione del legno e non all'usura, che si manifesta in un minimo consumo della vernice trasparente che copre la tastiera stessa. Tutto l'hardware e la parte elettrica sono originali. La data dei potenziometri è 33ma settimana del '66, mentre il numero di serie impresso sulla piastra del jack indica come mese di produzione il Settembre dello stesso anno. 
Le condizioni sono eccezionalmente buone, con qualche minuscolo segno sul fondo e sul manico visibile solo in controluce. E' davvero impossibile trovare chitarre degli anni '60 in condizioni simili, ed abbiamo avuto la fortuna di scovarne addirittura due in una prestigiosa collezione americana. Questa spettacolare 330 è accompagnata da un'ottima custodia rigida Rickenbacker, in tutto e per tutto simile a quelle vintage ma in realtà di produzione recente e destinata alle vintage reissue.

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3.500

 

RICKENBACKER 365, 1966. Finitura Mapleglo (naturale). Ancora chitarra in condizioni assolutamente perfette, davvero incredibili, mint e originale al 100%. Ha oltre 40 anni di vita ma sembra uscita dal negozio da pochi mesi. Tra le semiacustiche Rickenbacker, la 365 si trovava nella "fascia alta", quella di maggior prestigio, come testimoniato dalla tastiera in palissandro con binding e intarsi triangolari, dal binding nella buca "a scimitarra", dalla filettatura a scacchiera ("checkered binding") che contorna la parte posteriore del body. La 365 costituisce la versione della 360 equipaggiata con il vibrato "Ac-cent". La forma del corpo, straordinariamente aggraziata, venne modificata verso la metà degli anni '60 con l'arrotondamento del bordo anteriore. Questa nuova versione, che per alcuni anni continuò ad essere affiancata dalla precedente, era quindi caratterizzata dalla mancanza di binding sul top, perchè non vi era angolo tra lo stesso e le fasce, che nascevano invece dalla curvatura del legno piuttosto che da uno spigolo.
Tra le soluzioni estetiche più indovinate vanno certamente annoverate la buca dalla forma stilizzata e il battipenna a due livelli in plastica bianca. Nella parte più bassa, quest'ultimo ospita i controlli che, secondo il classico schema Ric, contemplano selettore, volume e tono per ognuno dei due pickup e la misteriosa quinta manopola che funziona da "blender", mixando gradualmente al segnale del pickup selezionato quello dell'altro, non attivato dal selettore. I pickup sono le classiche unità "toaster", indissolubilmente legate al look e al suono delle Rickenbacker anni '60. La piastra del jack ospita due prese, nella classica configurazione stereo Rick-O-Sound per l'eventuale collegamento a due amplificatori.
La finitura del corpo lascia trasparire le bellissime venature dell'acero. Anche il manico è in acero, con una fascia centrale in mogano che nella paletta si arricchisce di altre due ali più scure. Le meccaniche sono le originali Kluson Deluxe double-line individuali. Tutto l'hardware è originale, così come la parte elettrica. I potenziometri sono tutti datati 40ma settimana del '66. Il numero di serie indica come data di produzione il Dicembre dello stesso anno. 
Le condizioni sono "da museo", assolutamente impeccabili, con qualche piccolo segno sul fondo visibile solo in controluce. Mai vista una così. E' accompagnata dalla sua custodia rigida originale in tolex argentato, in ottime condizioni.

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4.500

 

(Per le lapsteel RIC vedi la sezione ALTRO)

NATIONAL 

NATIONAL STYLE 0, 1933, dalla mia collezione personale. Chitarra pubblicata su Guitar Club di Giugno 2004, numero 6, pagine 76-77. Corpo in ottone nichelato con disegni hawaiani sabbiati, manico da 12 tasti. E' la versione più bella della Style 0, quella con le 'f' con i bordi arrotondati e il corpo grande col manico in legno attaccato al 12mo tasto e il coperchio del cono con le quattro costole che partono a raggiera dal foro centrale. Lo strumento è in condizioni eccellenti dal punto di vista funzionale ed estetico, strutturalmente solido e integro, ed ha il tipico suono rotondo delle chitarre col body in ottone. La tastiera in ebano ha segnatasti in madreperla e nuovi tasti, ed è in perfetto stato. Logo originale molto ben conservato. Cono originale. All'interno del copri-cono sono incise le lettere "WS AUG 1934", probabilmente scritte dal primo proprietario.
Nelle immagini abbiamo documentato la sua bellezza e originalità, ma anche i suoi difetti e in particolare: un'ammaccatura sulla fascia inferiore del corpo (
dent); il copri-ponte risaldato al disco che copre il cono (cover); il binding della tastiera dal lato del mi cantino, sostituito (binding); il retro del manico ha avuto probabilmente una parziale rimozione della finitura ed overspray (neck)e presenta un bottone per tracolla non originale e un foro per un altro bottone ora rimosso (neckjoint). Infine, le meccaniche: sono Kluson con il rivetto al posto della vite e quindi fine anni '30 o primi anni '40, e quindi non sono quelle originariamente installate; probabilmente per un certo periodo la chitarra è stata utilizzata in stile hawaiano "puro", cioè tenuta orizzontalmente sulle ginocchia (come si intuisce anche da un segno dietro al capotasto lasciato da un distanziatore per sollevare le corde), e le meccaniche erano state rovesciate in modo da lasciare le manopole verso la faccia anteriore della paletta per essere più facilmente raggiungibili dal musicista: ora sono state riportate in posizione normale e quindi resta visibile, sopra la piastra di fissaggio, un forellino dov'era la vite nella posizione precedente (vedi tuners).
Detto dei difetti, sui quali come al solito ci sembra giusto essere precisi, non ci resta che sottolineare il fatto che si tratta di uno strumento spettacolare, raro, dal grande suono e in condizioni eccellenti per i suoi 72 anni di età. Mi dispiace, ma non è accompagnato al momento da alcuna custodia, cercheremo di trovarne una al più presto.
Altre foto e notizie storiche nella nostra sezione "
playmate".
body1 - body2 - body3 - back - body back - cone  - well - cover - cover2 - headstock - dent - tuners - binding - neck - neckjoint

4.500

 

ALTRE 

KRAMER DMZ 3000, 1978
Tra i primi modelli prodotti dalla Kramer, poco tempo dopo la fine della partnership tra Gary Kramer e Travis Bean, la linea DMZ raccoglie in modo evidente l'eredità della precedente esperienza. La caratteristica più evidente di questo strumento è l'adozione del manico in alluminio introdotto da Travis Bean, reso più confortevole al tatto da due inserti laterali in legno di acero. Il manico mantiene così le caratteristiche di sustain e indeformabilità del metallo senza privare il chitarrista del familiare contatto con il legno. Ancora più appariscente è la paletta biforcuta, realizzata in unico blocco col manico, in cui l'alluminio emerge anche come scelta estetica. In alluminio sono anche i dot della tastiera in Ebonol, altro materiale sintetico inusuale utilizzato su queste innovative chitarre.
La linea DMZ offriva varie scelte di pickup Di Marzio. La "3000" che vedete qui è equipaggiata con tre single-coil SDS cablati nello schema tipico delle Stratocaster e con un selettore a 5 posizioni e una presa jack tutti alloggiati sul battipenna, che quindi può essere rimosso integralmente dal body. Il corpo della chitarra è tutto in acero e lo strumento è tutt'altro che una piuma, in linea con la tendenza di quegli anni in cui la dubbia equazione peso/sustain era assai popolare.
Le sonorità sono quelle tipiche di una Strato "truccata", decisamente aggressive. La chitarra è originale al 100% e in condizioni impeccabili a parte una piccola spaccatura nel battipenna tra pickup e ponte. Un'interessante sintesi di motivi tradizionali e innovazione, realizzata in un periodo non facile per l'industria chitarristica statunitense - specie per le grandi case che in questi anni vivono la peggiore stagione della propria storia sfornando pessimi strumenti. La Kramer dei primi anni riesce invece a coniugare qualità e strategia commerciale, cavalcando le nuove tendenze musicali e producendo strumenti che, molto meglio di altri, "fotografano" un'era.
Questa DMZ 3000 è priva di custodia, ma è accompagnata dallo scatolo originale con cui è stata spedita dalla Kramer all'importatore per l'Italia, Meazzi. Per il musicista desideroso di ampliare la propria paletta sonora e per il collezionista attento a cogliere le possibile "nuove frontiere" del vintage dei prossimi anni.

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1.800

 

HOFNER 468 ARCHTOP MODEL, "Committee", 1963-65. Il modello 468 era la gemella della Committee, nome con il quale era distribuita dalla Selmer in Gran Bretagna. La 468, distribuita in tutto il resto d'Europa, si differenziava dal modello per il mercato inglese per gli intarsi sulla tastiera e sulla paletta. Dopo il modello 470 (la Golden) rappresentava il punto più alto della produzione chitarristica della Hofner.
Il modello che vedete qui è stato prodotto tra il 1963 e il 1965, come testimoniato dai pickup "staple" con la cornice piccola e dal particolare schema dei controlli con 4 manopole e nessun selettore tipico dei primissimi anni '60, anche se caratteristico più dei modelli destinati al Regno Unito che della produzione per gli altri Paesi.
Il top è in abete e le fasce e il fondo sono in acero birds-eye assolutamente spettacolare. Avesse avuto un altro nome sulla paletta (... per esempio uno che inizia con la G) una chitarra con questi legni sarebbe costata 15.000 euro! Il manico è in cinque pezzi, e la tastiera ha i tipici intarsi elaborati racchiusi in rettangoli di palissandro bordati di bianco. Bellissima la decorazione sul fondo, tipica dei modelli di fascia alta, così come l'elaborato binding in finta madreperla che arricchisce ed esalta la bellezza dei legni. 
Lo strumento è assolutamente in ordine dal punto di vista della liuteria, dell'action, della solidità strutturale, del funzionamento delle parti elettriche e meccaniche. E' una chitarra molto leggera e ben costruita. Manca il battipenna
e probabilmente il ponte in palissandro non è quello originale, anche se su questo punto non possiamo essere certi. Le condizioni di conservazione sono ottime, con qualche piccolo urto e normali tracce di usura. 

venduta

 


BASSI

FENDER JAZZ BASS, 1971
Sunburst, originale al 100%. Un altro JB in condizioni incredibili, arrivatoci attraverso la macchina del tempo. Siamo stati i primi a smontare il manico per esaminarlo.  Finitura sunburst in condizioni praticamente perfette, quasi nuovo sul top, privo di segni da cintura sul fondo, e con solo alcune piccole aree lungo i margini del body in cui vi sono tracce di usura. Corpo in ontano, battipenna tartarugato integro, finger-rest (poggia-dito) ancora nella posizione bassa, manico con piastra a quattro viti, tastiera in palissandro con binding e segnatasti a blocchi. 
Come per moltissimi strumenti del periodo '69-'71 il timbro verde chiaro che sostituiva la data del manico non è più leggibile. La datazione, tuttavia, è definita in modo inequivocabile dalla concordanza di numero di serie, date dei potenziometri (16ma settimana del '71), sigla dei pickup dal fondo grigio (2311 = 1971). Il manico stesso, una volta smontato e ribaltato, rivela chiaramente l'impronta speculare della vernice dell'incavo del body. Uno strumento assolutamente integro, mai alterato in nessuna parte, e in condizioni perfette.
Dal punto di vista funzionale, tutto risponde alla grande: un basso leggero e dall'action molto facile, con un bel manico dritto, un suono eccezionale e due pickup potenti e caldi, immediatamente pronto a seguirvi sul palco. Dal punto di vista estetico è near-mint, il near-mint di Real Vintage che è il "mint" di molti altri venditori. 
La sua bellezza è completata dai coperchi cromati originali (quello del ponte ha ancora la sordina in gomma) e dalla bella custodia originale americana in black tolex con logo Fender. 

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venduto

 

 
RICKENBACKER 4001, 1976
Bianco. Uno dei classici più amati dai bassisti di tutto il mondo, nella rara versione bianca con binding e battipenna neri, in condizioni più che eccellenti e totalmente originale. Unica eccezione, se così si può dire, una vite della meccanica del Mi, per il resto è tutto esattamente come nel Maggio del 1976, quando lo strumento lasciò la fabbrica. I truss rod funzionano correttamente, l'action è perfetta e i tasti sono ancora quelli originali. Tutti i potenziometri sono datati 1975 e 1976 e tutto il circuito elettrico Rick-O-Sound col doppio jack è assolutamente originale, inclusi i condensatori e, naturalmente, i pickup.
Stesso discorso per l'hardware: manopole, ponte, sellette, meccaniche. Quando si incontrano strumenti in queste condizioni c'è davvero poco da aggiungere: perfetto. Pochissime tracce di usura. Manca il copri-pickup.
Il suono è il classico suono Rickenbacker che costituisce un elemento importante nella "paletta sonora" di tutti i bassisti. E' accompagnato da una bella custodia rivestita in pelle, che non è quella originale ma si adatta bene allo strumento ed è di ottima qualità.

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2.700

 
GIBSON EB-2, 1968, sunburst, originale al 100%. Davvero molto bello e tenuto benissimo. L'unica traccia di usura è il segno accanto al pickup dovuto all'appoggio della mano del musicista, un bassista italiano che lo ha comprato nuovo nel 1969, usandolo con amore e rispetto e conservandolo con tutte le cure, per poi cederlo alla persona che lo ha fatto arrivare a noi. Una curiosità: nome e data di nascita del primo acquirente sono scritte all'interno, insieme alla data del maggio '69 che immagino sia quella dell'acquisto dello strumento. Purtroppo per "lasciare questo segno" il vecchio bassista ha rimosso l'etichetta arancione interna, ma il numero di serie è chiaramente leggibile sulla paletta (rimuovendo una meccanica) e rimanda con certezza al 1968. Lo strumento ha una particolarità che lo rende estremamente attraente: un top in acero fiammatissimo, davvero notevole come vedrete dalle immagini, assolutamente inusuale per questi strumenti in quel periodo! 
L'EB-2 rappresentava il basso nella serie thinline che comprendeva 335, 345, 355, di cui condivideva il design a doppia spalla mancante simmetrica e la costruzione semi-solida, cioè un corpo sottile vuoto con un blocco centrale in acero all'interno per contrastare il feedback conservando le valenze acustiche della cassa vuota. Due controlli, un pickup humbucker con coperchio metallico, un "baritone switch" per tagliare determinate frequenze ed ottenere un suono più nasale. Il ponte ha le sellette in nylon tipiche del periodo, e ha conservato il suo coperchio cromato. E' ancora presente anche il battipenna originale, e tutte le parti sono corrette e ben funzionanti. Uno strumento eccellente, molto bello e in condizioni estetiche veramente ottime, con un suono che rappresenta una seria alternativa alle timbriche Fender grazie alla scala più corta e alla cassa acustica,  in perfette condizioni di action e funzionalità. La custodia non originale è perfettamente calzante essendo stata realizzata professionalmente su misura per questo basso.
eb2 - body1 - body2 - body3 - back - body back - headstock - in case - flamed top - hardware - bridge - wear  

  2.750

 

ALTRO

RICKENBACKER Electro LAPSTEEL, 1946, corpo in Bakelite, pickup a ferro di cavallo, la più classica delle Lapsteels della prima generazione, un oggetto davvero particolare e soprattutto uno strumento dal suono incredibile, completo di slide e custodia rigida originale in tweed. Condizioni perfette!

venduta


PARTI, ACCESSORI, etc.

meccaniche

MECCANICA KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING DORATA rarissima meccanica individuale utilizzata dalla Gibson nel periodo dal 1957 al 1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES 350T. ATTENZIONE, si tratta di una meccanica singola per una delle tre corde basse, e non di un set completo. Tutta originale, incluso il bottone ad anello singolo in plastica - assolutamente intatto. Il coperchio in metallo ha la scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di brevetto all'interno è D-169400. 
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MECCANICA KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING DORATA rarissima meccanica individuale utilizzata dalla Gibson nel periodo dal 1957 al 1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES 350T. ATTENZIONE, si tratta di una meccanica singola per una delle tre corde basse, e non di un set completo. Tutta originale, incluso il bottone ad anello singolo, la cui plastica ha i tipici segni di deterioramento ma è solida e intatta. Il coperchio in metallo ha la scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di brevetto all'interno è D-169400. 
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  150 
 
MECCANICA KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING DORATA rarissima meccanica individuale utilizzata dalla Gibson nel periodo dal 1957 al 1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES 350T. ATTENZIONE, si tratta di una meccanica singola per una delle tre corde acute, e non di un set completo. Tutta originale, incluso il bottone ad anello singolo, la cui plastica ha i tipici segni di deterioramento ma è solida e intatta, anche se visivamente ha un aspetto peggiore rispetto a quella che vedete sopra. Il coperchio in metallo ha la scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di brevetto all'interno è D-169400. 
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  140 
 
MECCANICHE KLUSON DELUXE SINGLE-LINE/SINGLE-RING DORATE due rarissime meccaniche individuali utilizzate dalla Gibson nel periodo dal 1957 al 1961 su modelli come la Flying V, la ES 345 stereo, la ES 350T. ATTENZIONE, si tratta di DUE meccaniche singole per le corde basse, e non di un set completo. Sono originali e con ingranaggi in ottime condizioni di funzionamento ma i bottoni ad anello singolo sono totalmente deteriorati e distrutti, e debbono pertanto essere sostituiti (vi sono ottime riproduzioni disponibili). Il coperchio in metallo ha la scritta Kluson Deluxe su singola linea verticale, e il numero di brevetto all'interno è D-169400. Altra immagine:
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   80 l'una
 
BUSSOLE per KLUSON DELUXE  DORATE anni '50 - '60. Quattro bussole originali per meccaniche Kluson, perfetti per tutte le Kluson anni '50 e '60.  Dorate, anche se sull'anello superiore la doratura è scomparsa. Sono vendibili separatamente. Altra immagine:
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   15 l'una 
 
MECCANICHE KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE" per FENDER,  1964-67SET COMPLETO di meccaniche Kluson Deluxe originali con la scritta su due linee parallele sulla copertura, utilizzate su Stratocaster, Telecaster, ecc. ecc., nella metà degli anni '60, tra il periodo delle "single-line" e quello delle nuove meccaniche CBS con la F. Numero di brevetto sulla faccia inferiore D-169400. Oltre alle sei meccaniche, sono presenti tutte le sei bussole originali e le sette viti originali.  Le meccaniche NON sono vendibili separatamente ma solo come set completo. 

vendute

 

MECCANICHE KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE" per FENDER,  1964-67Altro SET COMPLETO di meccaniche Kluson Deluxe originali con la scritta su due linee parallele sulla copertura, utilizzate su Stratocaster, Telecaster, ecc. ecc., nella metà degli anni '60, tra il periodo delle "single-line" e quello delle nuove meccaniche CBS con la F. Numero di brevetto sulla faccia inferiore D-169400. Oltre alle sei meccaniche, sono presenti tutte le sei bussole originali e le sette viti originali.  Le meccaniche NON sono vendibili separatamente ma solo come set completo. 
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vendute
 
MECCANICHE KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE" per FENDER,  1964-67. Per Stratocaster, Telecaster, Jaguar, Jazzmaster. Brevetto n. D-169400. Disponiamo di 5 meccaniche singole per le corde intermedie, le meccaniche sono cinque ma mancano i due Mi. In buone condizioni di funzionamento ed estetiche. Altra foto: pic2     70 l'una
 
MECCANICHE GROVER IMPERIAL, cromate, anni '50-60, per GRETSCH, GIBSON, D'ANGELICO etc . Rarissimo set completo interamente originale di meccaniche Imperial con bottone 'stair-step' art-déco. Le Imperials erano il modello utilizzato da tutte le archtop acustiche ed elettriche di alto livello, dotate di un funzionamento perfetto e di un look mozzafiato. Questo set include la scatola originale, tutte le 12 viti e le sei bussole originali, composte da un doppio guscio disassemblabile per la completa compatibilità con tutti i diametri dei fori. Le meccaniche sono del vecchio tipo che nulla ha a che vedere con quelle commercializzate oggi o negli anni '70: infatti queste hanno l'alloggiamento per l'ingranaggio più grande e totalmente smontabile, in modo che ogni singola meccanica possa essere indifferentemente utilizzata come destra o sinistra. L'immagine della Imperial sull'etichetta della scatola originale riproduce invece il nuovo modello, il che fa pensare che questo set abbia lasciato la fabbrica nella seconda metà degli anni '60, pur essendo assolutamente identico in tutto ad un set degli anni '50. Condizioni perfette. Davvero rare e spettacolari.
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  400 set
 
MECCANICHE GROVER IMPERIAL, cromate, anni '50-60, per GRETSCH, GIBSON, D'ANGELICO etc . Ancora un altro set completo interamente originale di meccaniche Imperial con bottone 'stair-step' art-déco. La descrizione e le caratteristiche del modello le trovate già sopra, in questo caso aggiungeremo solo che si tratta di sei meccaniche con le bussole originali, in condizioni assolutamente impeccabili. Da grandi appassionati di archtop non ce le lasciamo sfuggire, non appena ne troviamo un set disponibile!
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  400 set
 
MECCANICA KLUSON DELUXE "DOUBLE-LINE", 1964-69. Doppia linea, perno non scanalato, bottone ovale in plastica. Simile ad una meccanica per Mustang ma senza il perno scanalato. Sinceramente non so a quale chitarra si adatti. Mi basso. Altra foto: pic2     15  
 
MECCANICHE KLUSON DELUXE "SINGLE-LINE" per BASSO,  1957-65SET COMPLETO di meccaniche Kluson Deluxe originali con la scritta su singola linea verticale, e contrassegnate all'interno dallo stesso numero di brevetto delle Kluson per chitarra, D-169400. Il set rappresenta davvero una rarità, ideale per ripristinare il vostro strumento d'annata, ed è completo delle 4 bussole originali. L'aspetto è quello di un normale set di Kluson Deluxe però "anabolizzato", con i bottoni sovradimensionati. Una delle meccaniche è leggermente piegata, ma tutte sono in condizioni di perfetta funzionalità. Le meccaniche NON sono vendibili separatamente ma solo come set completo.    150 set
 
MECCANICHE GROVER STA-TITES, ANNI '50, due meccaniche dorate originali, da installare sul lato dei bassi della paletta. Una delle due ha avuto tagliate le punte estreme della piastra di fissaggio, per assomigliare di più alle Sta-Tites anni '30. Il modello veniva impiegato da numerose Case diverse, soprattutto Gretsch e Guild, ma anche Martin e Gibson. Sono in eccellenti condizioni sia estetiche che funzionali. Non vendibili separatamente.    40 due
 
GROVER 'KIDNEY-BUTTONS' for GRETSCH, '60s, dorati. Sette disponibili, non le meccaniche complete ma solo la parte che vedere nell'immagine. Doratura usurata su sei dei sette bottoni. In vendita individualmente per 12 l'uno, oppure in blocco ad60.  
 

 

custodie

GRETSCH CUSTODIA RIGIDA per archtop, anni '60Una rara custodia originale Gretsch anni '60, adatta per moltissimi modelli elettrici e acustici di archtop a cassa profonda come 6120, Country Club, Streamliner, New Yorker, Single Anniversary e Double Anniversary, Tennessean prima versione, ecc. ecc. La custodia è in ottime condizioni strutturali, con maniglia, chiusure e cerniere integre e funzionanti. Dal punto di vista estetico le condizioni sono buone, nonostante alcune tracce di usura sui margini, su top e back (in alcuni punti affiora il legno sotto il rivestimento usurato).
Anche all'interno vi sono dei punti usurati, come documentato dalle immagini.
In generale, tuttavia, si tratta di una custodia molto solida ed efficiente, in grado di arricchire e proteggere la vostra Gretsch vintage.
Non adatta a chitarre con corpo di larghezza uguale o superiore a 17" come Country Gentleman e White Falcon, nè con corpo troppo sottile.
Dimensioni interne: larghezza massima cm 42 (16.5"), lunghezza cm 110(43.3"), profondità cm 10 (4").

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venduta

 

ponti e attaccacorde

PONTI GIBSON in palissandro per ARCHTOP ELETTRICHE E ACUSTICHE, 1937-1952. Il modello è quello a base singola (non quello più recente con i due "piedini") e con la selletta precompensata, tutto realizzato in palissandro brasiliano. Sono completi dell'hardware in ottone, e sono in condizioni perfette. Utilizzati fin dalla metà degli anni '30 fino ai primi anni '50 su tutte le archtop acustiche ed elettriche della Gibson (L-5, L-7, L-12, ES-300, ES-350, ES-5, ES-175, ecc. ecc.).  Solo uno disponibile.
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  200 
 
PONTE  FENDER JAGUAR o JAZZMASTER, anni '60  cromato, originale vintage. Completo di tutte le sei sellette con le viti originali di regolazione.  Altre foto qui sotto:
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  150 
 
PONTE  GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60  cromato, originale vintage, in ottime condizioni estetiche e funzionali, completo di viti di regolazione e sellette in metallo trattenute dal filo metallico. Può essere utilizzato sia con i perni fissati sul top di solid-body o thinline, che sulla base in palissandro per le archtop. E' completo dei perni filettati e delle rondelle per la regolazione dell'altezza. Altre foto qui sotto:
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  300 
 
PONTE  GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60  cromato, originale vintage, in ottime condizioni estetiche e funzionali, completo di viti di regolazione e sellette in metallo trattenute dal filo metallico. Può essere utilizzato sia con i perni fissati sul top di solid-body o thinline, che sulla base in palissandro per le archtop. Altre foto qui sotto:
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  280 
 
PONTE  GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60  cromato, originale vintage, in buone condizioni estetiche e funzionali, completo di viti di regolazione e sellette in metallo. Manca ill filo metallico che trattiene le sellette. Può essere utilizzato sia con i perni fissati sul top di solid-body o thinline, che sulla base in palissandro per le archtop. Altre foto qui sotto:
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  250 
 
PONTE  GIBSON TUNE-O-MATIC, anni '60  cromato, originale vintage. Mancano 5 delle 6 sellette e il filo metallico che le tratteneva in sede. Altre foto qui sotto:
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  130 
 
BIGSBY Pre-compensated BRIDGE in alluminio. Originale, è il tipo di ponte spesso associato al celebre vibrato Bigsby, e frequentemente utilizzato da numerose Case americane .  FOTO GRANDE 1 - FOTO GRANDE 2    50
 
PONTE GRETSCH SPACE-ROLLER, FOGLIETTO ILLUSTRATIVO (tag) originale, anni '60 Si tratta di una 'tag' originale che accompagnava le chitarre Gretsch equipaggiate con il ponte Space-Roller, utilizzato su tantissimi modelli (Anniversary, DuoJet, Jet Firebird, e mille altri ancora). Disponibile solo la tag, NON il ponte!    50 
 

manopole e altro hardware (switch tips, neckplates, bottoni tracolla, ecc.)

FENDER STRATOCASTER SWITCH TIP (manopola selettore), 1964
Originale manopolina in plastica per il selettore della Fender Stratocaster, anni '60.

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  80
 
FENDER STRATOCASTER PICKUP COVERS SET, 1964
Set completo di tre coperchi originali in plastica per pickup di Fender Stratocaster, anni '60 - in vendita solo come set completo.

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  260   Set completo

 

FENDER TELECASTER "Top Hat" switch tips, Daka-Ware, 1956-70s
Siamo riusciti a trovare un piccolo stock di 4 manopole originali "top-hat" per il selettore delle Fender Telecaster, marca Daka-Ware, mai usate. Le condizioni sono quelle che vengono definite "NOS", cioè "new old stock". Assolutamente perfette. Il modello è quello utilizzato a partire dal 1956 per tutti gli anni '60 e fino ai '70. E' marchiato Daka-Ware col numero di brevetto. Il set è di 4 manopole originali, le vendiamo singolarmente a 40 euro l'una, o in blocco a 140 euro.

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vendute

 
FENDER NECK-PLATE, serie L, 1965  originale vintage, in ottime condizioni. Numero di serie L riferibile al 1965. E' completo delle quattro viti originali. Altre foto sotto:
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  240 
 
MANOPOLE FENDER per JAGUAR, MUSTANG o JAZZ BASS, anni '60   originali e in ottimo stato, complete delle viti laterali per il serraggio al potenziometro. Vendute solamente in coppia, non singolarmente.
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  60 la coppia

 

MANOPOLE GIBSON "REFLECTOR" KNOBS, 1959-1970, dorate, tre manopole vendute singolarmente.  Due con la scritta "volume" nell'inserto argentato sul top, una con la scritta "tono". Come vedete dalle immagini, uno dei due 'volumi' ha un margine danneggiato, pur restando perfettamente funzionale (quello a sinistra nelle foto).
Queste manopole sono una pietra miliare della dotazione Gibson anni '60, utilizzate su moltissimi strumenti: ES 335, L-5 e Super 400 CES, Les Paul, ES 5 Switchmaster, ES 175, e molti altri modelli, anche Epiphone. Su alcune chitarre come le Les Paul Deluxe sono state usate fino ai primi anni '70, mentre in genere sugli altri modelli sono state presenti fino al 1967. Aggiornamento Novembre 2007, ne restano disponibili solo due (
scrivi per maggiori dettagli).
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  75 l'una

quella danneggiata costa 50 euro

MANOPOLE GRETSCH, G-Arrow knobs. Reissue delle manopole Gretsch degli anni '50 e '60, perfette riproduzioni in ottone cromato, davvero molto, molto accurate. Sono disponibili due, e  sono vendibili separatamente. Nuove, mai installate. Attenzione: solo UNA disponibile!    20 cad.
 
GRETSCH, BOTTONI TRACOLLA originali anni '50-'60 Tre bottoni per tracolla originali vintage, il classico bottone Gretsch col bordo zigrinato e la filettatura. Due sono dorati (A-B) e uno è cromato (C). I due bottoni dorati hanno segni di ossidazione. Solo due disponibili, scrivetemi per dettagli.
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   35 cad.
 
HOLLYWOOD MEAZZI Logo su placchetta metallica per chitarra italiana vintage anni '60. 
   35 
 

battipenna

STAFFA DI FISSAGGIO (BRACKET) PER BATTIPENNA ARCHTOP GIBSON, nickel. Staffa di fissaggio per battipenna, originale vintage, completa di vite e di asta filettata. La finitura in nickel la rendono perfetta per tutte le archtop Gibson pre-66. Nota bene: non idonea per le thinline stile ES 335, che hanno una staffa più piccola. 
Altre due immagini qui:
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pickups, elettroniche e potenziometri

SELETTORE SWITCHCRAFT
Selettore Switchcraft a tre posizioni, completo di manopola.

foto

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PICKUP GRETSCH FILTERTRON, anni '50-'60, dorato Rarissimo pickup vintage originale Filter-Tron, il classico humbucker realizzato dalla Gretsch alla fine degli anni '50. Questo modello con poli e coperchio dorati equipaggiava modelli leggendari come la 6120 (e poi la Nashville), la Country Gentleman, la Country Club, la White Falcon, la Jet Firebird, ecc. ecc. Tutto originale, mai riavvolto, mai modificato. Al momento sotto il magnete si trovano inseriti dei pezzettini di legno, utilizzati per la regolazione dell'altezza nella chitarra in cui era installato, ma possono essere facilmente rimossi. Completo delle viti di fissaggio originali. Funziona perfettamente e suona alla grande. La doratura del coperchio è un po' usurata. Altre immagini qui:
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COPERCHI DORATI per PICKUP FILTERTRON GRETSCH, REISSUE. Perfette riproduzioni dei coperchi originali dei più famosi pickup Gretsch. Nuovi, mai utilizzati, completi del numero di brevetto. Due disponibili. Nella foto vedete il confronto con gli originali vintage.    25 cad.
 
POTENZIOMETRO CTS per  FENDER JAGUAR, TELECASTER, 1965 Potenziometro originale prodotto dalla CTS nella 19ma settimana del 1965, col valore di 1 MEG, per Fender Jaguar e Fender Telecaster. Le sue caratteristiche (valore 1 MEG con asta 'solida' e non sezionata) lo rendono non adatto per le Stratocaster e per le Telecaster pre-67. Altre immagini qui:
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FENDER JAGUAR SWITCH PLATE, anni '60  piastra esagonale originale (circa 1964-65) in metallo con i tre switch per la selezione dei pickup e altre opzioni tonali. Completa degli switch originali, del condensatore originale e delle due viti di fissaggio. Altre foto qui sotto:
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FENDER JAGUAR RHYTHM PLATE, anni '60  piastra metallica originale (circa 1964-65) con il selettore del circuito "rhythm" e le manopole a ruota per la regolazione di volume e tono, completa di tutte le parti in plastica, dei potenziometri e condensatori originali, delle tre viti di fissaggio e dei cavetti originali. Altre foto qui sotto:
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SOLO per le parti accettiamo
Immagine soluzioni

pubblicità e foto vintage

Pubblicità FENDER, "Skydiver Ad", 1964 Rara inserzione pubblicitaria in bianco e nero del 1964, originale e in ottimo stato, dalla campagna "You won't part with yours either" lanciata dalla Fender nei primi anni '60. L'immagine del paracadutista con la Jazzmaster pre CBS a tracolla è incredibile e attualissima! Sul retro, pubblicità della Gibson che raffigura Tony Mottola con una ES-355 Stereo.  Originale, non una riproduzione. Il retro è visibile qui: pic2      40 
 
Pubblicità FENDER, "Drive-In Ad", 1963, Rara inserzione pubblicitaria in bianco e nero da un "Down Beat" del 1963, originale e in ottimo stato, dalla campagna "You won't part with yours either" lanciata dalla Fender nei primi anni '60. L'immagine rappresenta una coppia di fronte allo schermo di un drive-in, e tra loro - allora come oggi - la sagoma di una Strato! Originale pre CBS, non una riproduzione.    40
 
Pubblicità FENDER, Jaguar, Jazzmaster, Jazz Bass, Stratocaster, 1963, Rara inserzione pubblicitaria in bianco e nero da un "Down Beat" del Novembre 1963, originale e in ottimo stato. Tra le pubblicità Fender è una delle più rare e ricercate. A fianco dell'immagine principale sono illustrate alcune caratteristiche tecniche e i principali brevetti. Originale, non una riproduzione.

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Foto CLARENCE GATEMOUTH BROWN, 1948 b/n, riproduzione, Si tratta di una ristampa digitale di buona qualità di un'immagine in bianco e nero che rappresenta il famoso chitarrista recentemente scomparso, mentre suona una Gibson ES-350 Premier come la mia al teatro Apollo di Harlem, NY, nel 1948.     15
 

 

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ARCHIVIO

Questa sezione raccoglie alcune tra le chitarre più belle che hanno fatto parte della collezione di Real Vintage in passato: ogni link conduce ad una pagina in cui troverete le immagini dello strumento. Le chitarre in questa sezione non sono più disponibili, ma abbiamo deciso di mantenere visibili tutte le foto dettagliate perchè possano servire da utile strumento per tutta la comunità di appassionati del vintage. Potete scaricarle nei vostri archivi personali, ma non utilizzarle per altri siti, commerciali o meno, senza la nostra autorizzazione.

FENDER STRATOCASTER, 1955 GIBSON ES-355 Mono, 1960, PAF
FENDER STRATOCASTER, 1955 GIBSON ES-355 Stereo Varitone, 1961, PAF
FENDER STRATOCASTER, 1956 GIBSON ES 355, 1965
FENDER STRATOCASTER, 1956 GIBSON ES 355, 1966
FENDER STRATOCASTER, 1957 GIBSON ES 345, 1968
FENDER STRATOCASTER, 1957 GIBSON ES 345, 1970
FENDER STRATOCASTER, 1958 GIBSON ES 330 TD, 1965
FENDER STRATOCASTER, 1958 GIBSON ES 330 TDC, 1968
FENDER STRATOCASTER, slab board 1959 GIBSON ES 350 N, 1949
FENDER STRATOCASTER, slab board 1960 GIBSON ES 350, 1949
FENDER STRATOCASTER, slab board 1960 GIBSON ES 225 TCD, 1957
FENDER STRATOCASTER, 1963 GIBSON ES 175, 1953
FENDER STRATOCASTER, 1963 GIBSON ES 175, 1953
FENDER STRATOCASTER, 1963 GIBSON ES 175 D, 1957
FENDER STRATOCASTER, 1963 GIBSON ES 175 D, 1963
FENDER STRATOCASTER, 1963 - foto 2011 GIBSON ES 175 D, 1967
FENDER STRATOCASTER, 1963, Fiesta Red GIBSON ES 175 D, 1967
FENDER STRATOCASTER, 1964 GIBSON ES 175 DN, 1968
FENDER STRATOCASTER, 1964 GIBSON ES 175 DN, 1968
FENDER STRATOCASTER, 1964 GIBSON ES 175 D, 1969
FENDER STRATOCASTER, 1964 GIBSON L-4, 1923
FENDER STRATOCASTER, 1964 GIBSON L-50, 1943-45
FENDER STRATOCASTER, 1964-65 GIBSON L-5, 1947
FENDER STRATOCASTER, maggio 1965 GIBSON L-5 CES, 1964
FENDER STRATOCASTER, giugno 1965 + altre foto GIBSON L-5 CES, 1973
FENDER STRATOCASTER, sett. 1965 GIBSON L-5 CES Master Model, 1990
FENDER STRATOCASTER, dic. 1965 paletta grande GIBSON SUPER 400 CES, 1970
FENDER STRATOCASTER, genn. 1966 GIBSON ES-5 Prototipo, 1949
FENDER STRATOCASTER, 1966 GIBSON ES 5, 1950
FENDER STRATOCASTER, 1966, Fiesta Red GIBSON ES-5N, 1951
FENDER STRATOCASTER, 1969 GIBSON ES-5N, 1951
FENDER STRATOCASTER, 1972, Olympic White GIBSON ES-5, 1953
FENDER STRATOCASTER, 1972, Black GIBSON LES PAUL GALLERY
FENDER STRATOCASTER, 1973 GIBSON L-5 S, 1981
FENDER STRATOCASTER, 1974, Candy Apple Red GIBSON V-2, 1980
FENDER STRATOCASTER, 1979 GIBSON J 200, 1961
FENDER STRATOCASTER Fullerton 62 Vintage Reissue, 1982 GIBSON J 200, 1969
FENDER STRATOCASTER Fullerton 57 Vintage Reissue, 1983 GIBSON J 200, 1973
FENDER STRATOCASTER Fullerton 57 Vintage Reissue, 1983 black GIBSON ES 125 TCD, 1961
FENDER STRATOCASTER Mary Kaye Reissue, 1987 GIBSON ES 125 TCD, 1965
FENDER STRATOCASTER Mary Kaye Reissue, 1987 GRETSCH 6120, 1957
FENDER CUSTOM SHOP Clapton STRATOCASTER, '88 GRETSCH 6120, 1957
FENDER STRATOCASTER 40th Anniversary, 1994 GRETSCH 6120, 1961 Single Cutaway
FENDER ESQUIRE, slab-board 1959 GRETSCH 6120, 1962
FENDER TELECASTER, 1966 GRETSCH 6120, 1962
FENDER TELECASTER, 1966 GRETSCH 6120, 1962
FENDER TELECASTER, 1966, CANDY APPLE RED GRETSCH 6120, 1964
FENDER TELECASTER, 1967 GRETSCH 6120, 1964
FENDER TELECASTER maple cap, 1967 GRETSCH 6120, 1964
FENDER TELECASTER CUSTOM, 1967 GRETSCH 6120 NASHVILLE, 1967
FENDER TELECASTER, 1968 GRETSCH 6120 NASHVILLE, 1972
FENDER TELECASTER 1968, sunburst custom color GRETSCH WHITE FALCON Mono, mod. 7594, 1977
FENDER TELECASTER, 1970 GRETSCH 6122 COUNTRY GENTLEMAN, 1964
FENDER TELECASTER THINLINE, 1968 GRETSCH 6122 COUNTRY GENTLEMAN, 1964

FENDER TELECASTER THINLINE, 1968

GRETSCH 6122 COUNTRY GENTLEMAN, 1964
FENDER TELECASTER, 1971 GRETSCH DUO-JET, 1958
FENDER TELECASTER CUSTOM, 1975 GRETSCH DUO-JET, 1959
FENDER JAGUAR Dakota Red, 1963 GRETSCH JET FIREBIRD 6131, 1964
FENDER JAGUAR Candy Apple Red, 1963 GRETSCH JET FIREBIRD, 1964
FENDER JAGUAR, 1964 GRETSCH 6124 ANNIVERSARY, 1959
FENDER JAGUAR Lake Placid Blue, 1964 GRETSCH DOUBLE ANNIVERSARY, 1967
FENDER JAGUAR, 1965 GRETSCH 6124 ANNIVERSARY, 1963
FENDER JAGUAR, 1965 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1959
FENDER JAGUAR Dakota Red w/m.hdstock, 1965 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1960
FENDER JAGUAR, 1965-66 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1962
FENDER JAGUAR Fiesta Red, 1966 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1967
FENDER JAZZMASTER, 1962 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1967
FENDER JAZZMASTER, 1963 GRETSCH 6119 TENNESSEAN, 1967 Custom
FENDER JAZZMASTER Fiesta Red - gold hw, 1964 GRETSCH COUNTRY CLUB, 1957
FENDER JAZZMASTER, 1965 RICKENBACKER 330/XII, 1966
FENDER JAZZMASTER, 1965 RICKENBACKER 335, 1967
FENDER MUSTANG, 1965 Dakota Red RICKENBACKER 360, 1968
FENDER MUSTANG, 1965 Dapne Blue MARTIN D-18, 1963
FENDER MUSTANG, 1966 Daphne Blue MARTIN D-18, 1971
GIBSON LES PAUL STANDARD, 1959 MARTIN D-28 sunburst, 1977
GIBSON LES PAUL STANDARD, 1960 MARTIN 000-28 Eric Clapton, 1997
GIBSON LES PAUL SPECIAL, 1961 NATIONAL NEW YORKER LAPSTEEL, fine anni '30
GIBSON LES PAUL JUNIOR, 1957 NATIONAL TRIOLIAN, 1930
GIBSON LES PAUL JUNIOR, 1960 NATIONAL TRIOLIAN, 1932
GIBSON LES PAUL DELUXE, 1970 NATIONAL WESTWOOD 75, 1964
GIBSON LES PAUL CUSTOM, 1979 GUILD STARFIRE IV STEREO, 1969
GIBSON LES PAUL CUSTOM 'All Gold', 1981 GUILD STARFIRE V, 1966
GIBSON LES PAUL 25/50 ANNIVERSARY, 1978 GUILD CE 100 D, 1964
GIBSON LES PAUL 25/50 ANNIVERSARY, 1978 GUILD F 212 XL, 1972
GIBSON LES PAUL ARTISAN, 1978 MUSIC MAN STINGRAY BASS, 1979
GIBSON LES PAUL HERITAGE 80 STD, 1980 MUSIC MAN STINGRAY BASS fretless, 1979
GIBSON LES PAUL HERITAGE 80 STD, 1981 MUSIC MAN STINGRAY/SABRE BASS fretless, 1979
GIBSON LES PAUL HERITAGE 80 STD, 1981 IBANEZ GB 10, 1978
GIBSON LES PAUL Gold Top 30th Anniv. 1983 IBANEZ JEM DNA Steve Vai, 2000
GIBSON LES PAUL Gold Top 30th Anniv. 1983 HOFNER 468 ARCHTOP "Committee", 1963-65
GIBSON SG STANDARD, 1968 HOFNER 500/1 'BEATLE' BASS, 1965
GIBSON SG STANDARD, 1968 HOFNER 500/1 'BEATLE' BASS, 1965
GIBSON SG STANDARD, 1968-69 HOFNER 500/2 'CLUB BASS', 1965
GIBSON SG DELUXE, 1971 VOX MARK VI, 1964-67
GIBSON SG CUSTOM, 1972 FENDER JAZZ BASS, 1960 stack-knob, slab-board
GIBSON SG SPECIAL, 1969 FENDER JAZZ BASS, 1964
GIBSON BYRDLAND, 1976 FENDER JAZZ BASS, 1965
GIBSON ES-335 TDC, 1964 FENDER JAZZ BASS, 1965
GIBSON ES 335, 1966 cherry FENDER JAZZ BASS, 1965
GIBSON ES 335, 1966 cherry FENDER JAZZ BASS, 1968-69
GIBSON ES 335, 1966 cherry FENDER JAZZ BASS, 1971
GIBSON ES 335 Sparkling Burgundy, 1966 FENDER JAZZ BASS, 1973
GIBSON ES 335, 1967 cherry FENDER PRECISION BASS, Blond custom color, 1963
GIBSON ES 335, 1967 cherry FENDER PRECISION BASS, 1965
GIBSON ES 335, 1967 sunburst FENDER PRECISION BASS, 1966
GIBSON ES 335, 1967 sunburst FENDER PRECISION BASS 'Slab-Body', 1967
GIBSON ES 335, 1968 cherry FENDER PRECISION BASS, 1972
GIBSON ES-335 TDC, 1970 cherry PAUL REED SMITH CUSTOM, 1987
GIBSON ES 335, 1972 cherry  
GIBSON ES 335 DOT Custom Shop Ed., 1984  

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